Anonimo
Anonimo ha chiesto in Computer e InternetInternetWikipedia · 10 anni fa

Ragazzi entrate...riguarda Wikipedia e la sua sospensione o cancellazione?

Ragazzi...siete andati su Wikipedia( http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_... ) leggete quello che c'è scritto...io penso ke sia proprio ingiusto perchè Wikipedia è una utilissima fonte per varie notizie dalle varie ricerche alla musica...io molte delle volte la uso per vedere(visto ke sono pazzo per la musica) per vedere i vari singoli che escono da un album ^^ voi invece per cosa la usate? Pensate sia giusto che il sito venga momentaneamente sospeso? O, speriamo di no, cancellato! :(

8 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    10 anni fa
    Risposta preferita

    a comunità di Wikipedia in lingua italiana (di cui sono peraltro amministratore) ha temporaneamente bloccato l’accesso all’enciclopedia più famosa della rete. Qui il comunicato.

    In breve, anche Wikipedia rischia di cadere vittima dell’obbligo di rettifica. Mi spiego con un esempio.

    Il signor Tarl dei Tarli chiede a Wikipedia di cancellare una cosa VERA (VERA!): la comunità deve obbedire all’ordine pena multa o chiusura.

    Il problema è che la comunità NON PUÒ obbedire alla richiesta: Wikipedia si basa sulla neutralità, sulla libertà e sulla verificabilità. Ogni membro della comunità si impegna a scrivere il vero (supportato da fonti indipendenti), mentre la legge obbliga a scrivere anche il falso. Ma chi scrive il falso è un vandalo e come tale viene “punito” dalla comunità.

    Appare evidente il grave conflitto in capo ad ogni wikipediano: finire nell’illegalità e rischiare la chiusura di Wikipedia o rispettare la legge e uccidere Wikipedia snaturandone il progetto?

    Già oggi Wikipedia ha meccanismi per rettificare le voci: basta modificare l’enciclopedia portando delle fonti a supporto, oppure chiedere aiuto ad altri utenti. Domani no, si dovrà scrivere ciò che altri vogliono, anche se ciò è falso.

    Conseguenza ulteriore è questa: nel caso Nonciclopedia-Vasco Rossi, la polizia postale ha cominciato a rompere le scatole agli amministratori, il cui compito (tra gli altri) è bloccare chi scrive il falso. Gli amministratori di Wikipedia fanno del lavoro aggiuntivo, lavoro sporco, non pagato, per pura passione. E adesso dovrebbero ricevere la rottura di scatole della polizia postale (o di un magistrato, peggio mi sento) ogni volta che qualcuno vuole obbligare Wikipedia a non essere Wikipedia? Il risultato sarà semplice: dimissioni di massa degli amministratori, libertà d’azione per i vandali, strada spianata per chi vuole scrivere il falso e fine di Wikipedia.

    Questa protesta serve a far capire cosa succederà se, fra pochi giorni, passerà la norma liberticida contenuta nel comma 29. Non finiranno solo i blog come questo che state leggendo (di cui a molti può non fregare di meno), ma pure servizi più grandi come Wikipedia, che in dieci anni ha rivoluzionato la rete liberando la conoscenza. Torneremo indietro di dieci anni.

    I parlamentari (specie di centrodestra, ma non abbassate la guardia con quelli del centrosinistra – vedasi il PD Levi), a digiuno di rete e di buonsenso, e spesso allergici alle voci indipendenti, nelle prossime ore voteranno una norma che distruggerà (e non è un’esagerazione) la rete italiana, smantellando un’altra (Santoro? Dandini? Gli altri?) delle poche oasi di libertà che ancora resistono fra i mezzi di comunicazione in un Paese che sta diventando, pezzo dopo pezzo, un regime autoritario.

    E un regime autoritario è spesso cleptocrate, corrotto e ladro (ricordate la questione delle aste delle frequenze tv regalate?): basti ricordare la crisi economica italiana che ci colpisce oggi e ci colpirà ancora più profondamente nei prossimi mesi, e molto del “merito” va proprio ai mezzi di comunicazione addormentati che hanno negato la crisi seguendo gli slogan “La crisi non esiste” di cui si sciacquava la bocca fino a pochi mesi fa il presidente del Consiglio, tra l’altro proprietario di uno dei due maggiori gruppi televisivi italiani, e tra l’altro indiretto condizionatore del secondo (la RAI).

    Questi assassini della libertà vanno fermati e subito.

  • pensa che persino i miei professori dell'uni prendevano un sacco di articoli da wikipedia da seguire a lezione..

  • Anonimo
    10 anni fa
  • Anonimo
    10 anni fa

    Nessuno vuole chiudere Wikipedia.

    La sospensione (volontaria) di Wikipedia si qualifica da sé come polemica strumentale contro l'iniziativa di governo.

    Se già in precedenza su Wikipedia ciascun utente aveva facoltà di contribuire riportando la propria opinione (ovviamente in termini non volgari, né offensivi di chicchessia), non si vede quale male vi sia nell'imporre per legge il medesimo sistema, ovvero nel sancire il vero e proprio diritto - questo sì da tutelare costituzionalmente - di un utente che vede pubblicate notizie riguardanti la propria posizione, di dare la propria versione dei fatti e di vederla affiancata alla notizia precedente.

    Poi chi legge si farà la propria opinione...

  • Che ne pensi delle risposte? Puoi accedere per votare la risposta.
  • 10 anni fa

    Il decreto legge sulle intercettazioni che si sta discutendo alla Camera rischia di far chiudere anche Wikipedia. La più grande enciclopedia libera online del mondo ha deciso, per quanto riguarda la versione italiana, di scioperare, bloccando le sue pagine, fra le più visitate dagli utenti italiani.

    Il passo del nuovo ddl che minaccia siti come Wikipedia e, purtroppo, testate giornalistiche , è il seguente: «Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono».

    Il problema, in sostanza, non sta nel fatto che colui che si ritiene danneggiato da un articolo pubblicato a suo sfavore possa appellarsi al suddetto articolo, facendolo rettificare; il problema sta nel fatto che il soggetto che chiede la rettifica dell’articolo possa basandosi sul suo giudizio personale, senza doversi rivolgere ad un giudice. In più la rettifica va effettuata entro 48 ore da quando viene rischiesta.

    Entrando in Wikipedia si può leggere il comunicato che esplica le ragioni di questo sciopero: “in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c’è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero”. Anche Wikipedia cita il testo del comma del ddl, spiegando il punto di vista del sito a riguardo della cosiddetta norma anti-blog: “chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiederne non solo la rimozione, ma anche la sostituzione con una sua “rettifica”, volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.”

  • HANNO CREATO UN EVENTO CONTRO QUESTA LEGGE BAVAGLIO...

    https://www.facebook.com/event.php?eid=20061292667...

    ISCRIVETEVI ED INVITATE PIU GENTE POSSIBILE

  • 10 anni fa

    ABBIAMO CREATO UN EVENTO CONTRO QUESTE INGIUSTIZIE

    https://www.facebook.com/event.php?eid=20061292667...

    ISCRIVETEVI ED INVITATE AMICI

    TENIAMO DURO RAGAZZI

  • 10 anni fa

    La decisione di nascondere i contenuti è venuta, *per il momento*, dallo stesso organico di Wikimedia. Ma in futuro la libertà di stampa potrebbe essere gravemente compromessa se domani passeranno gli emendamenti al DDL sulle intercettazioni - la cosiddetta “legge bavaglio”.

    Morale della favola: non si può volere una rete libera e contemporaneamente votare per il Popolo della Libertà. Schieratevi, prego.

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.