ma wikipedia ke fine ha fatto?? perkè?

salve vorrei sapere ke fine ha fatto wikipedia...appena la apro mi appare una pagina cn un discorso lunghissimo ke dovrebbe spiegare xkè la pagina nn funziona ma io nn ho capito sinceramente il motivo... ke è successo???

13 risposte

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  • Anonimo
    10 anni fa
    Risposta preferita

    a comunità di Wikipedia in lingua italiana (di cui sono peraltro amministratore) ha temporaneamente bloccato l’accesso all’enciclopedia più famosa della rete. Qui il comunicato.

    In breve, anche Wikipedia rischia di cadere vittima dell’obbligo di rettifica. Mi spiego con un esempio.

    Il signor Tarl dei Tarli chiede a Wikipedia di cancellare una cosa VERA (VERA!): la comunità deve obbedire all’ordine pena multa o chiusura.

    Il problema è che la comunità NON PUÒ obbedire alla richiesta: Wikipedia si basa sulla neutralità, sulla libertà e sulla verificabilità. Ogni membro della comunità si impegna a scrivere il vero (supportato da fonti indipendenti), mentre la legge obbliga a scrivere anche il falso. Ma chi scrive il falso è un vandalo e come tale viene “punito” dalla comunità.

    Appare evidente il grave conflitto in capo ad ogni wikipediano: finire nell’illegalità e rischiare la chiusura di Wikipedia o rispettare la legge e uccidere Wikipedia snaturandone il progetto?

    Già oggi Wikipedia ha meccanismi per rettificare le voci: basta modificare l’enciclopedia portando delle fonti a supporto, oppure chiedere aiuto ad altri utenti. Domani no, si dovrà scrivere ciò che altri vogliono, anche se ciò è falso.

    Conseguenza ulteriore è questa: nel caso Nonciclopedia-Vasco Rossi, la polizia postale ha cominciato a rompere le scatole agli amministratori, il cui compito (tra gli altri) è bloccare chi scrive il falso. Gli amministratori di Wikipedia fanno del lavoro aggiuntivo, lavoro sporco, non pagato, per pura passione. E adesso dovrebbero ricevere la rottura di scatole della polizia postale (o di un magistrato, peggio mi sento) ogni volta che qualcuno vuole obbligare Wikipedia a non essere Wikipedia? Il risultato sarà semplice: dimissioni di massa degli amministratori, libertà d’azione per i vandali, strada spianata per chi vuole scrivere il falso e fine di Wikipedia.

    Questa protesta serve a far capire cosa succederà se, fra pochi giorni, passerà la norma liberticida contenuta nel comma 29. Non finiranno solo i blog come questo che state leggendo (di cui a molti può non fregare di meno), ma pure servizi più grandi come Wikipedia, che in dieci anni ha rivoluzionato la rete liberando la conoscenza. Torneremo indietro di dieci anni.

    I parlamentari (specie di centrodestra, ma non abbassate la guardia con quelli del centrosinistra – vedasi il PD Levi), a digiuno di rete e di buonsenso, e spesso allergici alle voci indipendenti, nelle prossime ore voteranno una norma che distruggerà (e non è un’esagerazione) la rete italiana, smantellando un’altra (Santoro? Dandini? Gli altri?) delle poche oasi di libertà che ancora resistono fra i mezzi di comunicazione in un Paese che sta diventando, pezzo dopo pezzo, un regime autoritario.

    E un regime autoritario è spesso cleptocrate, corrotto e ladro (ricordate la questione delle aste delle frequenze tv regalate?): basti ricordare la crisi economica italiana che ci colpisce oggi e ci colpirà ancora più profondamente nei prossimi mesi, e molto del “merito” va proprio ai mezzi di comunicazione addormentati che hanno negato la crisi seguendo gli slogan “La crisi non esiste” di cui si sciacquava la bocca fino a pochi mesi fa il presidente del Consiglio, tra l’altro proprietario di uno dei due maggiori gruppi televisivi italiani, e tra l’altro indiretto condizionatore del secondo (la RAI).

    Questi assassini della libertà vanno fermati e subito.

  • 10 anni fa

    Wikipedia è stato temporaneamente sospeso,forse lo chiuderanno.

  • Anonimo
    10 anni fa

    funziona benissimo ma ha applicata la legge del bavaglio!

    Ora basta ora non parlo più!

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  • 10 anni fa

    Il decreto legge sulle intercettazioni che si sta discutendo alla Camera rischia di far chiudere anche Wikipedia. La più grande enciclopedia libera online del mondo ha deciso, per quanto riguarda la versione italiana, di scioperare, bloccando le sue pagine, fra le più visitate dagli utenti italiani.

    Il passo del nuovo ddl che minaccia siti come Wikipedia e, purtroppo, testate giornalistiche , è il seguente: «Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono».

    Il problema, in sostanza, non sta nel fatto che colui che si ritiene danneggiato da un articolo pubblicato a suo sfavore possa appellarsi al suddetto articolo, facendolo rettificare; il problema sta nel fatto che il soggetto che chiede la rettifica dell’articolo possa basandosi sul suo giudizio personale, senza doversi rivolgere ad un giudice. In più la rettifica va effettuata entro 48 ore da quando viene rischiesta.

    Entrando in Wikipedia si può leggere il comunicato che esplica le ragioni di questo sciopero: “in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c’è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero”. Anche Wikipedia cita il testo del comma del ddl, spiegando il punto di vista del sito a riguardo della cosiddetta norma anti-blog: “chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiederne non solo la rimozione, ma anche la sostituzione con una sua “rettifica”, volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.”

  • Anonimo
    10 anni fa

    GUARDA

    http://www.youtube.com/watch?v=O2zIJHX6fsA

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  • 10 anni fa

    Protesta contro la legge bavaglio che impedisce la libertà di scrittura, anche di Wikipedia, per non "turbare" la "dignità" di chi potrebbe sentirsi offeso.

  • Anonimo
    10 anni fa

    Nel comunicato ai lettori dell’enciclopedia libera, pubblicato sulla home page del sito, si spiega il perchè di un’azione così forte e di impatto: «Negli ultimi 10 anni, Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto - neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti - rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni». «Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede - si legge nella nota online - tra le altre cose, anche l’obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine. Purtroppo, la valutazione della lesività di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all’opinione del soggetto che si presume danneggiato. Vogliamo poter continuare a mantenere un’enciclopedia libera e aperta a tutti.

  • 10 anni fa

    E dire che il motivo è esposto abbastanza chiaramente.

  • 10 anni fa

    ABBIAMO CREATO UN EVENTO CONTRO QUESTO

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