Datemi un parere su questo pezzo!!!?

Luca Latore rincasò alle undici passate, era distrutto. Il lavoro procedeva lento, non credeva avrebbe terminato la catalogazione prima dell’asta.

Si sedette sul divano con il notebook sulle ginocchia, in barba a tutte le raccomandazioni del Dottor Oz. Doveva sistemare alcuni dettagli del database, ma prima che se ne accorgesse aveva aperto la cartella nominata Libro, per la prima volta in quattro anni. Quella cartella, che se non fosse stata virtuale, sarebbe stata ricoperta di polvere, conteneva i suoi tentativi di scrivere un romanzo.

L’ultima riga scritta era del giorno prima del suo viaggio post laurea.

Per anni, aveva tentato di proseguire nella scrittura, ma sembrava che tutto ciò di cui voleva parlare fosse svanito con la sua partenza.

Quel giorno, sulle note di It’s a Long Way to The Top la storia era riapparsa, chiara e definita com’era un tempo. Il canto della tartaruga di King era ricominciato. Certo lui sapeva, ma non voleva ammetterlo, che il suo canto era di una creatura molto meno magica, una creatura che aveva sempre pensato di aver conosciuto e che, forse, aveva conosciuto davvero.

Aveva passato intere nottate a scrivere, chino sul notebook finché le luci dell’alba non illuminavano la sua stanza invitandolo a prepararsi per una giornata di università, ma mai come quel giorno le parole erano apparse così di getto sul monitor.

Il canto era potente e la sua personale antenna era direzionata alla perfezione, nessun rumore disturbava la trasmissione.

Il segnale s’indebolì e terminò solo quando l’alba infranse il velo oscuro della notte riflettendo i suoi raggi sullo specchio immobile della baia.

Nonostante la notte insonne, Luca si sentiva rinvigorito e colmo di un’energia che pensava perduta da anni, da quando riusciva a stare alzato anche cinque giorni di fila se ne valeva la pena.

Non aveva mai visto il Sole nascere dall’oceano, non lo aveva mai visto sorgere in quell’emisfero e si godette lo spettacolo seduto sui gradini dell’ingresso, fumando una Camel e gustandosi l’unica birra che aveva in frigo, ricordo della sua prima nottata australiana, e assaporando il piacere che gli dava vedere le sue idee comparire, un pixel alla volta, prima ancora che avesse avuto il tempo di formularle.

Tutte le scorie della sua assurda vita matrimoniale, tutti i pensieri negativi che lo avevano afflitto negli ultimi anni erano scomparsi, forse si erano solo nascosti ma lui si godette appieno quel momento.

Si sentiva un ragazzino che crede ancora nel futuro e che non ha mai pensato di voltarsi per osservare e rimuginare sulla strada compiuta.

Molte volte, più avanti nella sua vita, aveva cercato di rivivere quelle emozioni e di ricrearle. Aveva cercato di riprovare l’emozione di starsene in equilibrio sul muro che separa l’infanzia dall’età adulta, in modo da poter osservare le due parti della vita e poter giudicare con la consapevole maturità acquisita, le emozioni forti del ragazzo che era stato.

Mentirei, caro lettore, se ti dicessi che non aveva mai più provato sensazioni simili ma il paesaggio che era riuscito ad osservare non era mai più stato così limpido, quasi a volergli mostrare che non avrebbe mai più visto con gli occhi del bambino, quasi a volergli suggerire che il tempo stende su di essi una patina sottile e sfocata, rendendo confuso, misterioso e scuro un paesaggio che fino a poco tempo prima si considerava luminoso e ben definito.

Quel giorno però, gli occhi di Luca vedevano bene, la patina del tempo si era dissolta e lui poteva ammirare, seduto sulla sommità del muro con una sigaretta e una birra, il paesaggio che da esso si estendeva smisurato, ovunque si voltasse.

Riusciva a distinguerne ogni tratto, netto, come una riga nera su un foglio bianco.

Per un istante era riuscito a vedere con chiarezza l’intero percorso della sua vita. Non solo quello che infine avrebbe tracciato ma anche tutti gli altri possibili. La visione si fece rapidamente più sfocata per poi svanire, lasciandogli solo quel senso di conoscenza che lo accompagnò per tutta la vita.

S’addormentò, lì, sui gradini dell’ingresso e sognò.

2 risposte

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  • Anonimo
    9 anni fa
    Migliore risposta

    A patto che tu mi dia un parere sul mio, eh! Sono sincera perché altrimenti non serve a nulla, spero che tu commenti il mio e sia altrettanto sincero! Trovo che scrivi molto bene, e sei riuscito a far passare il messaggio...però alcuni punti sono "ripetitivi": non in senso stretto - usi bene le parole - ma nel senso che ribadisci più volte il concetto, con sfumature diverse...ma sempre quel concetto è. E' l'unico neo che ci trovo! Per il resto complimenti! Naturalmente è il parere di un lettore, non di uno scrittore...

    In bocca al lupo...aspetto il tuo parere!!!

    P.S. La mia domanda si trova nella sezione "libri ed autori" e si 'intitola' "mi date un parere...sincero?" Ci terrei molto!

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  • Anonimo
    9 anni fa

    è molto interessante la tua storia, davvero .sei molto bravo a scrivere storie

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