Girella ha chiesto in Scienze socialiPsicologia · 8 anni fa

Supermercati e bambini........?

Mentre facevo la spesa ho osservato alcuni bambini nel super dove mi servo. Lo faccio senza intenzione, quasi in automatico; sarà forse il mio mestiere ad indirizzare il mio sguardo sui piccoli.

Un uomo di colore teneva in braccio una bimba di un anno e mezzo, forse due; lo seguiva un bambino di forse 4-5 anni. L'uomo teneva la bimba, il bambino portava il cesto della spesa. Tutti e tre tranquilli e composti, le voci basse. L'uomo si arrangiava a prendere le cose senza appoggiare la piccola. Di fronte alla necessità di pesare la verdura l'appoggia per un momento a terra e pesa la verdura. Non appena la mano del papà lascia la piccola, senza un gesto, un'occhiata o una parola, subito quella del bambino la sostituisce. E' il bimbo, ora, che custodisce in silenzio la sorella: di sicuro per lui la cosa più naturale e consueta del mondo (cinque anni al massimo, mi preme ribadirlo).

Due corsie più in là incontro la scena classica dei supermercati italiani: una mamma fa la spesa, il figlio (di età vicina al bimbo di prima) fa i capricci: si lamenta ad alta voce, piange. Di fronte al fatto che la madre non gli dà retta (e fa benissimo) comincia a rotolarsi per terra, come se gli fosse morto un parente prossimo. Lo si sente in tutte le corsie vicine. Per fortuna la madre non cede; dopo un po' il bimbo si calma e la spesa riprende.

Lo so che tutti i bambini fanno i capricci ogni tanto. Lo so che i supermercati sono noiosi e stancanti. Qualcuno, però, può spiegarmi perché non ho mai (e dico mai) visto un bambino extracomunitario fare scene del genere?

Aggiornamento:

@Stefy: non so dove hai letto che non sopporto i bambini. Se ti riferisci a domande che ho fatto che riguardavano la frustrazione di un insegnante che non trova un modo di farsi ascoltare dai suoi alunni, forse non hai colto il contesto. Non ha molto senso dirti che nella mia carriera ventennale sono stata molto apprezzata, perché ovviamente sono io a dirlo, ma almeno concedimi il dubbio.

Trovo molto positive le puntualizzazioni di diversi utenti sul prezzo che si paga per raggiungere un certo risultato. Questo fattore non lo avevo considerato e di sicuro riporta parzialmente in equilibrio la bilancia. La madre che ho visto gestire la crisi del figlio è, però e purtroppo, un caso piuttosto isolato. Anzi, ormai molti bimbi attuano queste strategie proprio perchè vedono che in altre famiglie funzionano, eccome.

21 risposte

Classificazione
  • SDV
    Lv 7
    8 anni fa
    Migliore risposta

    È di giorni fa la notizia di un bambino cinese di 3 anni lasciato fuori la porta di casa per più di 5 ore e costretto a stare in piedi e immobile. Credo che questo bambino non si sognerebbe mai di strillare e fare capricci al supermercato, credo invece che in giro con i suoi genitori sia diligente e assai silenzioso....ma a quale prezzo?

    Spesso ci dimentichiamo che gli extracomunitari provengono da regioni del mondo in cui alcune pratiche da noi intollerabili, sono la norma. Nessuno si sognerebbe di denunciare un genitore per le percosse inflitte o per qualche altra barbara punizione corporale in un paese del terzo mondo, contrariamente a quello che succede nel nostro paese.

    Credo, piuttosto che questi bambini siano cresciuti troppo in fretta sotto percosse e poca considerazione per l' infanzia.

    Dall' altra parte, nella nostra società, il bambino è considerato un individuo e rispettato nella sua natura, contrariamente a quello che succedeva nei primi del '900, prima dell' avvento della pedagogia moderna.

    Forse i genitori italiani saranno permissivi, ma ben venga piuttosto dei maltrattamenti, che ledono profondamente la formazione di un individuo.

  • 8 anni fa

    Premesso che non ho figli, premesso che non mi ergo a giudice, premesso che non pretendo di conoscere la verità assoluta e che non intendo generalizzare perché mi rendo conto che esistono tante situazioni diverse anche nella stessa Italia, mi limito qui a portare soltanto la mia esperienza di persona che ha vissuto a lungo ed in età infantile in un paese straniero, l'Inghilterra, dove non si può certo parlare di condizioni di vita disagiate, o più difficili dell'Italia, né di famiglie costrette a sacrifici, vita disumana, né si può parlare di educazione autarchica basata sulla paura del castigo. No, l'Inghilterra non è il Pakistan o il Burkina Faso, è un paese normalissimo, in cui i bambini non sono torturati o minacciati, dove le condizioni di vita possono definirsi in generale simili a quelle dell'Italia. Ebbene, mai ho visto i bambini inglesi fare capricci o scenate del genere: stanno seduti tranquilli al ristorante, parlano con un tono di voce basso, non strillano, non sbuffano se sono al cinema, a teatro, ecc. E, udite udite, ubbidiscono ai loro genitori. Ma nessun "prezzo" viene pagato in termini di violenza, maltrattamenti, minacce, ecc.

    Ovunque sono andata in paesi occidentali diversi dall'Italia, ho trovato bambini educati. Solo in Italia ho assistito (assai spesso) a scene simili a quella da te descritta, ma andate a finire peggio (perché le madri hanno avuto meno polso, diciamo).

    La mia personale ed opinabilissima teoria è che questo diverso comportamento dei bambini italiani derivi essenzialmente da due fattori: in primo luogo, l'esempio degli adulti (avete presente gli italiani all'estero? rumorosi e maleducati. Ciò che qui è normale quotidianità, risalta di più a confronto con i non italiani) ed in secondo luogo, il ruolo centrale che il bambino ha nella famiglia italiana. La nostra cultura pone il figlio al centro di tutto: il bambino è il re, ogni cosa ruota intorno a lui ed al suo benessere, qualsiasi sacrificio deve essere fatto per lui, non esiste che sia lui a sacrificare qualcosa (una mezzoretta di tempo in cui non si diverte, ad esempio) per i bisogni di un altro dei componenti della famiglia. Sono pronta a ricevere i pollici versi di tutta Answers, ma credo che i bambini dovrebbero essere considerati - ovviamente nei limiti delle loro specifiche necessità e capacità - alla pari degli altri membri della famiglia, e che il loro benessere abbia valore quanto quello della madre o del padre.

    E' normale che i genitori debbano mettersi a disposizione del bambino, che facciano dei sacrifici per lui e per venire incontro alle sue esigenze. E nemmeno metto in discussione l'amore incondizionato per i figli, su cui non vi sono assolutamente dubbi, ma solo la modalità, secondo me eccessiva e quindi deleteria, con cui questo amore tende spesso a manifestarsi nella cultura italiana, a differenza che in altri paesi non solo extracomunitari ma anche europei.

  • 8 anni fa

    Chi passa attraverso la sofferenza cresce ed è maggiormante qualificato ad educare i propri figli. Sebbene non si possa fare una statistica in base alla scena che hai visto si può dire per certo che i bambini oggi hanno troppo. Crescono con la convinzione che tutto è dovuto e non vengono educati a capire che ciò che si ha bisogna guadagnarselo. Si sta sgretolando la base della società ed i suoi valori fondamentali come quello della famiglia.

  • Lo so che sicuramente dico una fesseria,ma io sono convinto che alcune etnie abbiano nel sangue la vita dura,quella in cui da bambino devi trovare da mangiare e il tempo per i capricci è poco...a lungo andare anche un fattore esterno può diventare una caratteristica precisa

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  • 8 anni fa

    C'è una diversa educazione all'ambiente circostante e agli spazi pubblici.

    In Italia si insegna che l'ambiente circostante e lo spazio pubblico è del singolo, il singolo ne è proprietario e ne dispone a piacimento.

    Nei Paesi civili si insegna che l'ambiente circostante è di tutto e lo spazio pubblico è semplicemente in condivisione, il singolo non ne è proprietario ma vi dimora con gli stessi diritti degli altri.

    Guarda le due scene.

    Il padre extracomunitario protegge costantemente la figlia, e quando non può, interviene il bimbo, sempre a proteggerla. L'extracomunitario sa di trovarsi in uno spazio pubblico, con degli sconosciuti, e che è un attimo che la bimba sparisce o potrebbero portargliela via, perchè lo spazio è di tutti e non sai chi è il tuo vicino.

    L'italiano lascia il pargolo libero di scorrazzare come meglio crede, perchè la presenza dello sconosciuto nello stesso ambiente non gli tange; lo spazio pubblico è il suo, l'ambiente circostante anche.

    Sicuramente l'italiano trovandosi nel suo Paese, nel suo quartiere, e nel "suo" supermercato si sente più a suo agio in quell'ambiente.

    Per l'extracomunitario resta pur sempre un luogo sconosciuto, con gente che non conosce, in un Paese, una cittadina e un supermercato che non sente "suoi", quindi le antenne del pericolo sono ben più drizzate.

    A tal proposito mi è venuta in mente una frase che mi veniva rivolta all'estero dai miei genitori quando volevo fare qualcosa di sbagliato, ma che in Italia un bimbo fa regolarmente; mi si rispondeva: "shhhhh! che ti credi, qua non stai in Italia!"

  • Ho degli amici Indiani nel vicinato, anche io noto questa differenza di comportamento tra i bimbi Italiani e quelli non. La loro educazione è molto più rigida, anche verso le donne, le mogli. Spesso questo bimbo viene picchiato se oltrepassa un limite, ha paura di tutto, mi spia quando ad es. lavo l'auto e poi si nasconde, non è lasciato mai solo e quando esce la famiglia fanno tutto un gruppo, ad ognuno la propria mansione. Questa è egemonia e superpotere dell'uomo, lui può far tutto e quando non c'è lui nessuno deve uscire di casa. Ovvio l'atteggiamento al supermercato che hai descritto! In antitesi, la famiglia italiana è uno sfascio completo, ognuno pensa a se stesso! Dimmi tu qual è meglio! Si va da un eccesso ad un'altro: o autorarismo o anarchia totale!. Ciauo.

  • Anonimo
    8 anni fa

    Perché noi educhiamo i nostri figli al superfluo e non appena accenniamo a non voler soddisfare un loro capriccio...scatta il pianto isterico che automaticamente plachiamo con le frivolezze richieste. E bada bene che non parlo solo di genitori abbienti, è un fatto "culturale". Nonostante non si navighi nell'oro, ho notato che noi italiani tendiamo a privilegiare l'apparire...quindi anche se di qualità inferiore e di prezzo maggiorato ai nostri bimbi dobbiamo necessariamente comprare lo zaino di Hello Kitty o vattelapesca: "perché mio figlio non deve sentirsi inferiore agli altri"...meccanismo strano...

  • Forse perchè i bambini occidentali sanno bene che facendo i capricci nella stragrande maggioranza dei casi otterranno ciò che vogliono

  • 8 anni fa

    hai ragione,

    se facciamo una media

    scopriamo che l'80% dei bimbi stranieri

    sono più educati e responsabili;

    sono figli di quegli immigrati che sono arrivati da noi da relativamente poco tempo ed hanno a loro volta ricevuto quel tipo di educazione volta al rispetto dell'adulto, del luogo e degli spazi propri e altrui.

    Però questo non ci deve indurre a generalizzare.

    Ci sono famiglie di starnieri con figli ingestibili

    e , perle rare, famiglie di italiani

    dove i bimbi sono, come dire.... Ammodo.

    Quando, spaesata, ero mamma da poco

    annaspavo tra gli scritti di chiunque avesse detto la sua in materia,

    figlia di un'educazione rigida e irrispettosa dei miei bisogni, tipica della cultura proletaria anteguerra

    e sono giunta alla conclusione che per fare un buon adulto bisogna fare prima un buon bambino

    e che i miei nonni avevano ragione quando esperti solo di terra e stagioni dicevano

    che la pianta va guidata da giovane

    che quando il legno è duro

    lo si può solo tagliare.

    Ho buttato i libri di puericultura

    ed ho cercato di trasmettere quello che avevo ricevuto. Una vagonata di "no" ma tutti motivati

    tutti recepiti e....

    E criticati.

    ok, lasciamo stare.

    Conosco, comunque, giovani genitori che cercano di trasmettere questi valori

    sai il paradosso?

    Osteggiati da amici e nonni...

  • 8 anni fa

    Eh....eccessivo rigore, contro eccessivo permissivismo.

    Francamente, non so cosa sia peggio.....entrambi hanno delle pecche molto grandi.

    I bambini di altre culture hanno un'educazione improntata sulla paura del castigo, spesso e volentieri di tipo fisico o umiliante.

    Insomma, non si tratta di cose tipo "oggi ti sei comportato male, perciò ti tolgo il Nintendo DS". L'esempio di Sabrina ha reso bene l'idea.

    Nessuna meraviglia che i loro bambini si comportino come soldatini......era lo stesso da noi, fin quando venivano usati la cinghia e il bastone, fin quando ci veniva instillata la paura.

    Bambini educati e responsabili, sì...ma a quale prezzo?

    Comunque, le "tantrum" da luogo pubblico (il supermercato è uno dei luoghi per eccellenza) sono ampiamente trattate sui libri di pedagogia.

    Chi li ha letti sa che i bambini non sono responsabili più di tanto per certe scenate.....la cosa spesso parte come un capriccio, sì, ma da un certo punto in poi avviene come una reazione a catena, un montare di altri fattori (frustrazione, stanchezza, noia, rabbia) che portano ad un ingolfamento emotivo, che loro non sanno gestire; e finchè la cosa non si sfoga, i bambini non sarebbero capaci di fermarsi nemmeno se lo volessero con tutte le loro forze.

    La mamma del bambino urlante, per quanto sia certamente stata in imbarazzo, per quanto sia stata sicuramente giudicata male dagli acquirenti infastiditi, e additata come una pessima madre (conosco i miei polli), ha avuto una reazione da manuale.

    Brava.

  • Educazione Italiana vs Educazione extracomunitaria. Non si tratta del luogo.. io non ho mai visto un bambino extracomunitario urlare per strada.. i genitori gli insegnano ad ambientarsi in modo civile.. a rispettare le persone perchè il rispetto non è univoco.. Molto spesso ce lo dimentichiamo

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