Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 9 anni fa

twilight..quali sono le frasi più romantiche di questa saga?

3 risposte

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  • 9 anni fa
    Risposta preferita

    • Se la vita ti offre un sogno che supera qualsiasi tua aspettativa, non è giusto lamentarsi perchè alla fine si conclude. – p. 11

    •l loro isolamento doveva essere volontario: nessuno chiuderebbe la porta in faccia a tanta bellezza. – p. 37

    •Non te l'hanno ancora detto? La vita non è giusta. – Bella, p. 51

    •Edward Cullen a quattro ruote di distanza da me, mi fissava terrorizzato. Il suo viso emergeva da un mare di altri volti, immobilizzati nella stessa maschera di terrore. Ma l’elemento più importante era il furgoncino blu scuro che sbandava, le ruote bloccate e stridenti, una trottola impazzita nel parcheggio ghiacciato. Stava per schiantarsi contro il retro del mio pick-up, di fronte al quale c’ero io. Non ebbi nemmeno il tempo di chiudere gli occhi.

    Un istante prima che potessi sentire il fragore del furgoncino che si accartocciava sul cassone del pick-up, qualcosa mi colpì, forte, ma il colpo non giunse da dove me lo aspettavo. Sbattei la testa contro il fondo stradale ghiacciato e sentii qualcosa di duro e freddo che mi teneva giù. Ero sdraiata sull’asfalto, dietro l’auto scura accanto alla quale avevo parcheggiato. Non potevo scorgere altro, perché la corsa del furgoncino non era ancora finita. Aveva strusciato girandosi contro la coda del mio mezzo con una derapata, continuando a slittare in testacoda, e stava per investirmi di nuovo.

    Sentii mormorare un’imprecazione e mi accorsi che accanto a me c’era qualcuno, una voce inconfondibile. Due mani affusolate e bianche mi si pararono di fronte per proteggermi, e il furgone si arrestò di colpo a una spanna dal mio volto. Le grandi mani erano affondate nella carrozzeria, dentro una provvidenziale, profonda ammaccatura del furgone. – p. 57,58

    •Te l’ho detto, sono stanco di sforzarmi di starti lontano. Perciò, ci rinuncio. – Edward, p. 82

    • E se non fossi il supereroe? Se fossi il cattivo? – Edward, p. 87

    • Per favore, fai qualcosa per distrarmi […] Chiacchiera di qualcosa di poco importante finché non mi calmo. – Edward, p. 143

    • La tua ora è suonata quando ti ho conosciuta. – Edward, p. 152

    • Preferisco sapere cosa pensi… anche se ciò che pensi è assurdo. – Edward, p. 161

    • Che io renda infelice me stesso è una cosa, ma che tu sia coinvolta è un altro paio di maniche. – Edward, p. 165

    • Sei davvero convinta di piacermi meno di quanto io piaccia a te?- Edward, p. 180

    • Se andarmene fosse la scelta migliore, sarei disposto a danneggiare me stesso, pur di non ferirti, pur di proteggerti. – Edward, p. 182

    • Non riuscivo a immaginare un angelo più splendido. In lui non c’erano imperfezioni da correggere. – p. 207

    • Sei diversa da chiunque altra abbia conosciuto. Mi affascini. – Edward, p. 209

    • Fece quel che mi sembrò un respiro profondo, poi uscì, nella luce abbagliante del sole di mezzogiorno.

    Alla luce del sole Edward era sconvolgente. Non riuscii ad abituarmici; eppure non gli tolsi gli occhi di dosso per tutto il pomeriggio. La sua pelle, bianca nonostante il debole colorito acquistato dopo la battuta di caccia del giorno precedente, era scintillante, come ricoperta di piccoli diamanti. Se ne stava perfettamente immobile nell’erba, con la camicia aperta sul petto iridescente e scolpito, le braccia nude e sfavillanti. Le palpebre, pallide e luminose, erano chiuse, ma ovviamente non dormiva. Una statua perfetta, sbozzata in una pietra sconosciuta, liscia come il marmo, lucente come il cristallo. – p. 221,223

    • Non trovavo le parole. Come mi era accaduto una volta soltanto, sentivo il suo respiro fresco sul viso. Dolce, delizioso, il suo profumo mi metteva l’acquolina in bocca. Era diverso da qualsiasi altro odore. Istintivamente, senza pensarci, mi avvicinai ad annusarlo.

    E lui sparì, sfuggendo alla mia presa. Nell’istante che mi occorse per mettere a fuoco la scena, si era già allontanato di una decina di metri, ai bordi del prato, sotto l’ombra lunga di un grosso abete. Mi fissava, gli occhi cupi nel buio, sul viso un’espressione indecifrabile. – p. 225

    • <<avrei dovuto lasciarti perdere tempo fa>>, sospirò. <<dovrei lasciarti, adesso. Ma non so se ci riuscirei>>. – Edward, p. 227

  • 9 anni fa

    Il resto del mondo non mi interessa, se non ci sei tu.

    - Sollevò la mano, indeciso, esitante, stava combattendo con se stesso; accarezzò svelto il profilo della mia guancia, con la punta delle dita. La sua pelle era ghiacciata come sempre, ma la traccia che lasciò sul mio vso era bollente, una scottatura che non provocava dolore.

    - Sei assolutamente impresentabile. Nessuno dovrebbe essere così attraente: è una tentazione, non è giusto.

    - “Ti amo più di qualsiasi altra cosa al mondo, senza eccezioni. Non ti basta?”

    “Si, mi basta. Mi basta per sempre”

    - Era come tentare di vincere lo sguardo di un angelo vendicatore.

    - Piegai la lettera per bene e la imbustai. Prima o poi l’avrebbe trovata. Speravo solo che potesse capirmi e che per una volta mi desse ascolto. Così, con cura, sigillai anche il mio cuore.

    - Mi rivolse il suo solito sorriso sghembo, che mi fermò il respiro e il cuore. Non riuscivo a immaginare un angelo più splendido. In lui non c’erano imperfezioni da correggere.

    - Se ci sei tu, non ho bisogno del paradiso.

    - Edward, non avrebbe senso diventare immortale senza te accanto. Non vorrei vivere nemmeno un giorno senza te.

    - Mi piegai in avanti, appoggiandomi alle ginocchia per non perdere l’equilibrio.

    “Tu sei indistruttibile”, sussurrai, senza fiato.

    “Lo credevo anche io, prima di conoscerti”

    - “E per cosa dovrei scusarmi?”

    “Per aver rischiato di sparire dalla mia vita per sempre.”

    - La nostra relazione non poteva continuare in quel modo, in equilibrio sulla punta di un coltello. Prima o poi saremmo caduti, da una parte o dall’altra della lama, e ciò dipendeva esclusivamente dalle sue scelte, o dai suoi istinti. Io avevo preso una decisione prima ancora di rendermene conto razionalmente ed ero pronta a rispettarla fino in fondo. Perché niente era per me più terrificante, più straziante, del pensiero di allontanarmi da lui.

    -A quel punto sentii la sua bocca sulla mia e mi arresi. E non perché fosse mille volte più forte di me. La mia volontà si sbriciolò nell’istante preciso del contatto. Il bacio non fu affatto prudente come quelli che ricordavo, ma andava benissimo così. Se proprio dovevo perdere un altro brandello di me stessa, meglio esagerare. Perciò restituii il bacio, mentre il cuore scandiva un ritmo spezzato e disordinato, il respiro si trasformava in affanno e le dita cercavano ingorde il suo viso. Sentivo il suo corpo marmoreo aderire al mio ed ero felice che non mi avesse ascoltata: non c’era dolore al mondo per cui valesse la pena di rinunciare a quell’istante. Le nostre mani riprendevano confidenza con il viso dell’altro e, nei brevi istanti in cui le labbra si separavano, lui sussurrava il mio nome…

    La mia frase preferita è:

    “So cosa sei…”

    “Dillo…”

    “Un vampiro…”

    " E per cosa dovrei scusarmi?”

    “Per aver rischiato di sparire dalla mia vita per sempre.”

  • 9 anni fa

    - ( edward)nn riesco a trovare la forza per stare lontano da te neanche un attimo....

    - ( bella) allora nn farlo...

    - tu nn sai quanto ti ho aspettata...( edward)

    - il mio desiderio è stare per sempre con te...( bella)

    - isabella swan, io prometto di amarti, ogni istante della mia vita, per sempre! mi concederesti lo straordinario onore di diventare mia moglie? ( edward)

    -...si... ( BELLA)

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