Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 9 anni fa

Secondo voi dovrei continuare questa storia scritta da me? Potrebbe interessare?

Il rumore delle macchine che sfrecciano sull'asfalto è rilassante la notte, dà un senso di sicurezza, aggiungi poi l'aria fresca di inizio settembre, e le luci. Le luci. In quanti sognano quando guardano le luci? Io si, credo non ci sia niente di più bello, che chiudersi con buona musica abbandonare il mondo e sognare di volare sopra quelle luci, milioni di luci, di case, di lampioni, di negozi, di macchine. Luci! La sicurezza che può mandare un rumore di macchina però, non riguarda ovviamente tutti. C'è chi prova un forte senso di terrore quando sente quel rumore, forse anche un po' di schifo. Schifo verso il mondo e tutto ciò che lo riguarda. Sara. Trentottenne divorziata, con un figlio: Andrea! Andrea ha quattro anni, e ha paura del buio e della notte, piange, e non c'è mai nessuno accanto a lui che lo rassicuri.

“Andrea, svegliati! E' ora di andare a scuola!”

“Lasciami dormire ancora un po' mamma, per favore!”

“E' tardi e dobbiamo andare dai!!”

Andrea apre gli occhi. La luce del mattino entra nella camera e crea un atmosfera serena e piacevole, infila le ciabattine e corre in cucina.

“Mamma, stanotte ho avuto un incubo!”

“Amore, lo sai che la mamma non può perdere tempo, veloce mangia e corriamo a scuola, devo andare a lavorare!”

“Mamma ma..”

“Ma niente! Dai svelto!”

Alle otto e mezza Sara e Andrea sono davanti ai cancelli della scuola.

“Fai il bravo a mamma eh!”

“Non ti preoccupare!”

Sara lascia entrare il figlio, si gira e corre in macchina, alle nove ha il turno al bar, durante il tragitto che separa la scuola di Andrea dal bar dove lavora, Sara saluta qualche cliente “fisso”, tutti in giacca e cravatta pronti per andare a lavoro, quelle giacche e quelle cravatte che lei, vedendoli spesso, conosce a memoria. Spesso si chiede chi siano le mogli, se hanno dei figli, se sono soli. E puntualmente si ritrova a pensare al fatto che ad essere sola è proprio lei, e Andrea. E' sempre lo stesso pensiero, lo fa ogni mattina e purtroppo non riesce ad andare oltre, è di già arrivata al bar, scende di corsa guarda l'orologio “*****, sono in ritardo!”. Tra vari cappuccini, caffè, succhi di frutta, tè e cibi vari, si nasconde qualche altro cliente che ride di lei o la guarda con malizia insieme a qualche amico.

4 risposte

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  • 9 anni fa
    Risposta preferita

    Ciao! In alcuni punti la punteggiatura è da rivedere, inoltre dovresti informarti sulla regola del show, don't tell; ti consiglio di non usare il narratore onnisciente. Di più non posso dire perché il pezzo è corto (non riesco a capire se è un giallo, un drammatico, un horror, ecc). Comunque, non arrenderti mai. Se vuoi ricevere consigli, pareri, correzioni e critiche (e informarti sul show, don't tell e sulle tecniche di narrativa in generale), ti suggerisco questo forum: http://ilvascellodegliscrittori.forumfree.it/ Scrivere è un viaggio lungo e faticoso, meglio farlo in compagnia!

  • 9 anni fa

    E' un po' poco per dare una valutazione, ma se hai in mente una trama prova a svilupparla, se hai voglia di scrivere fallo: l'importante è che tu sappia dove vuoi arrivare e non proceda a tentoni, senza avere chiari gli eventi della tua storia

  • Anonimo
    9 anni fa

    continualo,trovo che sia coinvolgente,scorrevole e profondo nello stesso tempo e poi ha un ritmo molto veloce che secondo me si adatta alla perfezione con lo stile di vita che ha Sara

  • 9 anni fa

    a me piace molto com'è scritta!

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