Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scienze socialiPsicologia · 9 anni fa

Perche siamo tutti alla ricerca dell irraggiungibile e nn riusciamo ad apprezzare cio che abbiamo?

perche pur avendo qualcuno che ci ama e che ci vuole bene lo calpestiamo perche nn vediamo altro che noi stessi? Perche e nella natura umana l egoismo e il complicarsi la vita? Perche si vende la propria felicita x soldi? Perche e diventato normale tutto cio?

5 risposte

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  • John
    Lv 7
    9 anni fa
    Risposta preferita

    Gentile Floriana,

    bella domanda che può servire per porre in atto una seria riflessione sulla nostra vita, ecco il perchè.

    È curioso il fatto che normalmente, noi percepiamo ovunque “scarsità” o carenze varie e mai che ci dichiariamo soddisfatti di quanto abbiamo; come se fossimo delle persone incomplete, alla forsennata ricerca di qualcosa che ci completi. Perchè abbiamo questo bisogno ossessivo di procacciarci sempre qualcosa, anche se abbiamo la bocca piena? Evidentemente qualcosa non va.

    Da piccoli abbiamo fondamentalmente solo dei bisogni (i desideri si limitano a qualche giocattolo) ma, man mano cresciamo, sentiamo il bisogno di relazioni esterne e quindi di socializzare; ecco che notiamo tra noi è gli altri delle differenze, e vorremmo uni-formarci a quanto gli altri hanno. Nasce da qui la lotta di classe, un desiderio di avere e possedere ciò che noi non abbiamo.

    Il desiderio poi, tende sempre ad andare oltre e proprio per questo nel suo pieno dispiegarsi, illude l’uomo di essere onnipotente e dimentica la sua essenza umana che ha i ben noti limiti che conosciamo; per comprendere però tutto ciò, occorre rientrare in sè stessi, con una seria riflessione.

    È solo ripiegandosi su di sè nell’introspezione che l’uomo ritrova il suo equilibrio e si potenzia; sembra un paradosso, ma solo rientrando in sè, nel “conosci te stesso”, che l’uomo riconosce i propri limiti e quindi in grado anche di tenere a bada il desiderio, che tende per natura a sfuggire ad ogni divieto o ostacolo. La potenza appare come tale, se trattenuta e controllata; lasciata libera, si espande e disperde. Si può paragonare ad un rubinetto costantemente aperto, il quale esaurisce in fretta la fonte. I filosofi greci l’avevano ben compreso; infatti poggiavano la loro morale sulla misura, sul giusto mezzo (mesòtes).

    Ecco perchè anche gli antichi maestri indù insistevano a dire: “Se vuoi essere felice, metti il bavaglio ai tuoi desideri o vivrai quale schiavo in mani altrui”. E concludo con Thomas Moore il quale, nella introduzione al suo volume: “La cura dell’anima”, scrive:

    "La grande malattia del ventesimo secolo, che ha a che vedere con tutti i nostri problemi e che ci colpisce sia in quanto singoli individui, sia in quanto società, è la "perdita d'anima". Quando l'anima è trascurata, non si limita ad abbandonarci; essa ricompare in modo sintomatico nelle ossessioni, nelle nevrosi, nel continuo desiderio di cose nuove e nelle dipendenze di ogni genere, nelle forme di aggressività, di violenza e nella perdita di significato e del senso della vita”.

    Ecco che se diamo attenzione anche a questo aspetto spirituale, pian piano, riusciamo a scoprire il vero scopo della vita e inizia una trasformazione che ci porterà a importanti cambiamenti, che ci fanno apprezzare quanto già abbiamo e trascurare quanto ancora ci manca; che non ha poi così tanta importanza, visto che una volta raggiunto, ci lascia eternamente insoddisfatti.

    È un segreto, non di dirlo in giro, perchè può mettere in crisi chi queste domande non se le è mai poste; non vorrei rovinargli il suo tranquillo “vivacchiare”. C’è chi si accontenta anche di questo modo di vivere; beato lui, mi vien da dire, un pensiero in men...oh! pardon, un desiderio in meno.

    Nonno Eugenio.

  • Però ora ho bisogno di risposte, vedi fonti.

  • 9 anni fa

    Io avrei preferito essere un gatto.

  • 9 anni fa

    ci hanno provato tantissimi filosofi a spiegare ciò ma nessuno ci è riuscito..posso dire solo che è nella natura umana cercare l'impossibile o il complicato! e tutto ciò ci rende estremamente infelici. l'unica cosa che possiamo fare e pensare il meno possibile, più ci pensiamo e più la tristezza ci invade

    Fonte/i: me
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  • Anonimo
    9 anni fa

    Perchè l'uomo è un essere impossibile, sognatore, non s'accontenta mai di nulla, purtroppo o perfortuna, è la nostra spinta, ciò che ci ha fatti arrivare fin qui.

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