Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 9 anni fa

Cosa ne pensate......?

E' solo un piccolo racconto thriller, ditemi il vostro parere:

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Vanessa era in macchina. Con le dita leggere e belle sfogliava una rivista di gossip: grazie al cielo non vi erano notizie su di lei; era sempre difficile sfuggire alla macchina infernale dello spettacolo.

Allungò la mano verso il sedile alla sua destra e prese una sigaretta dal pacchetto morbido di Camel, se la agganciò rapidamente tra le labbra e la accese. Aspirò profondamente, la bocca tremante per l'attesa.

Buttò un'occhiata fuori: non si vedeva nessuno. L'ora dell'appuntamento era passata da un bel pezzo ma il misterioso ammiratore non si faceva vedere.

"Meglio così" disse ad alta voce con un lieve sospiro.

Il fumo stava riempiendo l'aria della macchina. Vanessa scese ed iniziò a camminare intorno alla vettura, fiera e sicura di sé e della sua bellezza. Per l'occasione aveva indossato una camicia di seta nera, molto scollata, che lasciava intravedere il petto leggermente lentigginoso e la bella gola rosea; una gonna, anch'essa di seta, le copriva il corpo sinuoso fino alle ginocchia, che si mostravano nude e belle; come i polpacci sensuali, morbidi, lisci; e le caviglie sottili, strette dal sottile laccio di pelle delle scarpe alte.

Improvvisamente si accorse che aveva camminato un bel po'. Il grande parcheggio sotterraneo era deserto. Buttò la sigaretta a terra e la spense con la punta della scarpa, muovendo il piede in un modo molto femminile. Fece finalmente dietrofront e tornò in macchina. Si rilassò, la testa adagiata sul morbido cuscino del sedile. Chiuse gli occhi...

Qualcosa di luccicante le passo sopra la testa. Vanessa non lo vide. Il sottilissimo filo di nylon era pronto a cingerle la gola. La persona alle sue spalle, nascosta sul sedile posteriore, stava soltanto "prendendo le misure". Vanessa spalancò gli occhi appena sentì qualcosa sfiorarle la gola. Ma era tardi: il filo venne tirato con forza all'indietro e subito le cinse la gola proprio sotto il mento, mozzandole il respiro e recidendo subito alcune vene del collo.

Vanessa prese a scalciare violentemente; allungò le gambe sopra il volante, con un calcio tentò di rompere il vetro ma finì soltanto per far volare via una scarpa: il piccolo piede nudo continuò a muoversi disperatamente.

L'aggressore tirò il filo verso di sé, Vanessa si ritrovò piegata all'indietro, il collo teso; dallo specchietto retrovisore poté vedere la sua gola che, stretta nella morsa del filo invisibile, stava sanguinando. Il respiro le mancò ulteriormente, allungò la lingua fuori dalla bocca nel disperato tentativo di prendere aria; ma non trovò nulla.

Qualcosa - o qualcuno - la tirò ancora più violentemente verso di sé: sentì il filo spostarsi verso il basso, dal mento fino al pomo di Adamo; la stretta divenne ancor più orribile, il sangue colò verso il petto di Vanessa. Il collo era piccolo come un imbuto, la gola straziata e la bocca, aperta in una smorfia spaventosa, stava perdendo saliva preziosa.

Un dolore lancinante: l'aggressore stava tirando il filo verso il basso, tagliando così la carne all'altezza del pomo d'Adamo. Vanessa avrebbe voluto gridare ma la voce non poté uscire. Prese a scalciare brutalmente, colpendo il vetro con i piedi, tentando di raggiungere la salvezza; arcuò i piedi come una bambina, disperatamente. Poi lo sentì: il filo iniziò a segarle la trachea; ogni speranza venne meno: dallo specchietto vide la propria gola aperta, tagliata orizzontalmente, segata dal filo sottile che continuava a stringere, a tirare, senza concederle tregua, neppure nel momento finale.

Le gambe di Vanessa, belle e sensuali, erano ferme sopra il volante; i piedi - entrambi rimasti senza scarpe - avevano assunto una forma disperata. Il vestito le era salito fino all'addome, lasciando scoperte le mutandine nere.

Vanessa era morta: la bocca aperta lasciava colare un rivolo di saliva; la gola era tagliata di netto: segata dal filo di nylon, ancora perdeva sangue. Gli occhi erano spalancati.

Venne lasciata sola nella sua macchina: strangolata e sgozzata da un misterioso assassino.

4 risposte

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  • Risposta preferita

    La descrizione del personaggio e degli eventi, in alcuni punti, è superflua e dà l'impressione che sia messa lì per "allungare il brodo".

    Nel complesso però hai saputo creare suspance pur trattandosi di un brano piuttosto scontato.

    Suona strano il fatto che una donna talmente bella e piena di ammiratori accetti un appuntamento con uno sconosciuto in un parcheggio sotterraneo ma questa mia considerazione naturalmente non tiene conto del fatto che questa scena potrebbe essere una parte di un racconto più articolato.

    Forse può interessarti questo progetto http://www.webalice.it/corrado-allegro in cui scrittori emergenti possono mettere in vetrina i propri scritti.

  • 9 anni fa

    è bello =)

  • 9 anni fa

    la prima cosa è una cosa stupida, secondo me è meglio scrivere "Con le dita belle e leggere" che Con le dita leggere e belle", suona meglio ;D

    la seconda cosa è che non mi piace com'è vestita, la gonna non dovrebbe arrivare fino al ginocchio e sarebbe bruttissima una persona vestita completamente di seta.. fin qui son tutte cose stupide.. poi c'è il fatto che in teoria, se già delle vene del collo si recidono, lei 1.è già bella che morta o comunque ha pochi secondi di vita 2.non è che inizia a perdere sangue, schizza proprio da tutte le parti, tipo un palloncino pieno d'acqua a cui fai dei buchi..

    comunque a parte il particolare delle vene che NON POSSONO essere subito recise il racconto mi piace, in particolare il fatto che lei si guardi allo specchio mentre viene uccisa e il fatto che l'assassino rimanga sconosciuto..

  • Vavax
    Lv 7
    9 anni fa

    mi piace molto...se posso fare una piccolissima critica, personalmente non mi piace molto il riferimento del pomo d'adamo riferito ad una donna...senza offesa ovviamente...comunque brava!

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