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Coscienza sporca, ribrezzo e volontariato. Qualche consiglio serio per favore?

Posto la domanda qui in R&S perché è un problema di coscienza innanzitutto. Dunque vi spiego. Da poco sto facendo un'esperienza di volontariato, in particolare con una persona che ha un ritardo mentale. Durante le normali attività direi che fila tutto liscio, ma mi capita di provare un profondo senso di disgusto quando questa persona mangia sbrodolandosi o rumoreggiando, ed in altri frangenti in cui diciamo che l'igiene lascia un po' a desiderare. La persona in questione è autosufficiente entro i limiti in cui comunque può esserlo una persona con un ritardo. Questo mio ribrezzo sarebbe forse giustificabile se la persona fosse sana e sudicia per sua scelta, invece il fatto che questa persona abbia un ritardo mi crea una crisi perché comunque da una parte c'è il ribrezzo in quei momenti, ma d'altro canto so anche che non è colpa sua e quindi dovrei solo avere più stomaco... ma è più forte di me. Quando capita diciamo che la mia reazione oltre al disgusto è cercare di guardare il meno possibile la scena che mi disgusta e se possibile allontanarmi perché sento anche un malessere fisico.

Cosa mi consigliate per risolvere questo problema? A parte pensare che da vecchia forse anch'io mi sbrodolerò etc? Perché questo pensiero non mi aiuta molto. Inoltre mi sento in colpa per questo, e vorrei riuscire a superare o comunque a mitigare questa mia reazione. So che potrei fare volontariato con altra gente meno problematica, ma non credo sia la cosa migliore perché il blocco rimarrebbe pronto a spuntare fuori alla prossima occasione. E poi davvero non riesco ad accettare di provare disgusto per una persona innocente, ma non so come impedirlo per ora. Se una cosa del genere è capitata anche a voi datemi qualche consiglio per favore. E visto che qui ci sono grandi esperti, mi piacerebbe anche sapere se c'è qualche passo biblico che possa fare al caso di una situazione così.

Grazie. Possibilmente voi trolls non fate ironia.

Aggiornamento:

@Hillel: Forse un piccolo pregiudizio da parte mia c'è. Cioè, credo, sapendo che non sa badare correttamente a se stessa io penso (inconsciamente?) che questa persona sia meno pulita di altre, in certe circostanze. Per cui per esempio, se starnutisse una persona qualunque sarei abbastanza tranquilla, ma se starnutisse questa già la mia psiche entrerebbe in allarme aspettandosi il peggio, anche se poi magari non accade. Non so se mi spiego.

Sì, comunque per natura sono mediamente igienista e piuttosto sensibile alla pulizia. Idem per i capelli, insetti nel piatto e cose del genere. Anche se diciamo questi sono inconvenienti che capitano e non sono legati a una condizione particolare come questo caso.

Io ne faccio un problema di coscienza perché comunque avendo l'intenzione di aiutare il prossimo trovo una nota stonata avere un blocco simile. Mi sembra quasi di non amare abbastanza e di voler mantenere una distanza che non dovrei cercare.

3 risposte

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  • Anonimo
    9 anni fa
    Risposta preferita

    Non è un problema di coscienza, no davvero. Io durante il tirocinio in reparto ho rischiato di vomitare sopra una paziente perché ho alzato le sue lenziola ed erano piene di... c a c c a.

    E' NORMALE provare disgusto e repulsione per gli escrementi, le bave e i moccoli degli altri (per i propri invece no).

    E' questione di abitudine, poi "ci si fa il naso", per così dire. Ci si abitua insomma, alla meno peggio.

    Dipende dalla tua sensibilità. Io quasi vomito se trovo un capello nel piatto. E mi fa schifo anche vedere una persona che mangia come un maiale.

    Non hai niente che non va, è del tutto normale la tua reazione di repulsione. Il passo biblico non so se c'è ma non ti serve perché la tua è solo una questione di ribrezzo naturale, non si tratta di pregiudizi o mancanze di carità.

    Ma tu credi che Gesù non provasse una del tutto naturale ed umana repulsione quando era avvicinato dai lebbrosi, gente che gli cadeva la pelle a brani, che puzzava da morire? Secondo me gli venivano i conati di vomito perché è naturale che sia così. Ma Egli, visto che vuoi i riferimenti biblici, superò tutto questo con la carità.

    Lo sdegno si supera con l'amore e anche il ribrezzo, che non è disprezzo o odio ma solo naturale repulsione.

    Per risolvere il tuo problema puoi: sforzarti di abituarti, le prime volte sarà molto difficile però, potresti davvero sentirti male e vomitare. Pazienza se lo fai.

    Oppure puoi cercare di visualizzare "sopra l'immagine reale del tipo che mangia" qualcosa di positivo, un'immagine qualunque su cui concentrarti, che ti faccia da scudo. E' una tecnica di visualizzazione mentale che funziona.

    Oppure ti astieni dal guardarlo e ti giri da un'altra parte o gi dici che lo lasci mangiare da solo, inventati qualcosa per assentarti o per non guardarlo.

    Infatti, forse lui è imbarazzato che tu lo guardi mentre mangia. Non è bello stare a guardare le persone mentre mangiano.

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  • Anonimo
    9 anni fa

    Capita perché sei umana. Versi Biblici non ne so, però non dovresti sentirti in colpa, fai del tuo meglio. Non so quanto può aiutarti provare a pensare che c'è chi sta tra i lebbrosi, e non penso non provino un senso di repulsione o paura del contagio, semplicemente fanno del loro meglio.

    PS: è molto nobile da parte tua ammettere quelle che ritieni delle mancanze.

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  • 9 anni fa

    fallo come se lo stessi facendo a tua madre tuo padre tuo figlio,e tutto quello che vedi guardalo come un fiore,qualcosa di bello,non é difficile.un passo biblico? tutto quello che fate a questi piccoli é come se l´aveste fatto a me.Pensa che in quel momento c´é cristo che ha bisogno delle tue cure.

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