Andrea
Lv 5
Andrea ha chiesto in Mangiare e bereVegetariani e vegani · 8 anni fa

Ma siamo davvero sicuri che ...?

i farmaci e gli antibiotici che danno agli animali finiscono davvero nei nostri piatti?

Perchè parlando con un utente alcuni giorni fa mi è stato fatto notare che il tempo in cui un farmaco resta in circolo è di massimo qualche giorno;io ho pensato che lo stesso non c'è tanto da fidarsi,però un po' mi ha fatto riflettere;voi cosa ne pensate?Ci sono delle prove OGGETTIVE che tali sostanze rimangano in circolo anche quando vengono uccisi?

Aggiornamento:

IL SUONATORE JONES : è già la seconda volta che mi aggredisci senza neanche sapere che sono anch'io vegetariano,anche se non ho ancora scelto definitivamente,quindi "vostri piatti" lo dirai a qualcun'altro!

"Questo è una riflessione??" ----------- qualche problema in merito??Cos'è,riflettere sulle cose prima o mentre si compie una scelta è un reato??

"Ma non c'hai niente a cui pensare tutto il giorno??"----- caro mio,se dovessi elencarti tutte le cose che mi passano per la testa ogni giorno!Però sai,ti ricordo che una giornata consta di 24 ore,durante le quali ogni tanto può capitarmi di pensare a qualcosa che mi è stato detto da qualcuno,anche se ti sembrerà incredibile!!

Aggiornamento 2:

FEDERICO : devo dire che anche la tua risposta è molto utile e costruttiva! XD

Aggiornamento 3:

PRESA DI MITRA : "credo che come molte sostanze tossiche contaminino comunque l'organismo"

nonostante vengano smaltite? Kmq la persona che mi ha detto queste cose si metterebbe a ridere per il tuo consiglio,perchè dice che sono tutti di parte,non è un sito scientifico,ecc ecc

Aggiornamento 4:

FATA ZUCCHINA : sto ancora aspettando! :)

Aggiornamento 5:

PRESA DI MITRA : "ma per tua cronaca, tutti dobbiamo essere di parte perchè chi non prende posizione, dal medico che consiglia la carne a quello che sostiene il vegetarismo, è uno che non sa far valutazioni, giuste o sbagliate e a un medico soprattutto queste andrebbero chieste"

Già,in effetti non ci avevo pensato;kmq intendevo dire che si metterebbe a ridere perchè non considererebbe attendibili quelle fonti!

8 risposte

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  • 8 anni fa
    Risposta preferita

    La cosa grave, è la farmacoresistenza. In pratica dando indiscriminatamente gli antibiotici agli animali a scopo preventivo, si fa si che i ceppi dei microorganismi diventino resistenti. Quando questi microorganismi, ad esempio la E.Coli, passa all'essere umano onnivoro, questo onnivoro non può più essere curato dai farmaci.

    Riporto un piccolo estratto dal sito dell'Istituto Superiore della Sanità.

    http://www.epicentro.iss.it/ben/2003/lu-ago2003/1....

    "...Per entrambi i microrganismi, i livelli più elevati di resistenza si evidenziano nei ceppi isolati da vitelli a carne bianca, il che è sicuramente da mettere in relazione con il massiccio uso di sostanze ad azione antimicrobica in questa categoria di animali. In particolare, in E. coli sono da notare gli elevati livelli di resistenza al sulfametoxazolo/trimethoprim (58,3%), al cloramfenicolo (30,6%), e ai fluorochinoloni (16,7% all’enrofloxacin). Non sono state rilevate resistenze nei confronti delle cefalosporine. Per quanto riguarda gli enterococchi, batteri commensali ma talvolta agenti responsabili di importanti infezioni nosocomiali, si è evidenziata nei vitelli elevata resistenza all’eritromicina (88,5%) e alla spiramicina (96,2%), bassi livelli di resistenza ad ampicillina e gentamicina (< 10%), mentre il 26,9% e il 7,7% erano resistenti rispettivamente a vancomicina e teicoplanina. Queste ultime due resistenze assumono peraltro carattere di notevole gravità, in quanto sono verso antibiotici particolarmente importanti nel trattamento di infezioni da enterococchi multiresistenti nell’uomo, al punto che l’evidenza di fenomeni di resistenza alla vancomicina in batteri di origine animale ha portato nel 1997 al bando, a livello comunitario, dell’avoparcina (analogo della vancomicina) come promotore di crescita negli animali (3).

    Questi risultati sono particolarmente interessanti se letti alla luce dell’indagine effettuata da Busani e coll., e portano a sottolineare la necessità sia di istituire piani di monitoraggio dell’antibioticoresistenza a livello nazionale, sia di promuovere l’applicazione di pratiche di uso prudente degli antibiotici nel settore zootecnico..."

    E poi aggiungiamo anche qualcosa che riguarda il miele...

    http://www.mieliditalia.it/lefevre.htm

    "...DOSSIER ANTIBIOTICI GLI ANTIBIOTICI NEL MIELE: TROPPI RESIDUI.."

    http://www.lescienze.it/news/2011/12/01/news/antib...

    "...Antibiotici negli allevamenti, rischi per la nostra salute

    L'aggiunta di antibiotici ai mangimi dei suini favorisce una condivisione di geni nei microrganismi dell'apparato gastrointestinale di questi animali che tende a diffondere la resistenza agli antibiotici: è questo il risultato pubblicato sulla rivista on line mBio...."

    http://qn.quotidiano.net/salute/2011/12/19/639923-...

    "...Siamo pieni di antibiotici Germi sempre più resistenti: a corto di terapie.."

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  • Anonimo
    8 anni fa

    sono sempre presadimitra

    si nonostante vengano smaltite, dato che sono somministrate periodicamente e che la cosa rimanga senza effetti mi parrebbe strano, ma io non ne so molto di Scienze

    per il resto e a me che mi deve fregare se questo si mette a ridere o a ballare la salsa?

    ma per tua cronaca, tutti dobbiamo essere di parte perchè chi non prende posizione, dal medico che consiglia la carne a quello che sostiene il vegetarismo, è uno che non sa far valutazioni, giuste o sbagliate e a un medico soprattutto queste andrebbero chieste

    quanto alla scientificità, mi par strano, dato che uno dei medici è Massimo Tettamanti, ricercatore presso l'Università di Milano che ha partecipato ad alcuni progetti internazionali e una dottoressa come Luciana Baroni: Specialista in Neurologia, Geriatria e Gerontologia, Master Universitario Internazionale in Nutrizione e Dietetica che all'uopo ha fatto molte interviste anche sulla tv di Stato e puoi trovare molte sue interviste in giornali nazionali come La Repubblica o L'Espresso, Panorama...

    Quindi evidentemente non sono dei millantatori che troverai a Striscia la Notizia.

    E se leggi il sito non una riga di quello che scrivono -al contrario ehmm di molti altri medici e ....nonmedici che quelli si vai a citare con tanta sicurezza- non è testimoniato da fatti concreti e trasparenti, ovvero sia in basso ad ogni pagina ampia bibliografia medica e studi internazionali e soprattutto esteri.

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  • credo che come molte sostanze tossiche contaminino comunque l'organismo

    ti proporrei di chiedere a Scienzavegetariana, lì ti rispondono medici

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  • 8 anni fa

    C'è uno studio veterinario, se lo trovo poi te lo posto, che tratta della resistenza di molti antibiotici nei cani e nei gatti. La causa principale è stata imputata alle carni, piene di residui antibiotici, che diamo ai nostri animali. Se vale per loro vale anche per l uomo.

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  • Anonimo
    8 anni fa

    boh

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  • 8 anni fa

    Questo è una riflessione??

    Ma non c'hai niente a cui pensare tutto il giorno??

    Devo pagare l'iva semestrale e la bolletta della luce ed è un problema serio..figurati se sto a pensare a quello che finisce nei VOSTRI piatti. Mangiacarogne moddafukka

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  • 8 anni fa

    Qualsiasi farmaco ad uso veterinario viene sottoposto a studi di tossicità. In particolare, gli studi di tossicità a lungo termine servono anche a stabilire alcuni parametri:

    -NOEL(No Observed Effect Level): quantità di farmaco che non dà luogo ad effetti biologici apprezzabili se somministrato nella dieta dell'animale per lunghi periodi o per tutta la vita biologica;

    -ADI(Accettable Daily Intake): quantità di farmaco(per kg di peso vivo) che può essere assunto per tutta la vita dall'animale appartenente alla specie più sensibile senza che compaiano effetti biologici.

    Tramite gli studi di tossicità vengono rilevati tali parametri relativi alle specie animali oggetto dello studio. Viene poi preso il valore di ADI della specie più sensibile e divso per un fattore di sicurezza che tiene conto della variabilità interspecie e della variabilità intraspecie, in genere pari a 100, più elevato in caso di farmaci con potenziali effetti tossici. Dividendo per il fattore di sicurezza si ottiene il valore di ADI riferito all'uomo, che non è un valore "reale", ma è un valore tenuto il più basso possibile per sicurezza. In base all'ADI, per le derrate viene quindi stabilito il LMR, Limite Massimo Residuale.

    Sulla base dell'ADI e degli studi sulla farmacocinetica, per ogni farmaco vengono stabiliti i tempi di sospensione, ovvero il periodo di tempo nel quale l'animale non può essere utilizzato per la produzione di alimenti dopo la somministrazione del farmaco, in pratica è il periodo di tempo necessario affinchè nelle derrate i residui di farmaco scendano sotto il valore di LMR.

    Negli alimenti non si esclude l'assenza totale di residui di farmaci, ma si garantisce che la quantità di residui che eventualmente vi sono presenti siano praticamente ininfluenti.

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  • Anonimo
    8 anni fa

    Gli antibiotici vengono metabolizzati dall'animale, al pari di qualsiasi altro metabolita introdotto; che sia naturale o di sintesi ogni molecola viene introdotta in una via metabolica e ridotta infine a acqua, sali minerali e anidride carbonica!!

    Nessun farmaco resta nella carne, nel latte e negli alimenti in generale perchè prima di utilizzarlo in serie lo testano per valutarne la velocità di degradazione e quindi i relativi tempi di sospensione per evitare di trovarne residui negli alimenti!!

    Fonte/i: il ciclo della materia!!
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