10 punti: LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI!?

do 10 punti a chi me lo spiega meglio e con + dettagli possibili... l'ho guardato questa sera su ON DEMAND ma ho capito solo la storia in generale... alcuni dettagli del film proprio non li ho compresi... MI AIUTATE? mi raccontate voi la storia?? NON siate sintetici, voglio capire bene!

3 risposte

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  • 9 anni fa
    Risposta preferita

    Questa la storia. Alice è una bambina costretta dal padre a seguire una scuola di sci: la sveglia mattutina, colazione veloce, e le raccomandazioni continue, uno stress che trova sfogo nel fare la pipì, senza farsi accorgere, nella tuta da sci. Ma un mattino di freddo e nebbia, la bimba quando decide di farla, accucciandosi sulla neve, poco discosta dagli altri, si accorge sgomenta di essersi fatta addosso non solo la pipì. Cerca di allontanarsi, ma cade in un canalone, è sola. Di quella brutta avventura si porterà dietro, tutta la vita, un vuoto incolmabile e una zoppia.

    Mattia è un bambino molto bravo a scuola, con una sorella gemella con seri problemi psichici di cui lui deve prendersi cura. Il giorno in cui finalmente sono invitati a una festa, Mattia decide di lasciare la sorellina al parco, su una panchina, tanto sarebbe tornato presto e lei da lì non si sarebbe mossa. Ma quando torna non la trova, forse è caduta nel fiume, e non si troverà mai più. Gli occhi della sorella, al momento di lasciarla lì da sola, non li dimenticherà mai, saranno l’immagine della paura. Da quel giorno, un vuoto quasi autistico lo separerà per sempre dagli altri, macerato da un senso di colpa che lo porterà ad atti di autolesionismo. I primi due capitoli, coi traumi vissuti da Alice e Mattia, sarebbero due racconti perfetti, se non fosse che le vicende dei due personaggi preparano una storia che vuole essere raccontata, capitolo dopo capitolo, alternando il racconto dei due destini. Fino a farli incrociare, adolescenti, alle scuole superiori.

    Il racconto è scandito, con studiata grazia, in sezioni temporali, ciascuna a segnare un momento, inesorabile nella sua fatalità, dei due protagonisti. Da bambini, coi due eventi traumatici che li segneranno per sempre, passando attraverso l’adolescenza, la giovinezza, fino all’età matura. La prima parte è eccellente, Giordano (classe 1982) si dimostra particolarmente versato nel cogliere dell’adolescenza gli impacci e gli slanci imprudenti, i gridi taciuti, i silenzi, le paure e gli ardimenti, sa descrivere con semplicità e penetrazione il cono d’ombra entro cui si muovono, nell’incomprensione sorda degli adulti, i ragazzi del nostro presente. Rappresentati dai grandi occhi intensi, in primo piano, che dalla copertina del volume ci guardano, le labbra chiuse, e c’inchiodano.

    Sono pagine di una feroce verità (e bellezza), come quelle che raccontano della festa a casa di Viola, la cattiva ragazza che mostra di saperla lunga su sesso e droghe, e della quale le compagne di classe, vittime dei suoi soprusi, subiscono la seduzione del male. Alice compresa. Festa che è all’origine dell’incontro con Mattia, nell’occasione accompagnato dall’amico Denis, preda delle sue pulsioni omosessuali – personaggio secondario particolarmente riuscito.

    Nel corso della narrazione l’intensità della prima parte, quando ogni evento è una ferita che scava un solco nella vita dei giovani protagonisti, si stempera fino ad attenuarsi nei diversi rivoli in cui la trama scivola, con l’incontro eternamente mancato, a distanza di anni, tra Alice e Mattia: due solitudini, l’amore come approdo salvifico. I due personaggi sono il pregio di maggior rilievo del romanzo, perché sono di quelli che toccano il cuore e, ultimata la lettura, si portano dentro, che sembrano uscire dalla pagina per confondersi col nostro vissuto, come accade coi personaggi che incarnano un destino che in qualche modo ci riguarda.

    Sono come due numeri primi, pensava Mattia nelle sue divagazioni dietro i numeri, quando la sua mente si avventurava fino a isolarsi dal mondo: numeri divisibili soltanto per 1 e per se stessi, ma di quelli anche più speciali, detti primi gemelli: coppie di numeri primi che se ne stanno vicini, separati, a non farli toccare un numero pari, che sta in mezzo. Come l’11 e il 13, il 17 e il 19. «Mattia pensava che lui e Alice erano così, due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero. A lei non l’aveva mai detto».

    La reticenza, il non detto, è tra gli aspetti più rilevanti della narrazione, la sua cifra stilistica. Dentro c’è il mondo di ragazzi chiusi nei loro chiusi e ostinati silenzi, perché l’essenziale non si dice mai, e gli eventi sono sentiti come troppo grandi per essere spiegati a parole. L’adolescenza è l’età in cui la vita è destino: «Le scelte si fanno in pochi secondi e si scontano per il tempo restante», è la minaccia, o la condanna, che sentono gravarsi addosso e da cui è impossibile sfuggire. «Il peso delle conseguenze», come si legge nel romanzo, autentico demone nella vita dei personaggi, che produce uno scarto, una deviazione – tratto, questo, che accomuna l’esordiente Giordano a Elena Varvello: comune è la città d’origine, Torino, comuni sono soprattutto certe atmosfere rarefatte, sospese, cariche d’una inquietudine sottile, come apprezzato nel libro di racconti della Varvello, L’economia delle cose (Fandango, 2007).

  • Anonimo
    9 anni fa

    Non la conosco molto ma ho visto il film.

    allora c'è quella che è down che è amica di mattia quello che si taglia le vene, poi quei due si incontrano perchè alla ragazza piace mattia, poi mi sono addormentato

  • 9 anni fa

    nn lo cnosco

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