Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureReligione e spiritualità · 9 anni fa

si può considerare questa una fonte storica su Gesù?

« Allo stesso tempo, circa, visse Gesù, uomo saggio, se pure uno lo può chiamare uomo; poiché egli compì opere sorprendenti, e fu maestro di persone che accoglievano con piacere la verità. Egli conquistò molti Giudei e molti Greci. Egli era il Cristo. Quando Pilato udì che dai principali nostri uomini era accusato, lo condannò alla croce. Coloro che fin da principio lo avevano amato non cessarono di aderire a lui. Nel terzo giorno, apparve loro nuovamente vivo: perché i profeti di Dio avevano profetato queste e innumeri altre cose meravigliose su di lui. E fino ad oggi non è venuta meno la tribù di coloro che da lui sono detti Cristiani. »

(Flavio Giuseppe, Antichità giudaiche, xviii.63-64)

Aggiornamento:

« Anano [...] convocò i giudici del Sinedrio e introdusse davanti a loro un uomo di nome Giacomo, fratello di Gesù, che era soprannominato Cristo, e certi altri, con l'accusa di avere trasgredito la Legge, e li consegnò perché fossero lapidati. »

(Flavio Giuseppe, Antichità giudaiche, xx.200)

5 risposte

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  • 9 anni fa
    Risposta preferita

    Il primo passo è il celeberrimo Testimonium Flavianum, da tempo riconosciuto come falsa interpolazione cristiana tarda.

    E' infatti sufficiente tener presente che Giuseppe Flavio era un ebreo fariseo divenuto cronista presso i romani durante le Guerre Giudaiche: come potrebbe mai sostenere una tale immagine di Gesù, addirittura riconoscendolo come Cristo, salvo poi non farne il minimo cenno altrove? E' dunque ovviamente inconsiderabile come una legittima fonte storica su Gesù.

    Quanto al secondo passo, vale una considerazione analoga, probabilmente "fratello di Gesù, che era soprannominato il Cristo" non è affatto parte del testo originale, per i medesimi motivi di cui sopra, uniti al fatto che, per l'appunto, se Flavio Giuseppe avesse conosciuto la figura di Gesù, così spettacolarmente descritta nei Vangeli, non l'avrebbe certo relegato a così semplici e ristrette citazioni, né avrebbe buttato là, così lievemente, un espressione come "che era soprannominato Cristo", vista l'importanza del Masiah presso la cultura ebraica.

    Figli miei che ponete pollici in direzione della Madre Terra, considerate che questa è filologia, non cazzeggio da ragazzino ignorante che vive innanzi ad un computer.

    @Alessandro, a dire il vero a quanto mi risulta, e anche a parere di un mio caro amico professore di filologia, protestante luterano, tali passi sono da considerarsi apocrifi proprio in virtù di quanto da me sopra riportato.

    Non sono un "detrattore del cristianesimo", né nego l'esistenza storica di Gesù, per quanto metta in dubbio pressoché la totalità delle informazioni riguardanti la sua persona giunte a noi; mi limito a far notare la discrepanza tra i passi sovrariportati, l'autore e la sua opera.

    In ogni caso non è certo la sola frase "Egli era il Cristo" a risultare totalmente inadeguata al contesto: lo sono anche, per esempio "e fu maestro di persone che accoglievano con piacere la verità", o "perché i Profeti di Dio avevano profetato queste e innumerevoli altre cose meravigliose su di lui".

    Osservando tra l'altro il testo greco, troviamo tracce di stile decisamente atipiche in Giuseppe Flavio: si pensi alla crasi "τἀληθῆ", tra l'articolo "τῄ" e il sostantivo "ἀληθῆ", uso che non ricorre in alcun altro passo della sua opera. Anche l'utilizzo di "ἀγαπήσαντες" è altamente dubbio, dal momento che il sostantivo "ἀγαπή" ha una forte connotazione religiosa nei tempi antichi, un'amore indirizzato generalmente nei confronti della divinità, che Giuseppe Flavio non avrebbe utilizzato, neppure indicandolo come atteggiamento dei cristiani nei confronti di Gesù, come anche, seppur minormente, il successivo "θαυμάσια" riguardo le sue opere.

    I manoscritti della sua opera sono appena dieci, di cui solo sette in greco, e nessuno antecedente al secolo XI, quasi mille anni dopo la supposta stesura, di cui più di seicento in cui il testo fu copiato solo da mani prima romane e poi cristiane (in ambito giudaico egli era considerato, a ragione, un traditore), il che lascia ampio spazio a supposizioni di interpolazione per quanto riguarda tali passi: il tutto senza considerare che nessun Padre della Chiesa, pur avendo citato Giuseppe Flavio, riporta tale passo, primi fra tutti Origene ed Ireneo, che addirittura "lamentano" che tale autore non riconoscesse Gesù come Cristo.

    Mi pare si possa lasciare poco spazio ai dubbi, checché ne dica una certa parte dei critici testuali.

  • Anonimo
    9 anni fa

    La prima ha alcune interpolazioni successive che sarebbero i versi relativi la risurrezione e la frase "egli era il Cristo", ma il resto è originale, quindi è una fonte storica apprezzabile. Il secondo è tutto originale. Ovviamente i detrattori del Cristianesimo dicono che non è vero, ma i filologi sono concordi nell'affermare che i testi sono genuini.

  • Anonimo
    9 anni fa

    Qualche fonte extracristiana testimone diretta.................???

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  • 9 anni fa

    certo! Direi ke è una signora fonte :) :) buon natale

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