Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureSocietà e culture - Altro · 9 anni fa

I SUCCESSORI DEI GALLI ESISTONO ANCORA SECONDO VOI?

CELTICACon

il termine Celti si indicano un numero elevato di popolazioni che abitarono in modo del tutto

autonomo la maggiore parte dell’Europa tra l’ VIII secolo a.C. e il I secolo d.C. ; La sopravvivenza

di regni celtici indipendenti nelle isole britanniche durerà fino a tutto il basso medioevo. Pur

condividendo lingua, cultura, e tradizioni religiose, esse non furono mai governate da un unico re,

ma suddivise in tribù diverse ognuna insediata in un proprio territorio.

Aggiornamento:

I Celti, definiti anche Galli o

Galati, a secondo dell’interpretazione romana o greca, erano guerrieri temibilissimi ma anche abili

agricoltori e ottimi fabbri, raffinati orafi, esperti nella realizzazione di utensili e armi in ferro e

bronzo, e abili commercianti con tutti i popoli affacciati sul bacino mediterraneo. Gli archeologi

individuano nella civiltà celtica due fasi distinte. La prima è nota come epoca di Hallstatt, collocata

tra il 750 e il 450 a.C. circa; il suo nome deriva dal villaggio austriaco di Hallstatt, dove sono stati

rinvenuti i più antichi manufatti ed insediamenti celtici.

Aggiornamento 2:

La seconda fase è detta epoca di La Tène,

dalla località nei pressi del lago di Neuchatel, in Svizzera, e va dal 450 a.C. al 50 d.C. circa. In

possesso di utensili decisamente più sofisticati di quelli utilizzati in precedenza nell’Europa

centrale, i Celti erano in grado di rendere coltivabili territori molto più vasti rispetto ai loro

predecessori. Ottenevano quindi raccolti più abbondanti e , dato che la popolazione disponeva di

derrate alimentari in quantità, la vita media era più lunga: tutto questo portò ad un progressivo

aumento della popolazione determinando ondate migratorie sempre più massicce che ebbero il loro

culmine tra il IV e il II secolo a.C..

Aggiornamento 3:

I Celti e la loro civiltà si espansero quindi in tutta Europa in

cerca di nuove terre da coltivare e nelle quali insediarsi; presenti fin dal VI secolo a.C. nella fertile

valle del Danubio e nei territori attualmente occupati da Francia, Belgio, Spagna, Portogallo, isole

Britanniche, tutta l’Italia settentrionale alpina e padana fino alla Romagna compresa, nel III secolo

a.C. raggiunsero l’attuale Turchia, con frequenti incursioni nell’area greca. La società celtica

rispettava la classica tripartizione indoeuropea divisa in guerrieri, artigiani e capi spirituali,

compresi in tribù o Touta guidate da un capo che in numerosi casi poteva anche essere una donna.

Ogni popolo occupava un territorio molto vasto e le persone vivevano in piccole comunità piuttosto

che in grandi insediamenti. I

Aggiornamento 4:

I Celti pur essendo molto colti, seguivano la tradizione orale per ciò che

concerne l’apprendimento delle varie forme del sapere, e quindi non utilizzavano la scrittura se non

in forma iniziatica ( ogham).

Le abitazioni dei Celti erano

prevalentemente a pianta rotonda, a volte quadrata o ovale; i muri erano in pietra o graticcio

rivestito di fango con il tetto fatto di canne, paglia o erica e in taluni casi, legno. Abbigliati in modo

lussuoso e dai colori sgargianti, camicione , bracae e mantello gli uomini, lunghe vesti cucite sui

lati e scialli le donne, i Celti sono descritti dai classici romani e greci come estremamente dediti alla

cura della propria persona e del proprio decoro, come testimoniano i numerosi gioielli e monili,

bracciali e fibule, collane ( torques) ed anelli rinvenuti nelle campagne archeologiche effettuate in

tutta Europa.

Aggiornamento 5:

I Celti erano rinomati in tutto il mondo allora conosciuto per le loro doti guerresche: utilizzati da

tutti gli eserciti, da Annibale a Dionigi di Siracusa, combattevano con ardore e fierezza indomita in

file uniche, fianco a fianco con gli appartenenti alla propria tribù, sprezzando la morte, convinti

sostenitori della reincarnazione e dell’onore dell’individuo. Combattevano con lancia, spada e

scudo, abilissimi cavalieri ed esperti nell’uso del carro da guerra, a loro si devono importanti

innovazioni come la cotta di maglia in uso fin dal III secolo a.C.. Integratisi perfettamente con le

popolazioni autoctone, come in Italia settentrionale con Liguri, Salassi, Leponzi e addirittura

Etruschi, ebbero vita tranquilla per oltre due secoli.

Aggiornamento 6:

Tracce importanti ed inequivocabili del retaggio celtico sono tuttavia presenti ancora ai giorni

nostri, in tutta l’Europa continentale e insulare. Nelle feste religiose, nel sostrato linguistico, nelle

fiabe, leggende e racconti dei nostri Padri, nell’abilità artistica ed artigianale nell’amore per la

Madre Terra e nella spiritualità, nell’industriosità e nell’animo indomito dei nuovi guerrieri….

L’anima celtica abita ancora l’Europa; compreso la Cisalpina OVVIAMENTE!!!

Riccardo Graziano

1 risposta

Classificazione
  • Anonimo
    9 anni fa
    Risposta preferita

    le leggende narrano che gli ultimi vennero inglobati nell'impero romano, cesare era misericordioso e ricco di pietà altrui, ad altri venne concesso il nulla osta per rcarsi in nord europa e stabilirvisi. Si dice comunque che non vi siano altre mete se non queste.

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