Dani ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 8 anni fa

10 pnt..Ricerca sulla storia del minotauro?

Deve essere precisa e non troppo lunga... grazie e banno chi rompe

2 risposte

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  • Anonimo
    8 anni fa
    Migliore risposta

    Si dà il nome di Minotauro a un mostro che aveva corpo d' uomo e testa di toro. Si chiamava in realtà Asterio, o Asterione, ed era figlio di Pasifae, moglie di Minosse, e d' un toro inviato da Poseidone a quest' ultimo. Minosse, spaventato e vergognandosi per la nascita di questo mostro, nato dagli amori contro natura di Pasifae, fece costruire dall' artista ateniese Dedalo, ch' egli aveva allora alla sua corte, un immenso palazzo (il Labirinto), composto di un tale intrico di sale e corridoi ch'era impossibile a chiunque, fuorchè a Dedalo, di ritrovarvi la strada. E qui Minosse fece rinchiudere il mostro, e, ogni anno (altri dicono ogni tre anni, oppure ogni nove anni), gli dava in pasto sette giovani e sette ragazze, tributo ch' egli aveva imposto alla città d' Atene. Teseo s' offrì spontaneamente di fare parte dei giovani, e , grazie all' aiuto di Arianna, giunse non soltanto a uccidere il mostro, ma a trovare la via per tornare alla luce.

    Questa leggenda conserva il ricordo della civiltà "minoica" (che sembra aver avuto un culto del toro) e dei palazzi immensi, come quelli che gli scavi di Evans hanno ritrovato a Cnosso e altrove. Il Labirinto è, infatti, il "palazzo della bipenne", simbolo che è stato ritrovato inciso un po' dappertutto sui monumenti minoici, e che ha, forse, un significato "solare".

  • Anonimo
    8 anni fa

    Il Minotauro è una figura della mitologia greca. È un essere mostruoso e feroce metà uomo metà toro. Era figlio del Toro di Creta e di Pasifae regina di Creta. Il suo nome proprio è Asterio o Asterione.Minosse, re di Creta, pregò Poseidone di inviargli un toro come simbolo dell'apprezzamento degli dei verso di lui in qualità di sovrano, promettendo di sacrificarlo in onore del dio. Poseidone acconsentì e gli mandò un bellissimo e possente toro bianco di gran valore. Vista la bellezza dell'animale, però, Minosse decise di tenerlo per le sue mandrie. Poseidone allora, per punirlo, fece innamorare perdutamente Pasifae, moglie di Minosse, del toro stesso. Nonostante quello fosse un animale e lei una donna, ella desiderava ardentemente accoppiarsi con esso e voleva a tutti i costi soddisfare il proprio desiderio carnale. Vi riuscì nascondendosi dentro una giovenca di legno costruita per lei dall'artista di corte Dedalo.

    Dall'unione mostruosa nacque il Minotauro, termine che unisce, appunto, il prefisso "minos" (che presso i cretesi significava re) con il suffisso "taurus" (che significa toro).

    Il Minotauro aveva il corpo umanoide e bipede, ma aveva zoccoli, pelliccia bovina, coda e testa di toro. Era selvaggio e feroce, perché la sua mente era completamente dominata dall'istinto animale.

    Thésée et le Minotaure, Étienne-Jules Ramey, 1826. Giardino delle Tuileries (Parigi)

    Minosse fece rinchiudere il Minotauro nel Labirinto di Cnosso costruito da Dedalo. La città di Atene, sottomessa allora a Creta, doveva inviare ogni anno (secondo altre fonti: ogni tre o ogni nove anni) sette fanciulli e sette fanciulle da offrire in pasto al Minotauro, che si cibava di carne umana. Allora Tèseo, eroe figlio del re ateniese Ègeo, si offrì di far parte dei giovani per sconfiggere il Minotauro. Arianna, figlia di Minosse e Pasifae, si innamorò di lui.

    All'entrata del labirinto Arianna diede a Tèseo il celebre "filo d'Arianna", un gomitolo (di filo rosso, realizzato da Dèdalo) che gli avrebbe permesso di non perdersi una volta entrato. Quando Tèseo giunse dinanzi al Minotauro, attese che si addormentasse e poi lo pugnalò (secondo altri, lo affrontò e lo uccise con la spada, mentre altre versioni riportano come la pelle del Minotauro fosse invulnerabile, mentre il corno del minotauro perforasse ogni armatura, quindi Teseo usò la sua spada per staccare un corno del Minotauro e con questo lo trapassò).

    Uscito dal labirinto Tèseo salpò con Arianna alla volta di Atene, montando vele bianche in segno di vittoria. Ma poi abbandonò la fanciulla dormiente sull'isola deserta di Nasso. Il motivo di tale atto è controverso. Si dice che l’eroe si fosse invaghito di un’altra o che si sentisse in imbarazzo a ritornare in patria con la figlia del nemico, oppure che venne intimorito da Dioniso in sogno, che gli intimò di lasciarla là, per poi raggiungerla ancora dormiente e farla sua sposa.

    Arianna, rimasta sola, iniziò a piangere fino a quando apparve al suo cospetto il dio Dioniso che per confortarla le donò una meravigliosa corona d'oro, opera di Efesto, che venne poi, alla sua morte, mutata dal dio in una costellazione splendente: la costellazione della Corona.

    Poseidone, adirato contro Tèseo, inviò una tempesta, che squarciò le vele bianche della nave, costringendo l'eroe ateniese a sostituirle con quelle nere. Infatti a Tèseo, prima di partire, fu raccomandato da suo padre Ègeo di portare due gruppi di vele, e di montare al ritorno le vele bianche in caso di vittoria, mentre, in caso di sconfitta, di issare quelle nere. Ègeo, vedendo all'orizzonte le vele nere, si gettò disperato nel mare, il quale poi dal suo nome fu chiamato mare di Ègeo, cioè Mar Egèo.

    Fonte/i: Guarada non è lunga se sei apposionata dietro i miti
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