Il presidente della repubblica si puó rifiutare di emanare un ddl??

4 risposte

Classificazione
  • 9 anni fa
    Risposta preferita

    Certamente.

    Il Presidente della Repubblica, oltre ad avere il potere di promulgare (appunto di emanare) le leggi, è adibito anche all'esercizio di una funzione di controllo:

    - può rinviare alle Camere, con un messaggio motivato, la legge per richiedere una seconda deliberazione (cd. veto sospensivo).

    Il rinvio può essere effettuato non oltre un mese dalla data di approvazione della legge e, nel momento in cui la legge fosse stata comunicata in ritardo non consentendo al Presidente della Repubblica la possibilità di effettuare una seria valutazione, le soluzioni sono 2:

    a) si dichiara la violazione dell'art. 74, comma 2, Cost.:in quanto la riduzione del tempo di promulgazione non è stata dichiarata dalle Camere (con il raggiungimento della maggioranza assoluta di ciascuna di esse) per motivi di urgenza;

    b) si procede comunque con il rinvio della legge, ma il termine di promulgazione inizia a decorrere dalla data della seconda deliberazione.

    Se la legge viene approvata dalle Camere con emendamenti (quindi modificazioni) diverse da quelle suggerite inizialmente dal PdR, allora quest'ultimo può richiedere un secondo e ulteriore rinvio, almeno per le modifiche apportate.

    Se la legge viene approvata (indistintamente dopo il primo o il secondo rinvio) il PdR è tenuto a promulgarla, salvo nel momento in cui ritenga che tale legge possa configurare il reato di attentato alla Costituzione (infatti in questi casi la responsabilità è proprio del Capo dello Stato). A questo punto il PdR ha il "veto assoluto", la legge decade perché anticostituzionale (da non confondersi con incostituzionale).

    La motivazione del rinvio può essere:

    - un motivo di legittimità: la legge è contraria alle norme costituzionali;

    - un motivo di merito: è dubbia la possibilità di riportare tale motivo in quanto si presuppone che il PdR sia una super partes, quindi sia imparziale (proprio come espresso dall'art. 97, comma 1, Cost.), quindi egli non può essere un portatore o sostenitore di un gruppo parlamentare di maggioranza o minoranza;

    - un motivo di merito costituzionale (anche detto di costituzionalità legittima): la legge può turbare l'equilibrato funzionamento dei meccanismi previsti dalla Costituzione (è una via di mezzo tra i primi due motivi).

    - inoltre il Presidente della Repubblica, nel momento in cui ritenga che la legge sia inesistente (ovvero sia stata approvata da soltanto una delle due Camere, o sia stata approvata con due testi difformi tra di loro, o sia stata approvata in mancanza del raggiungimento della maggioranza richiesta per quel tipo di legge), può direttamente non promulgare la legge, senza rinviarla al Parlamento e senza riportare un motivo del suo comportamento.

    Vi è il divieto di rinviare la legge nel momento in cui le Camere non siano in grado di effettuare la nuova deliberazione, infatti, altrimenti, il veto sospensivo si tradurrebbe in veto assoluto.

    I limiti del rinvio sono:

    - per la legge di conversione del decreto legge: deve avvenire entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione del decreto;

    - dubbia è il caso dello scioglimento delle Camere: c'è chi ritiene che la nuova deliberazione debba essere effettuata dalle Camere in proroga, c'è chi, al contrario, ritiene che la seconda deliberazione debba essere effettuata dalle nuove Camere a seguito delle nuove elezioni politiche.

    Fonte/i: Studente di giurisprudenza.
  • 9 anni fa

    Brina e Marino le hanno già risposto bene.

    Non è, comunque, solo un problema di "testo".

    Credo che il Presidente della Repubblica non sia tenuto a promulgare una legge, anche se votata favorevolmente in Parlamento, se essa non ha la necessaria copertura economico/finanziaria.

  • 9 anni fa

    Il Presidente della Repubblica può non promulgare una legge, decidendo di rinviare il testo alle Camere, il rinvio può essere compiuto una sola volta secondo l'Art 74.2 Cost.

    Il PdR non ha potere di veto, ma solo di controllo con richiesta di riesame superabile dal Parlamento riproponendo la legge nello stesso identico testo che il Presidente sarà costretto a promulgare (a meno che la promulgazione non generi responsabilità politica presidenziale di alto tradimento o attentato alla Costituzione).

    Fonte/i: Bin Pitruzzella
  • Anonimo
    9 anni fa

    si dice promulgare, ed il presidente può rifiutare la firma solo la prima volta che gli viene sottoposto; se il decreto gli viene sottoposto di nuovo deve firmare e basta

    -------------------------

    Marino

    twitter : http://www.twitter.com/#!/miofotolibro

    sito web: http://www.miofotolibro.it/

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.