Anonimo
Anonimo ha chiesto in Musica e intrattenimentoCinema · 9 anni fa

riflessioni personali sul film il bambino cn il pigiama a righe?

mi potete scrivere qua sotto le vostre riflessioni personali sul film il bambino con il pigiama a righe????

cosa ne pensate del film e di tt quello k è successo insomma le vostre RIFLESSIONI PERSONALI sia sul film k su quello k è successo agli ebrei. (scusate se sn ripetitiva :D)

3 risposte

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  • 9 anni fa
    Risposta preferita

    E' sicuramente un buon film, un buon prodotto, ma non è il migliore tra quelli che raccontano la Shoah. E' sicuramente dotato di una buona tecnica recitativa e di bravi attori, e sicuramente anche di una bella sceneggiatura tratta da un bellissimo romanzo! Il film lascia molto spazio alla commozione e alla memoria, ed è perfetto per riflettere appunto in questo giorno, il Giorno Della Memoria. Lascia un grande dispiacere e un forte sconforto, e fa pensare ancoa di più al problema dell'Olocausto e della follia di Hitler e dei suoi seguaci. La parte di Shlomo è solo un'allegoria per raffiguare l'intera società ebraica, dstrutta da un odio e da un supplizio che doveva essere evitato...Cosa ci resta dopo la visione di questo triste e tragico film? Un grande senso di tristezza e commemorazioni per sei milioni di persone.

    Ciao!!!!

  • 9 anni fa

    Molte volte ci lanciamo in diatribe su contenuti e differenze tra cinema indipendente e cinema cosiddetto Mainstream, quello dai grandi incassi ma molte volte dai contenuti alquanto scarni, Il bambino con il pigiama righe è la dimostrazione che si può fare un film ad alto budget senza per forza doverlo infarcire di effetti speciali o battutacce da osteria. Questo film, tratto dal best seller di John Boyne, nasconde sotto una curatissima ricostruzione storica, una semplice e tenerissima storia di amicizia e crescita, di giochi e perdita dell’innocenza, il tutto sullo sfondo di un allucinante fatto storico che ha segnato indelebilmente le nostre coscienze, l’Olocausto.

    Tutto il cast offre una pregevole interpretazione, i piccoli protagonisti hanno il tocco della recitazione naturale che oggi molti piccoli divi hanno perso in favore di una preparazione attoriale che a volte ci inquieta. La madre di Bruno interpretata dall’attrice Vera Farmiga è combattuta tra una verità che finge di non sapere e un marito che rappresenta la sua vita e quindi futuro e sicurezza, David Thewlis incarna alla perfezione la mostruosa maschera della normalizzazione delle atrocità commesse tipica del pensiero nazista.

    L’Olocausto è di per sè tema insidioso, ma il regista Mark Herman ha il tocco giusto, tra romanzo di formazione, fiaba e docudrama miscela il tutto con l’aiuto del direttore della fotografia Benoit Delhomme e ne esce un quadro dai colori vivaci che testimonia la visione della fanciullezza, uno sguardo pulito e colorato che si affaccia sul terribile mondo della guerra che fa della sopraffazione del prossimo un vanto, un mondo oscuro che presto travolgerà il nostro piccolo protagonista.

    Un ultima annotazione per la bellissima e coinvolgente colonna sonora composta dal premio Oscar James Horner (A beautiful mind, Titanic), che tratteggia con sensibilità sia il caldo e rassicurante mondo di Bruno, sia quello freddo e senza futuro di Shmuel, su tutto il progetto la supervisione produttiva della Disney che ne fa un prodotto sicuro e fruibile da tutti, quindi consigliamo caldamente questo film come film di Natale alternativo, dove l’impegno e la bella scrittura indossano i panni dell’intrattenimento, lasciandoci dopo la visione una struggente ma bellissima sensazione di soddisfazione.

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