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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 9 anni fa

Date una letta alle prime pagine del mio libro? Parte 3?

Passiamo per un viale alberato molto trafficato e siamo costretti e muoverci alla velocità di un bradipo. Così comincio ad osservare gli alberi.

-Mi piacerebbe tanto prendere la chitarra, mettermela in spalla e arrampicarmi su uno di questi alberi e, una volta arrivata in cima, sedermi su un ramo e suonare sotto il cielo stellato.- dico lentamente, con un mezzo sorriso, quasi malinconico.

-Perché proprio su di un albero?- chiede Danny.

Devo riflettere qualche secondo prima di trovare la risposta.

-Beh, credo sia perché in questo modo io posso vedere tutto e tutti ma nessuno può vedere me…- dico.

-Già, questo è proprio un pensiero da te.- risponde mio fratello.

-Lo so, non ho tutto a posto qua dentro- dico indicando la mia testa e sorridendo.

-Ho scritto una storia del genere una volta- dice lui con lo sguardo perso nel vuoto.

-Davvero?- chiedo sorpresa. Danny non è esattamente un tipo solitario, è più uno che ama stare in compagnia degli amici.

-Parlava di questo tizio che passava la sua vita su un albero osservando le vite degli altri andare avanti giorno dopo giorno, evolversi continuamente sotto i suoi occhi.- risponde.

-E come finiva?- chiedo curiosa.

-Lui si accorgeva di essere un codardo e scendeva dall’albero in cerca della sua vita-.

-Ma… Se al posto di quella persona sull’albero ci fosse stato qualcun altro a cui piaceva davvero stare da solo?- chiedo cercando di difendermi indirettamente.

Lui si gira per guardarmi e dice con un sorriso quasi malinconico:-Nessun uomo è un’isola, Em.-.

Questa frase non ammette repliche: chi potrebbe mai contraddire il grande Bon Jovi? Così mi limito a guardare la città in lontananza che si avvicina lentamente. E, senza che neanche me ne accorga, siamo già arrivati. Troviamo un parcheggio davanti a un ristorante cinese e ci avviamo a piedi verso il club del concerto. Sembra quasi che a ogni passo, il mio cuore batta più velocemente per poi calmarsi al passo successivo. Dopo poco meno di un chilometro trascorso camminando con la testa bassa per evitare il freddo pungente direttamente in faccia, alzo lo sguardo e la prima cosa che vedo è un numero civico: il 18. E subito alzo gli occhi al cielo: proprio stasera il mio numero sfortunato no!

-Li hai presi i biglietti?- chiede Danny.

Mi fermo di colpo.

-*****, no!- grido quasi dalla rabbia. Fottutissimo 18!

Torniamo alla macchina, prendiamo i biglietti e rifacciamo tutta la strada di nuovo. Non appena vediamo una massa di persone davanti alla porta di un locale capiamo che quello è il posto giusto e ci aggreghiamo al gruppo. Dopo circa una quarto d’ora le porte si aprono e vengo proiettata in un mondo completamente nuovo, pieno di luci colorate e un leggero odore di birra e fumo. Cammino come un’automa e non mi rendo neanche conto del fatto che sto mettendo un piede davanti all’altro e che mi sto muovendo. Il locale è piccolo, proprio come speravo. In questo modo sarei riuscita a vederli meglio e ad essere più vicina a loro. Danny ordina una birra per lui e una Coca Cola per me.

-Ah, mi ci voleva proprio una birra ghiacciata.- dice lui, con aria soddisfatta -Sono distrutto.-

-Problemi a lavoro?- chiedo menter sorseggio la mia Coca.

-No, non esattamente- risponde lui -È solo che non ce la faccio più a essere sballottato come un pacco postale da un posto all’altro. Passo più tempo sugli aerei che sulla terraferma.-

-Beh, guarda il lato positivo- dico -Vedi un sacco di posti.-

-Già- dice lui ridendo -Ricordo che una volta ero a Dublino con dei colleghi con cui avevo legato molto e loro sapevano che vado matto per gli Oasis. Così una sera mi hanno portato in un locale e, mentre prendevamo da bere, mi hanno detto, con aria indifferente:”Ah, se ti interessa lì ci sono gli Oasis”. E io, sfinito dal lavoro, non avevo voglia di essere preso in giro in quel modo. Allora, ho semplicemente risposto:”Sì, sì, ok, grazie”. Dopo neanche due secondi, ho sentito la voce di Liam Gallagher dire qualcosa tipo:”Ehi, Dublin, whats up?”. Alchè mi sono girato e li ho visti lì. Per poco non mi mettevo a piangere. E da quel momento in poi la serata è stata straordinariamente surreale, direi allucinante.-

-Immagino- rispondo -Senti, a che ora inizia a suonare la band di supporto?-

-Dovrebbe salire sul palco verso le nove e mezza circa-

Non fa neanche a tempo a finire la frase che tutte le luci del locale si concentrano sul palco e la folla intorno a noi comincia a esultare e a spintonarsi per accaparrarsi il posto più vicino possibile ai loro idoli.

Parte 4: http://it.answers.yahoo.com/question/index;_ylt=Am...

1 risposta

Classificazione
  • Anonimo
    9 anni fa
    Risposta preferita

    Sì, ok.

    Letto.

    +2

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