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Quanto è importante l'indipendenza energetica per uno Stato?

quale pensate possa essere la soluzione per risolvere questo problema?

3 risposte

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  • Risposta preferita

    Il denaro è la fonte energetica primaria nel nostro paese, visto e considerato che non abbiamo fonti energetiche tradizionali. Si capisce facilmente che una politica economica del genere non può che far peggiorare le cose.

    Siamo fra i primi produttori al mondo di energia idroelettrica e, nonostante ciò, copre appena il 30-40% del nostro fabbisogno attuale, che è destinato a crescere.

    Il solare è una bella fiaba perché produce poca energia ed incostantemente, ha bisogno di grandi spazi, di ricambio e manutenzione continui, in più bisogna ricordare che i pannelli solari sono fatti di plastica che ricava dal petrolio.. siamo sempre lì..

    Il vento in Italia non è costante quindi solo poche regioni possono optare per l'energia eolica (pseudo ambientalisti permettendo) ma, anche qui, l'esempio tedesco ci dimostra chiaramente che anche intere valli completamente cosparse di generatori eolici (la Germania ne ha impiantati circa 20.000 nelle regioni del nord-ovest dove il vento è forte e costante) producono appena il 7% del loro fabbisogno.

    L'energia geotermica è la più costosa fra le fonti energetiche, per la maggior parte a causa della difficoltà di estrazione e dell'erosione dei materiali utilizzati, costretti ad una assidua manutenzione e ricambio.

    Il nucleare è stato boicottato sventolando per anni lo spauracchio di Chernobyil e Fukushima, e l'ultimo referendum farsa lo ha nuovamente rigettato nell'oblio (per la cronaca, i più grandi giacimenti del mondo di uranio sono in Australia, non in Cina).

    Dovremmo investire nella ricerca di nuove fonti energetiche ed aumentare quelle rinnovabili (migliorandone l'efficienza) ma per far questo ci vogliono soldi che, invece, continuiamo a palare nelle casse dei paesi produttori di petrolio e gas naturale.

    Le energie rinnovabili sono sicuramente il futuro ma nel frattempo dovremmo trovare una alternativa al carbone ed il petrolio. Il nucleare è sicuramente per ora la scelta migliore, magari finanziando un impianto all'estero ottenendo prezzi migliori per l'acquisto dell'energia prodotta.

  • ?
    Lv 5
    9 anni fa

    Le risorse si hanno o non si hanno. In Italia non c'è che il vento e il sole.

    Il nucleare è tabù e quindi vedi un po' tu.

  • Anonimo
    9 anni fa

    nessuna soluzione.

    abbiamo un sottosuolo poverissimo di idrocarburi.punto e basta. quel poco di metano al largo dell'Emilia-Romagna o quel poco di petrolio in Basilicata è poca roba, copre qualcosa come l'1-2% di fabbisogno nazionale... ed anche avendo le centrali termonucleari, cmq dovresti comprare l'uranio dalla Cina, o il plutonio da chissà chi, perciò non avresti nessuna indipendenza, anzi...

    forse una soluzione sarebbe quella di riconvertire le centrali termoelettriche (tipo Porto Tolle) al carbone, che di quello ce n'è anche in Italia, e ripristinare i gasometri... però ho dei forti dubbi, temo che il carbone a disposizione non sarebbe sufficiente, visti i 60-63 milioni di cittadini sparsi per il territorio, e viste le tante grandi industrie (che consumano fiumi di energia elettrica)

    Fonte/i: altra idea per "l'indipendenza" energetica: so che i paesi nordici fanno coltivare biodiesel e bioetanolo nei paesi del Nordafrica (Tunisia, Marocco, etc.), che poi trasformano in carburante destinato al consumo domestico... magari anche noi italiani potremmo fare qualcosa del genere: procurarsi del terreno coltivabile fuori, in paesi del terzo mondo, e usarlo per produrre biocarburanti... non dico che ci darebbe l'indipendenza energetica, però un pò compenserebbe i prezzi al rialzo delle fonti di energia fossili... ovviamente non lo faranno mai, perchè in Italia c'è troppa gente al potere che difende gli interessi delle lobby dei petrolieri, tipo Moratti e amici vari... il modello brasiliano o svedese dei biocarburanti ce lo scordiamo!! poi, c'è anche il discorso etico dello sfruttare terreno coltivabile non per produrre cibo (cereali), ma per produrre carburante, causando ulteriore fame nel terzo mondo...
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