tema del film "Il bambino con il pigiama a righe" aiutatemi per favore?

domani ho il compito di Italiano e devo parlare del film... e devo dire quali sono i miei opinioni sulla Shoah.... Insomma devo fare una sintesi del film e devo parlare un pò sulla Shoah e in più devo scrivere i miei opinioni!! aiutatemi per favore!! Grazie

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    RIASSUNTO: Bruno è un bambino di otto anni, che durante la seconda guerra mondiale vive una vita agiata e confortevole in una bella casa di Berlino. Suo padre Ralf è un ufficiale nazista autoritario che si trasferisce con la famiglia in campagna per incarichi di lavoro. Bruno non è affatto contento di questo trasferimento: deve lasciare la sua bella casa e i suoi amici. Nella nuova casa non ha nessuno con cui giocare; in più la sua mamma gli proibisce di "esplorare" i dintorni, vietandogli anche solo di andare nel giardino sul retro.Dalla finestra della sua camera, però, Bruno vede ogni giorno delle persone all'interno di un recinto, tutte uguali e vestite con un "pigiama" a righe. La mamma, a disagio di fronte alle sue domande, gli fa credere che siano "contadini" al lavoro in una "fattoria". A Bruno però viene espressamente vietato di andare alla fattoria per giocare con i bambini che si trovano lì, perché sono "strani" e "diversi" da lui.Intanto a casa di Bruno arriva un nuovo istitutore, che educa lui e la sorella maggiore Gretel secondo l'ideologia nazista. Finalmente Bruno scopre il modo per "evadere" da casa e si lancia nell'esplorazione del bosco vicino, fin quando non arriva alla tanto agognata fattoria. Qui, oltre una barriera di filo spinato, incontra un bambino della sua età, Shmuel, anche lui con il pigiama a righe. Parlando con Shmuel, Bruno comincia a capire che nella fattoria c'è qualcosa che non va, qualcosa di brutto, e che proprio suo padre ne è responsabile. Un giorno Bruno ha una bella sorpresa: Shmuel è stato portato in casa, con il compito di lucidare l'argenteria in vista di una grande festa. Felice di vedere l'amico, Bruno gli offre dei dolci: ma quando il tenente delle SS, che li sorprende insieme, lo accusa di aver dato cibo a un "verme" ebreo, Bruno si spaventa e nega; di conseguenza, Shmuel viene duramente picchiato e ricondotto al lager. Bruno è pentito e vergognoso del suo atto di vigliaccheria, ma si consola quando vede un film di propaganda nazista in cui i lager sono rappresentati come pacifici villaggi; il bambino si convince che il suo papà è un brav'uomo di cui può essere orgoglioso. Ora desidera soltanto fare la pace con il suo amico Shmuel. Bruno vorrebbe attraversare il filo spinato per trovare anche il papà del suo amico, secondo il "piano", Shmuel dovrebbe procurare un altro "pigiama" e Bruno, mimetizzato, entra nel lager; qui si rende conto che la realtà è molto diversa dal film di propaganda che aveva visto, e vuole tornare a casa. Poi però non riesce ad abbandonare l'amico ed entra con lui in una delle baracche del campo.Intanto, a casa, la mamma e Gretel si accorgono della scomparsa di Bruno e ne seguono le tracce, fino a scoprire che il bambino si è inoltrato nel bosco; corrono allora ad avvertire il papà che si precipita alla sua ricerca. Scoppia un tremendo temporale, proprio quando il papà arriva al reticolato e trova i vestiti di Bruno: capisce allora che il figlio deve essere nel campo.Bruno è sempre nella baracca con Shmuel e fatica a capire quello che vede e sente, quando scoppia un gran trambusto: tutti urlano, e cominciano a correre fuori. Guardie armate di bastone li spingono, e chi rimane indietro viene ucciso. Alla fine tutti entrano in un edificio di cemento: Bruno pensa che sia un riparo dalla pioggia, ma qualcuno spiega che sono lì per fare la doccia. Bruno e Shmuel si spogliano, poi tenendosi per mano entrano con tutti gli altri in una stanza. La porta di ferro viene chiusa e la luce si spegne. Quando il papà di Bruno arriva alla camera a gas, c'è solo silenzio. Il film si conclude con lo spegnimento delle luci dell'edificio, il che fa capire chiaramente che ormai per Bruno e Shmuel non ci sono più speranze.

    Fonte/i: OPINIONE: Un film ben fatto, senza eccessi e senza sbavature. Ovviamente non è molto realista, i prigionieri erano tenuti sotto stretto controllo e non potevano certo avvicinarsi estranei nei dintorni del campo, ma non è questa l'intenzione del film. Esso vuole narrare l'innocente amicizia di due bambini: uno ha la "colpa" di essere ebreo, l'altro il "merito" di essere tedesco. Sarà proprio tale amicizia a portare ad una tragica fine la vita di entrambi. Un agghiacciante ritratto di un pezzo di storia che non deve essere dimenticata affinchè non si ripeta mai più. Da notare anche i sentimenti della mamma di Bruno nei confronti degli ebrei poiché cerca di contrastare suo marito. 10 punti??
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  • Anonimo
    8 anni fa

    qui puoi trovare info sulla shoah:http://www.binario21.org/stermishoah.htm

    trama del film : Bruno è un bambino tedesco di otto anni, che nel 1942, durante la seconda guerra mondiale vive una vita agiata e confortevole in una bella casa di Berlino. Suo padre Ralf è un ufficiale nazista autoritario che, dopo una promozione, si trasferisce con la famiglia in campagna per incarichi di lavoro. Bruno non è affatto contento di questo trasferimento: deve lasciare la sua bella casa e i suoi amici. Nella nuova casa non ha nessuno con cui giocare; in più sua mamma gli proibisce di "esplorare" i dintorni, vietandogli anche solo di andare nel giardino sul retro. Dalla finestra della sua camera, però, Bruno vede ogni giorno delle persone all'interno di un recinto, tutte uguali e vestite con un "pigiama a righe". La mamma, a disagio di fronte alle sue domande, gli lascia credere che siano "contadini" al lavoro in una "fattoria". A Bruno però viene espressamente vietato di andare alla fattoria per giocare con i bambini che si trovano lì, perché sono "strani" e "diversi" da lui. Intanto a casa di Bruno arriva un nuovo tutore, che educa lui e la sorella maggiore Gretel di 12 anni secondo l'ideologia nazista. Gretel, affascinata anche da un giovane tenente delle SS, comincia ad aderire a questa ideologia, infatti riempie la sua stanza con immagini di Hitler e del nazismo ; Bruno, invece, non riesce a capire perché gli ebrei debbano essere considerati cattivi, anche perché Pavel, un prigioniero ebreo che lavora in casa, è molto gentile con il bambino. Finalmente Bruno scopre il modo per "evadere" da casa e si lancia nell'esplorazione del bosco vicino, fin quando non arriva alla tanto agognata fattoria, in realtà un campo di concentramento, dove conosce Shmuel, un bambino ebreo rinchiuso nel campo, i due bambini diventano subito amici. Un giorno, Bruno scopre di poter oltrepassare il filo spinato che lo separa dal campo, e si offre così di aiutare Shmuel a trovare il suo papà, che non vede da quattro giorni. Shmuel procura un altro "pigiama" e Bruno, mimetizzato, entra nel lager. Ad un certo punto scoppia un gran trambusto: le guardie armate di bastone spingono gli ebrei e li fanno entrare in un edificio di cemento. Dopo essersi spogliati pensando si dovessero fare una doccia, Bruno e Shmuel, tenendosi per mano, vedono aprire una botola sul tetto dell'edificio da dove entra un gas nocivo all'uomo. La madre di Bruno si accorge dell'assenza del figlio quando non lo vede più in giardino, sull'altalena; pensa subito al peggio e avverte il marito che lo fa cercare dai suoi uomini anche vicino al campo di concentramento dove trovano un passaggio aperto nella recinzione di filo spinato e i vestiti di Bruno. Il papà di Bruno non arriva in tempo per salvare suo figlio,anche lui finito nelle camere a gas

    spero sia giusto! ciaoo

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  • 8 anni fa

    Bruno è un bambino tedesco di otto anni, che nel 1942, durante la seconda guerra mondiale vive una vita agiata e confortevole in una bella casa di Berlino. Suo padre Ralf è un ufficiale nazista autoritario che, dopo una promozione, si trasferisce con la famiglia in campagna per incarichi di lavoro. Bruno non è affatto contento di questo trasferimento: deve lasciare la sua bella casa e i suoi amici. Nella nuova casa non ha nessuno con cui giocare; in più sua mamma gli proibisce di "esplorare" i dintorni, vietandogli anche solo di andare nel giardino sul retro. Dalla finestra della sua camera, però, Bruno vede ogni giorno delle persone all'interno di un recinto, tutte uguali e vestite con un "pigiama a righe". La mamma, a disagio di fronte alle sue domande, gli lascia credere che siano "contadini" al lavoro in una "fattoria". A Bruno però viene espressamente vietato di andare alla fattoria per giocare con i bambini che si trovano lì, perché sono "strani" e "diversi" da lui. Intanto a casa di Bruno arriva un nuovo tutore, che educa lui e la sorella maggiore Gretel di 12 anni secondo l'ideologia nazista. Gretel, affascinata anche da un giovane tenente delle SS, comincia ad aderire a questa ideologia, infatti riempie la sua stanza con immagini di Hitler e del nazismo ; Bruno, invece, non riesce a capire perché gli ebrei debbano essere considerati cattivi, anche perché Pavel, un prigioniero ebreo che lavora in casa, è molto gentile con il bambino. Finalmente Bruno scopre il modo per "evadere" da casa e si lancia nell'esplorazione del bosco vicino, fin quando non arriva alla tanto agognata fattoria, in realtà un campo di concentramento, dove conosce Shmuel, un bambino ebreo rinchiuso nel campo, i due bambini diventano subito amici. Un giorno, Bruno scopre di poter oltrepassare il filo spinato che lo separa dal campo, e si offre così di aiutare Shmuel a trovare il suo papà, che non vede da quattro giorni. Shmuel procura un altro "pigiama" e Bruno, mimetizzato, entra nel lager. Ad un certo punto scoppia un gran trambusto: le guardie armate di bastone spingono gli ebrei e li fanno entrare in un edificio di cemento. Dopo essersi spogliati pensando si dovessero fare una doccia, Bruno e Shmuel, tenendosi per mano, vedono aprire una botola sul tetto dell'edificio da dove entra un gas nocivo all'uomo. La madre di Bruno si accorge dell'assenza del figlio quando non lo vede più in giardino, sull'altalena; pensa subito al peggio e avverte il marito che lo fa cercare dai suoi uomini anche vicino al campo di concentramento dove trovano un passaggio aperto nella recinzione di filo spinato e i vestiti di Bruno. Il papà di Bruno non arriva in tempo per salvare suo figlio,anche lui finito nelle camere a gas ..

    shoah : Il termine Shoah è stato adottato più recentemente per descrivere la tragedia ebraica di quel periodo storico, anche allo scopo di sottolinearne la specificità rispetto ai molti altri casi di genocidio, di cui purtroppo la storia umana fornisce altri esempi.

    Shoah (in lingua ebraica שואה), significa "desolazione, catastrofe, disastro". Questo termine venne usato per la prima volta nel 1940 dalla comunità ebraica in Palestina, in riferimento alla distruzione degli ebrei polacchi[7]. Da allora definisce nella sua interezza il genocidio della popolazione ebraica d'Europa. Ciò spiega come la parola Shoah non sarebbe sinonimo di Olocausto, in quanto la seconda si riferisce allo sterminio compiuto dai tedeschi nei confronti di ebrei, comunisti, Rom, testimoni di Geova, dissidenti tedeschi e pentecostali, mentre la prima definisce solamente il genocidio degli ebrei

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