Nicoletta ha chiesto in Scienze socialiEconomia · 9 anni fa

piccolo riassunto sulle fonti del diritto?

nel mio libro non si capisce niente!!

5 risposte

Classificazione
  • 9 anni fa
    Risposta preferita

    Dal punto di vista del diritto sono "fonti" tutte quelle situazioni dalle quali si produce il diritto inteso in senso oggettivo.

    Il concetto è quindi abbastanza ampio e può essere considerato sotto diversi punti di vista, in altri termini, norme e regole possono nascere in diversi modi, in altri termini esistono varie tipologie e varie classificazioni delle fonti del dirittoado o gerarchia delle norme (in questo senso i termini fonti e norme sono sostanzialmente sinonimi).

    In Italia la gerarchia delle fonti-norme è questa.

    A livello apicale c'è chiaramente la Costituzione (quindi fonte costituzionale) che non può essere contraddetta da alcuna altra norma, poi vi sono le fonti-norme di primo grado (leggi ordinarie, decreti legislativi, decreti legge, leggi regionali), poi le norme di secondo grado (ordinanza, statuti, regolamenti).

    Alcuni considerano anche un "terzo grado" che sarebbero consuetudini e prassi che sono norme non scritte e la differenza tra le due è che solo le consuetudini sono giuridicamente obbligatori.

    Altre distinzioni e classificazioni delle fonti del diritto sono le seguenti.

    Fonti atto e fonti fatto: normalmente le leggi derivano da atti legislativi, esempio paradigmatico, il parlamento che emana una legge o il governo che emana un decreto (ma anche il regolamento di una associazione privata messo per iscritto).

    Vi sono però delle norme che derivano da atti reiterati e tali sono le consuetudini e le prassi (di cui ho già detto in quanto fonti di terzo grado).

    In base ad altri punti di vista distinguiamo:

    Fonti di produzione (parlamento) e fonti di cognizione (es. Gazzetta Ufficiale).

    Fonti sovranazionali, nazionali, locali.

    Fonte/i: di mio, non è cpoiaincolla,
  • 9 anni fa

    aswsdf

  • 9 anni fa

    Le fonti del diritto sono tutti quegli atti o fatti cui l'ordinamento attribuisce la capacità di creare norme giuridiche.

    Se la fonte è un atto allora si parla di fonte-atto, viceversa se è un fatto si parla di fonte-fatto.

    Ad esempio la legge è una fonte-atto, in quanto è un atto scritto che è legittimato dall'ordinamento a creare norme giuridiche (ad esempio se viene emanata una legge sul codice della strada, che dice che è vietato guidare senza allacciare le cinture, allora è nata una nuova norma, cioè il divieto di guidare senza cinture allacciate, e tale norma proviene da una fonte-atto che è appunto la legge).

    Si distingue tra:

    a) fonti di produzione (che sono quelle di cui ti ho parlato prima): atti o fatti cui l'ordinamento attribuisce la capacità di creare norme giuridiche

    b) fonti sulla produzione: che sono l'insieme di norme che regolano le modalità di produzione (di cui ho parlato al punto a)

    c) fonti di cognizione: sono diverse dalle precedenti; sono quegli atti attraverso i quali i soggetti vengono a conoscenza delle norme giuridiche in vigore (ad esempio la Gazzetta Ufficiale).

    Nell'ambito delle fonti di produzione - cioè quelle del punto a - distinguiamo:

    Fonti primarie (Costituzione e leggi costituzionali, norme comunitarie, regolamenti parlamentari, legge ed atti aventi forza di legge, leggi regionali)

    Fonti secondarie (Regolamenti amministrativi, consuetudini)

    Le fonti sono scritte in ordine gerarchico, nel senso che, usando un termine a-tecnico, la Costituzione ad esempio "viene prima" delle leggi ordinarie.

    Può succedere che vi sia un contrasto tra norme (antinomìa); per risolvere questi contrasti l'ordinamento ha predisposto tre criteri:

    Criterio gerarchico: se le norme in contrasto provengono da fonti di diverso livello gerarchico

    Criterio di competenza

    Criterio cronologico.

    Questa è la base, poi leggi dal manuale le caratteristiche delle singole fonti e in che modo operano i tre criteri.

  • 9 anni fa

    Alla risposta di Lollo voglio aggiungere:

    5) consuetudini (o usi).

    Questi rientrano nelle così dette fonti fatto di cui parla Federico. Le norme consuetudinarie non derivano infatti da ATTI emanati da organi in forza della loro autorità (Parlamento, Governo, Consiglio Regionale ecc...), ma dal FATTO che un certo comportamento è stato ripetuto nel tempo nella convinzione che fosse obbligatorio.

    Ne è un esempio l'uso per cui il Presidente della Repubblica, prima di nominare il Presidente del Consiglio, si consulta con le delegazioni dei gruppi parlamentari in modo che la decisione rispecchi la volontà parlamentare.

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  • 9 anni fa

    LE ho studiate in questi giorni a scuola.Praticamente sono l'insieme di tutte le norme giuridiche italiane.Le fonti del diritto sono disposte su una scala gerarchica e sono:

    1)Costituzione e leggi costituzionali

    2)Leggi Europee

    3)Leggi Italiane (compresi anche i decreti-legge,decreti legislativi e leggi regionali)

    4)ed infine i Regolamenti

    Spero di esserti stato di aiuto.Ciao

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