Parete con cappotto (isolante) esterno e parete con cappotto interno: pregi e difetti dell'uno e dell'altro?

TERMOFISICA DELL'EDIFICIO - FISICA TECNICA AMBIENTALE

aiuto! ho l'esame domani!

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siete stati molti chiari, grazie!!

2 risposte

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  • Zaira
    Lv 7
    9 anni fa
    Risposta preferita

    Quando si parla di isolamento "a cappotto" solitamente ci si riferisce al cappotto esterno, ma questo tipo di isolamento si può applicare anche sulle pareti verticali interne dell'abitazione, nei casi in cui la realizzazione del cappotto esterno sia particolarmente complessa o onerosa.

    Il sistema è applicabile sia sul nuovo che sull’esistente ma trova la sua naturale applicazione sugli edifici esistenti.

    Dal punto di vista tecnologico, esso consiste in un’applicazione mediante incollaggio di pannelli composti (per esempio isolante e cartongesso) sulla faccia interna delle pareti di tamponamento. Una soluzione che ha fra l'altro il difetto di ridurre la volumetria interna delle stanza.

    Nel dettaglio, la tecnica comporta che il supporto non presenti difetti di planarità e fuori piombo molto accentuati e nel caso di interventi sull’esistente, che vengano rimosse mediante spazzolatura le finiture preesistenti che tendono a staccarsi e a sfarinare e che di conseguenza non assicurano un adeguato aggrappaggio per il collante.

    A differenza del cappotto esterno, questa tecnica non corregge i ponti termici e non consente di mantenere le pareti d’ambito a temperatura più elevata, con i vantaggi già visti nella coibentazione dall’esterno, ma può rappresentare comunque un miglioramento sensibile dell'isolamento di una stanza o di un intero edificio ottenibile con costi relativamente ridotti.

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    L’isolamento termico dei fabbricati dall’esterno, comunemente detto “a cappotto”, ha avuto le sue prime applicazioni alcuni decenni fa e ancora oggi costituisce uno dei sistemi di isolamento più efficaci sia per interventi sul nuovo che sull’esistente. E’ un sistema che può essere utilizzato per tutti i tipi di pareti (edifici civili ed industriali, silos o serbatoi) ed è conseguentemente utilizzato sia dal pubblico che dal privato.

    Dal punto di vista tecnologico, esso comporta l’applicazione di un rivestimento isolante sulla parte esterna delle pareti dell’edificio, così da correggere i ponti termici e ridurre gli effetti indotti nelle strutture e nei paramenti murari dalle variazioni rapide o notevoli della temperatura esterna. Il sistema consente di mantenere le pareti d’ambito a temperatura più elevata, evitando fenomeni di condensa e aumentando il confort abitativo. Inoltre, comportando un intervento dall’esterno, esso evita disagi agli occupanti le abitazioni stesse in cui è richiesto l’intervento.

    Nel dettaglio, la tecnica consiste nella preparazione preventiva delle superfici esterne dei manufatti, nell’applicazione su di esse tramite incollaggio, dei pannelli isolanti di natura, consistenza e spessore ritenuti più idonei, nella rifinitura con intonaco rasante a due strati da applicare “bagnato su bagnato” o in tempi immediatamente successivi l’uno dall’altro, con interposta rete in fibra di vetro di vario tipo, ed infine con trattamento superficiale di finitura.

    Infine, il sistema consente di resistere ad urti anche di una certa intensità (prova al perfotest), e di intervenire facilmente, qualora si verificassero danni che vanno ad interessare anche il coibente (mediante massellatura e ripristino dell’intonaco esterno).

  • Anonimo
    9 anni fa

    Non sono sicuro che la mia risposta sia sufficientemente approfondita per il tuo esame ma comunque:

    CAPPOTTO ESTERNO: esso ha il vantaggio di lasciare il solido murario a diretto contatto con l'ambiente interno dell'edificio e se tale ambiente è riscaldato durante il giorno il muro assorbirà calore rilasciandolo poi durate le ore notturne quando invece il riscaldamento viene spento. Questo è chiamato effetto volano termico e diventa estremamente conveniente in per ambienti residenziali abitati perennemente. Lo svantaggio è che se impiegato in ambienti utilizzati solo per poche ore tipo una sala attrezzi si perde molta energia per riscaldare la muratura, energia che non sarà recuperata visto che la sala di notte non sarà frequentata presumibilmente

    CAPPOTTO INTERNO: il vantaggio di questa soluzione sta invece nel fatto che riscaldando un ambiente non si perde energia termica per colpa della muratura e quindi si ha una temperatura ottimale in meno tempo se si considera di partire da un ambiente a riscaldamento spento. In un abitazione una condizione di questo tipo sarebbe svantaggiosa per quanto detto sopra.

    Quindi le due soluzioni progettuali del pacchetto della chiusura esterna di un edificio seguono bene o male queste regole dal punto di vista energetico, a ciò va aggiunto che il capotto esterno è più a contatto con gli agenti atmosferici e deve essere adeguatamente protetto (da intonaci o altri strati), infatti un isolante come la lana di roccia per essere efficacie non deve essere assolutamente bagnato o umido.

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