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Ragazzi, mi aiutate con queste favole/fiabe?

Ragazzi vi prego aiutatemiiiiiiiii.. entro domani devo consegnare 4 favole/fiabe! Devono avere un massimo di 35 righe e sono per i bambini!! quindi niente contenuti sconci... Se mi poteste aiutare, mi fareste un enorme favoreee... vi pregoooo!!! Grazie in anticipo..

p.s. TEMA LIBERO!!

2 risposte

Classificazione
  • John
    Lv 7
    9 anni fa
    Risposta preferita

    Gentile Arianna,

    te ne regalo tre; l’altra inventala tu:

    Il lupo e lo scoiattolo:

    Lo scoiattolo, saltando da un ramo all'altro, cadde, un giorno, sopra un lupo addormentato. Il lupo lo afferrò e voleva divorarlo, ma lo scoiattolo lo supplicò di lasciarlo in vita. - Sta bene - rispose il lupo - ti risparmierò, a condizione che tu mi dica perchè voialtri scoiattoli siete sempre così allegri. Io mi annoio, mentre vedo voi saltare e giuocare sempre. - Ho paura di te - mormorò lo scoiattolo. - Lasciami saltare sul ramo e te lo dirò. Il lupo lo lasciò andare; lo scoiattolo saltò sul ramo e di là disse: - Ti annoi sempre, perchè sei cattivo; la crudeltà inaridisce il cuore e fa morire la gioia. Noi, invece, siamo allegri, perchè siamo buoni e non facciamo male a nessuno. (L. Tolstoi).

    Il sole, le nuvole e le stelle:

    C’era una volta, in una terra molto, molto lontana, un paese dove pioveva sempre, pioveva e pioveva; con piogge torrenziali tutto il giorno, tutti i giorni, per anni ed anni. E proprio lì viveva un bambino piccino, in una casetta di montagna, con il suo papà ed il suo cagnolino. Aveva nove anni e tutti i giorni della sua vita aveva piovuto e piovuto, per tutto il giorno e per tutta la notte. Ti potresti immaginare di veder continuamente piovere e di essere sempre bagnato? La gente gli diceva sempre che, prima che lui nascesse, c’era stata una cosa strana chiamata Sole. Il sole era una cosa grande, rotonda e gialla, che dava calore e luce a tutto e a tutti. Ed aveva sempre un sorriso sul suo grande volto, rotondo e giallo. E, vedendo il sorriso del sole, la gente lo guardava e gli restituiva il sorriso. Il bambino piccino non poteva neanche immaginarsi l’idea di una cosa grande, rotonda, gialla e sorridente. E non poteva credere che la gente potesse guardarlo e sorridere, perché nel suo paesino nessuno sorrideva, sembravano tutti così tristi. Un giorno, la gente incominciò a dire che il cielo sembrava un po’ più chiaro. Stava ancora piovendo e le nuvole nere erano ancora appese al cielo, pero sembrava davvero più chiaro. Il giorno dopo, la gente incominciò a mormorare di più, dicendo che quel giorno stava piovendo di meno. (Caroline Sedgwick).

    L’asinello con la corona:

    I sovrani di un piccolo regno desideravano sopra ogni altra cosa un figlio; ma quando finalmente lo ebbero, che dolore! Era un asinello! Tuttavia lo amarono con tutto il cuore; del resto il principino sapeva farsi amare talmente, da far dimenticare il suo aspetto. Fu proprio lui, invece, a non potersene più dimenticare il giorno in cui, già grande, gli capitò di specchiarsi nel lago. Fu tale l’umiliazione, che fuggì dalla reggia e se ne andò per il mondo. Gira e gira capitò in un altro regno e, dopo molte traversie, fu assunto come suonatore di corte. L’asinello era talmente garbato, buono, premuroso, da farsi prendere a benvolere da tutti, specialmente dal re e dalla regina, al punto che furono proprio i sovrani a chiedergli se voleva sposare la loro bellissima figlia. Le nozze furono celebrate con grande sfarzo; poi la sera, quando i due sposini si chiusero nella loro stanza, la pelle dell’asino che aveva sempre ricoperto il principe cadde a terra, rivelando un magnifico giovane: l’amore della principessa per il ciuchino aveva rotto il triste incantesimo!

    Nonno Eugenio.

  • connie
    Lv 7
    9 anni fa

    Dopo il passaggio di nonno Eugenio, non mi resta che darti l'ultima storiella

    Fortuna o Sfortuna?

    C'era una volta un povero vecchio pastore. Aveva solo una capretta e nulla piu' e per accudirla e farla mangiare passava tutte le giornate in alta montagna .

    Un giorno si addormento' ed al suo risveglio non trovo' piu' la sua capretta.

    Rientro' al suo villaggio e tutti gli abitanti a piangergli adosso:" Poverino, SFORTUNATO, aveva solo una capretta ed ora neppure piu' quella

    Ma il saggio vecchio pastore disse: Ma chi vi dice che la mia sia SFORTUNA?.

    Non avendo casa dove dormire ne alcunche' da fare , il pastore sali' la montagna alla ricerca della sua capretta.

    Ad un tratto dietro ad un cespuglio la vide ma non era sola, con lei c'era un grosso montone.

    Scese a valle con i due e, la gente che incontrava gli diceva: " Oh!! Ma che FORTUNA !! aveva solo una capretta ed ora ha anche un montone!!!!.

    In risposta il vecchio pastore disse: Ma chi vi dice che la mia FORTUNA non sia poi la mia SFORTUNA?

    Ecco, bambini, questa storiella vi deve insegnare che non esiste ne la fortuna tantomeno la sfortuna. Siamo noi che ci dobbiamo dar da fare e non sederci a piangere quando le cose non vanno bene..

    Grazie nonno Eugenio, bellissime le storielle raccontate.

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