Viviamo nell'oscurita' perche' ignoriamo la nostra luce interiore?

L’esteriore, separato da ogni illuminazione proveniente dall’interiore, vive nelle tenebre; la nostra è un’età delle tenebre: vivere nelle tenebre dell’esteriorità è vivere in stato di peccato, ossia di alienazione, di estraniazione dalla luce interiore

R.D. Laing

Grazie a tutti.

Aggiornamento:

Nume, grazie.

Aggiornamento 2:

Nume, avevi messo un post scriptum che poi hai tolto.

Aggiornamento 3:

metto ai voti, molte belle risposte.

11 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    9 anni fa
    Risposta preferita

    Viviamo perennemente nell'oscurità per le nostre incapacità, sensazioni o comportamenti che potrebbero rivelare «scomode sfumature della nostra personalità». Conoscere aspetti di noi che ancora non conosciamo può avvenire casualmente oppure perché ci troviamo in un ambiente stimolante e sfidante che ci incoraggia a scoprire e superare i nostri limiti. Aumentiamo la nostra consapevolezza cercando volontariamente esperienze al di fuori della nostra zona di confort , quest'ultima riduce la dimensione dell’IO SCONOSCIUTO.

    Un persona equilibrata crea contesti e occasioni che permettano di scoprire il proprio potenziale e anche di altre persone, dando ad ognuno l’opportunità di sperimentarsi creando quel giusto humus

    in cui far germogliare nuovi pensieri.

    Talvolta può succedere che entriamo in contatto con persone problematiche dovuti a traumi o aspetti dalla personalità in continuo squilibrio . In questo caso è utile osservare senza giudizio e suggerire l’intervento di un counselor evitando l’improvvisazione o la volontà di risolvere senza avere le competenze necessarie specifiche.

    La luce interiore non stenterà a rivelarsi a coloro che vivono limpidamente senza sotterfugi

    perchè hanno risolto la vita, la propria,mentre coloro che non l'hanno ancora risolta

    non faranno altro che mascherarsi giustificandosi con :

    il fine giustifica i mezzi

    quale fine ?

    lasciamo perdere i mezzi

  • Anonimo
    9 anni fa

    Certamente .

    Molte persone vivono nelle tenebre.Leggendo answers ,che e' solo una porzione di una torta più grande,possiamo saziarci di usi spropositati di parole,quali, amore ,spiritualità, eccetera.

    Siamo in un contesto virtuale ma non ci vuole molto a capire che uno + uno fa due.

    La dissociazione tra interiorità e materialità ,corpo e spirito conduce inevitabilmente ad una dicotomia negativa.Ora non credo che questo tempo in particolare,sia tenebroso,ma il tempo in sé ,se vissuto male.

    Quando avviene questa dissociazione ,si possono osservare dei sovvertimenti dei concetti più ragionevoli di bene e male ed un rifiuto del giudizio ,che e' indice di una lacunosità intellettiva ,pericolosa.

    Non credo neppure che questa luce interiore sia così lampante ,ma andrebbe alimentata attraverso contatti positivi con il mondo esterno in modo da evidenziarla.Interno ed esterno dovrebbero compensarsi per generare una" condizione di equilibrio".

    @marco meta: si hai ragione.Quando un utente mi sembra sincero ,a prescindere dalle idee magari non sempre simili,ne seguo i quesiti con piacere. Grazie anche a te.

  • ?
    Lv 4
    9 anni fa

    Anche se sono agnostico, sono d' accordo con Marc . Il rumore è la nostra oscurità. La civiltà dei consumi è la nostra oscurità. Non siamo più capaci di guardarci dentro, perché abbiamo paura di ciò che potremmo vedere, di ciò dovremmo affrontare. Abbiamo paura dell' unica medicina che potrebbe guarire il genere umano, Il Silenzio ! E' diventata rumorosa anche la spiritualità e le religioni ne sono la causa principale ! Forse un giorno ci sarà un black-out generale e allora sopravviveranno solo quelli che non hanno niente se non lo stretto indispensabile come la " Tribù delle noci nel sacco " , una famiglia che vive in una campagna delle Marche, che ho visto in un programma tv giorni fa, che ha deliberatamente rinunciato al mondo e alle sue comodità per vivere come i contadini del 1600, senza energia elettrica, acqua dell' acquedotto e tutto ciò che ha a che fare con il mondo . In questa ottica condivido anche Nume, se l' esterno non ha nulla a che vedere col caos che ci circonda. Ciao !

    P.S. Bella domanda ! Merita una stella.

  • 9 anni fa

    Il rifiuto della propria completezza, nel bene e nel male, fa sì che si viva in una continua oscillazione, in cui l' armonia e la spiritualità vengono accantonate ( ma sono sempre esistenti in noi, pur se dimenticate).

    Potremmo pensare che piaccia vivere nell' oscurità, e che il nostro lato nelle tenebre abbia la prevalenza, anche perchè così vuole la manipolazione mediatica per una infinita serie di motivi che fanno capo tutti al potere ed alla egemonia non solo economica.

    Una trasformazione si rende necessaria, soprattutto perchè l' infelicità pare essere il comune denominatore di troppe esistenze... anche chi si sente appagato dalle illusioni vede che la soddisfazione è temporanea e mai completamente soddisfacente.

    Ma se cerchiamo fuori di noi tale luce sbagliamo perchè l' interruttore è la nostra volontà ed il nostro coraggio, e la presa di corrente è dentro di noi... e ci spinge ad una ricerca interiore, che può presentare difficoltà e quindi farci arretrare spaventati.

    Guardare in faccia la nostra vera natura e non rimanerne spaventati significa accettare veramente se stessi, ed è la base per la citata trasformazione e per potere proseguire, anche se magari si inciampa e ci si fa male, ogni tanto.

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  • Marc
    Lv 5
    9 anni fa

    Infatti l' uomo è corpo e spirito. In base a questa composizione esso ha bisogno di soddisfare due tipologie di bisogni: necessità spirituali e materiali; se manca l' appagamento di una di queste due categorie di esigenze, l' uomo si sente incompleto, sfociando pertanto nella sofferenza.

    Aggiungo anche che la nostra società, allo scopo di agevolare la sola ed esclusiva gratificazione dei sensi, tende ad eliminare il silenzio, che è lo strumento indispensabile che ci permette di investigare le profondità abissali della nostra anima, dove abita quella presenza misteriosa che chiamiamo SS. Trinità. Purtroppo non siamo più educati al silenzio perché sempre più spesso ci facciamo distrarre dal baccano che ci circonda e ci stritola, dimenticando che la sperimentazione di noi stessi e dell'Onnipotente passa inevitabilmente attraverso l'ascolto, che possiamo raggiungere solo tramite l' assenza di rumore, che ci apre le "orecchie" del cuore affinché sia predisposto alla percezione di Dio. In sostanza il silenzio ci matura, ci rende consapevoli di noi stessi, del mondo che ci attornia e dell' Essere celeste che ci ha creati. Come diceva Sant' Agostino: "Non andare fuori, rientra in te stesso: è nel profondo dell'uomo che risiede la verità".

  • 9 anni fa

    Se la frammentazione dell'essere continuerà ad informare il nostro quotidiano, non potremo trovare altro che macerie sul nostro cammino.

    La frammentazione è un portato della gerarchizzazione forzata dell'esistente, quest'ultimo visto come dicotomizzato fra mente-spirito e corpo, fra creatore e creato, ove il primo elemento è innalzato al rango di assoluto e incorruttibile, l'essenza del bello, e il secondo è soltanto un epifenomeno imperfetto e insignificante del primo. L'essere risulta quindi frammentato fra teoria e prassi con quest'ultima che, come valore, tende a svilire.

    L'alienazione deriva quindi dalla violenza del separare: questo è il vero peccato originale.

    L'essere viene corrotto, separato sia dal mondo che in se stesso, e non può trovare la ragione di sé, si tova in stato di soggezione, perché le coordinate interpretative sono sfalsate rispetto all'esistente, tarate come sono su una scala artefatta a cui fra l'altro sono stati segati troppi pioli.

    L'atto creativo può essere il punto più alto di ricomposizione dell'essere!

    Atto creativo che è sinergia fra ciò che è stato artatamente disgiunto, ricomposizione che è più della somma del disperso. Atto creativo è lo spirito che scende dalla sua torre d'avorio a rotolarsi nel fango per non resuscitare mai più, e melma che si fa purezza.

  • Anonimo
    9 anni fa

    più che parlare di peccato parlerei di ignoranza, la corruzione esiste perchè gli uomini ignorano la loro ricchezza interiore, perchè effettivamente di ricchezza si tratta. naturalmente l'oscurantismo ha fatto e fa sempre la sua grande parte.

  • 9 anni fa

    Viviamo nella caverna di Platone, ignari della luce che proietta le nostre ombre sulle pareti rocciose.

    « ...alla dimora della prigione, e la luce del fuoco che vi è dentro al potere del sole. Se poi tu consideri che l'ascesa e la contemplazione del mondo superiore equivalgono all'elevazione dell'anima al mondo intelligibile, non concluderai molto diversamente da me [...]. Nel mondo conoscibile, punto estremo e difficile a vedere è l'idea del bene; ma quando la si è veduta, la ragione ci porta a ritenerla per chiunque la causa di tutto ciò che è retto e bello, e nel mondo visibile essa genera la luce e il sovrano della luce, nell'intelligibile largisce essa stessa, da sovrana, verità e intelletto. »

    (Platone, La Repubblica, libro VII, 517 b - c, trad.: Franco Sartori)

  • Anonimo
    9 anni fa

    Una visione pessimistica della vita ... Il male peggiore è l'ignoranza, ignoranza che consente ai potenti di decidere della vita di tutti, compresi quelli che vivono nella luce.

  • Saul
    Lv 7
    9 anni fa

    Beh ti basti pensare che circa il 90% della popolazione vive senza conoscere Geova, che è la persona da cui abbiamo tutti origine.

    Moltissimi commettono ogni giorno cattiverie di ogni tipo, e non riconoscono nessuna autorità in Dio, ma piuttosto preferiscono governarsi da sé ed assecondare i propri desideri, anche a danno di altri.

    Se solo la gente capisse la verità e si accostasse sinceramente al creatore, vedrebbero dei cambiamenti inimmaginabili nella propria vita e capirebbero quanto è sporco il mondo che ci circonda attualmente.

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