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Lv 5

Cristo come chiave ermeneutica per la lettura dell'AT.?

3 risposte

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  • 8 anni fa
    Risposta preferita

    Ciò che tu proponi ha senso, ma corre sul filo del giustificazionismo a posteriori: rileggere l'AT usando la figura di Gesù come chiave interpretativa ti permette di visionare la successione del messaggio divino cristiano in chiave consequenziale, costituente nel suo insieme un'argomentazione teologica e logico-razionale.

    Il problema è la vecchia accusa mossa dagli atei a tale interpretazione: data la distanza temporale separante la scrittura dei vangeli e la vita del cosiddetto "Messia", e contando la mancanza di prove inconfutabili (per ognuna delle prove fisiche -accettate da tutti, e non soltanto dai credenti e/o fanatici- vi son contro-argomenti, la situazione è a dir poco non chiara) non della divinità di Gesù, ma anche della sua esistenza fisica, nessuno può assicurarci che gli evangelisti non abbiano semplicemente fabbricato una versione "ad hoc" del Messia, dopo aver letto l'AT.

    x "piccologregge di Gesù": a costo di esser volgare, ti chiedo se ti sei bevuto il cervello. Stai dicendo che una persona, di cui le tracce storiche sono poche al massimo, è RISORTA dalla morte? Per favore, fossimo bambini di 5 anni va bene come storia, ma come adulti razionali, non possiamo veramente creder in una tale follia: alla morte, la mente umana svanisce in quanto legata agli impulsi bio-elettrici passanti nel cervello fisico (tali impulsi cessano, tu svanisci), punto. Per favore, evitiamo di dir scemenze.

    Fonte/i: Logica e riflessione personale
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  • Anonimo
    8 anni fa

    Lui torna a proporre la chiave della scienza per entrare nel regno che si trova in at e che i farisei tolsero:

    Luca 11:52 Guai a voi, dottori della legge, che avete tolto la chiave della scienza. Voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare l'avete impedito».

    Infatti per entrare nel regno occorre la chiave di davide:

    Isaia 22:22 Gli porrò sulla spalla la chiave della casa di Davide;

    se egli apre, nessuno chiuderà;

    se egli chiude, nessuno potrà aprire.

    E, la chiave di davide è riportata sul corano:

    1. Alif, Lâm, Râ. Questi sono i versetti del Libro e la Recitazione esplicita.

    1. Ta', Sîn. Ecco i versetti del Corano e di un Libro chiarissimo,

    Vedi parla di un altro libro da intendere come chiarissimo, cioè la bibbia, anche perché sul corano non c'è traccia di recitazione, ma sul corano dice di andare a leggere i salmi di davide, e, in salmi di davide si trova:

    Salmi 24:1 Di Davide.

    Alef

    A te, Signore, elevo l'anima mia,

    Lamed

    Salmi 24:11 Per il tuo nome, Signore,

    perdona il mio peccato anche se grande.

    Mem

    Salmi 24:12 Chi è l'uomo che teme Dio?

    Gli indica il cammino da seguire.

    Prima sura e primo salmo

    Seconda sura e secondo salmo:

    1. Alif, Lâm, Mîm;

    Alef

    Salmi 33:2 Benedirò il Signore in ogni tempo,

    sulla mia bocca sempre la sua lode.

    Lamed

    Salmi 33:12 Venite, figli, ascoltatemi;

    v'insegnerò il timore del Signore.

    Mem

    Salmi 33:13 C'è qualcuno che desidera la vita

    e brama lunghi giorni per gustare il bene?

    Sapienza 17:11 Il timore infatti

    non è altro che rinunzia agli aiuti della ragione;

    Ci sono trentatre chiavi coraniche da riportare in trentatre serrature sui salmi per ottenere la sura del vittorioso sparse in salmi proverbi lamentazioni sapienza

    E, curiosità per i curiosi, se anagrammi la parola islam ottieni salmi!

    Nessuno fra gli islamici conosce il significato di quelle parole tantomeno altri, ma:

    Questi sono i detti segreti pronunciati da Gesù, il Vivente, e scritti da Didimo Giuda Tomaso.

    Egli disse: Colui che scopre l'interpretazione di queste parole non gusterà la morte.

    Gesù disse: Colui che cerca non desista dal cercare fino a quando non avrà trovato; quando avrà trovato si stupirà. Quando si sarà stupito, si turberà e dominerà su tutto.

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    Lv 5
    8 anni fa

    Non Cristo, poiché il termine rimarrebbe generico.

    Ma la morte di Gesù Cristo è la chiave ermeneutica e non solo dell'antico, ma anche del nuovo testamento.

    Attento bene, perché non è un nome ciò che rrende valida la fede, ma ciò che quel nome ha compiuto e ciò che noi compiamo per mezzo di quel nome.

    Un nome da solo non dice nulla, ma ciò che Egli ha compiuto esprime tutta l'opera sua. Dio senza la Creazione sarebbe nulla, la Creazione è l'opera di Dio che rende Dio ciò che egli è.

    Così allo stesso modo ciò che rende Gesù il Cristo, ciò che Egli è; è la sua morte, ed è nella sua morte che avviene la seconda Creazione, che fa di Dio ciò che Dio è; ovvero il Creatore.

    Non dunque Gesù Cristo è la chiave ermeneutica, ma Gesù Cristo nella sua Opera Creativa sulla Croce, in cui ogni peccatore muore per risorgere con lui nella nuova creazione di Dio mediante la morte e risurrezione di Gesù Cristo.

    La domanda corretta sarebbe dovuta essere: « La morte di Gesù Cristo è la chiave ermeneutica per la lettura delle Sacre Scritture? »

    Perché non è neppure corretto riferirsi solo all'antico testamento come se fosse una parola diversa da ciò che ha detto Dio e come non si considerasse parola di Dio il nuovo testamento.

    Ma fare riferimento alle Sacre Scritture, si comprende sia l'antico che il nuovo testamento; diversamente non avrebbe senso parlare di Gesù Cristo.

    AMORTLES

    Quando tu o io moriremo, non avendo inciso in modo particolare sulla storia di questa umanità, non saremo più ricordati da nessuno, vuoi forse pensare che per questo non siamo realmente esistiti?

    Tu durai: « Ma Gesù ha inciso nella storia dell'uomo! ».

    Certo che vi ha inciso, ma solo dopo la sua morte, a causa della sua resurrezione, che ha spinto i testimoni della risurrezione ad annunciare al mondo la salvezza.

    Ma quale uomo annuncerebbe qualcosa di non vero sapendo che tale testimonianza gli costerà la vita?

    Se Gesù non fosse risorto, nessuno lo avrebbe conosciuto e sarebbe stato come noi due e tanti altri che passano per la scena di questo mondo senza essere ricordati da nessuno, perché se non fosse veramente risorto, nessuno avrebbe dato la sua vita per una testimonianza che sapeva senza fondamento.

    Chi sarebbe disposto a dare la propria vita per una bugia?

    La testimonianza dei Martiri attesta la storicità della resurrezione di cui gli Apostoli si sono dichiarati testimoni oculari.

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