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Lv 4
. ha chiesto in Scienze socialiPsicologia · 9 anni fa

Cosa mi succede se uso i miei meccanismi di difesa per non sentire il dolore fisico?

Da piccola, penso durante i primi anni delle elementari, per scherzo mia madre mi disse che se avessi pensato intensamente di non avere mal di gola mi sarebbe passato (avevo lo streptococco) ed imparai a dimenticarmi del dolore fisico costante. In questi giorni avevo un dolore terribile alle articolazioni (polsi, gomiti, caviglie, ginocchia e spalle ._.), così quando sono arrivata al limite di sopportazione ho deciso di smettere di sentirlo, ora sento soltanto una fitta ogni tanto quando esagero nel muovermi. Io ho un disturbo dissociativo (soffro del dissociativo dell'identità) da quando ho circa 6 anni, quindi immagino che in realtà sto deliberatamente abusando di ciò che la mia mente mi permette di fare (allontanarmi dal corpo e dallo spazio). Oltre ad avere un cambio d'identità cosa rischio facendo così? Anche perchè sono anni che "gioco" in questo modo, quindi vorrei sapere se è il caso di smetterla xD Considerate che comunque quando lo faccio tengo bene a mente i dolori che avevo prima, quindi evito di torturare il corpo facendogli fare cose al di fuori delle sue possibilità. Grazie a tutti per le risposte (:

Aggiornamento:

@Jack: quello che faccio non è particolarmente strano, semplicemente allontano la percezione del dolore, infatti ho scritto che riesco a farlo sul dolore costante, è ovvio che se mi dai un pugno lo sento.

Aggiornamento 2:

Jos il mio dolore non è psicosomatico, smetto di sentirlo perchè mi distacco dal corpo... E dura per giorni, tant'è che distaccandomene ieri sera ancora non lo sento. In alcuni momenti torna perchè "abbasso la guardia", in altri torna perchè mi muovo troppo (tipo scrivendo al computer ho un po' di fastidio ai polsi, cose così). Anche da piccola, non era psicosomatico il mal di gola, avevo una tonsillite (: o anche il mal di testa che ho fisso da anni, lo sento solo quando di acutizza.

3 risposte

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  • Anonimo
    9 anni fa
    Risposta preferita

    Anche io ho una grande ...complicità con la mia mente, ho un grosso potere su di lei piuttosto che il contrario.

    Io ritengo che queste capacità si sviluppino, in ogni caso, prevalentemente, in situazioni di una certa gravità, quando sono l'ultima, l'unica sponda.

    Io riuscivo ad entrare in collisione col mio subconscio anticipando cosa avrei sognato la notte, quale evento mi avrebbe colpito tanto da sognarlo (anche se apparentemente non lo avrei mai detto) etc., dopo ampi e lunghi processi che operavo da bambina su me stessa, qualcosa che probabilmente coincide con talune tecniche orientali, ma che operavo più o meno d'istinto. Sempre tramite grande lavoro mentale sono riuscita a lungo a fare i cosiddetti sogni lucidi.

    Ho letto che i dottori spiegano anche come arrivare a fare ciò, a chi non ha questo "dono naturale", alcune tecniche coincidono con ciò che io ho capito dover fare, dopo essere entrata in forte sintonia con la me più profonda.

    Sono incredibili i voli pindarici che la testa fa in caso di necessità, vere e proprie tecniche di sopravvivenza, per quanto assurde ai più.

    In ogni caso un ampio controllo della mente è una preziosa capacità, come ogni potere bisogna capire quando è bene usarlo e come.

    Io, se posso permettermi e mi scuso, ho idea che tu dovresti andar via di casa per guarire. Sono convinta che tutto il problema risieda in famiglia. E che forse però non sei pronta a riconoscerlo e riuscire a distaccarti dal problema.

    Ho avuto altresì l'impressione che la dottoressa non ti aiutasse realmente ad affrontarlo sempre che abbia individuato il problema giusto.

    A volte in ogni caso, per disattivare questi meccanismi potentissimi di autodifesa della mente, creati in situazioni critiche per se stessi, è molto difficile, spesso non ci si riesce e bisogna forzarsi, anche in maniera violenta e dolorosa, alla meno peggio ci si riesce con un percorso interiore molto intenso.

    Pensa ad esempio a un inviato di guerra, ha vissuto per del tempo in zone in cui si fa la fame e una volta a casa ha l'impulso incontrollabile di continuare ad aprire il frigo per verificare ci sia cibo.

    Le dinamiche che si nascono in situazioni di disagio e di stress sono le più dure da abbandonare, sono quelle che si inseriscono più prepotentemente dentro di noi.

    Nel caso del dolore, l'importante è che quei sintomi vengano curati e li descrivi al dottore per ome li sentiresti se non ti estraniassi.

  • 9 anni fa

    Si certo e chi sei , Chuck Norris?

  • 9 anni fa

    Mmmm guarda, da un lato potrei dirti che più che "non sentire il dolore" lo fai proprio scomparire, ma questo può succedere solo nel caso in cui il dolore sia esclusivamente psicosomatico, di natura "mentale".

    C'è la possibilità che tu effettivamente riesca ad autoconvincerti di non star provando dolore e quindi lo senti di meno, ma sarebbe appunto un "sentire di meno", non un "non sentirlo più"...i momenti in cui senti le fitte sei sicura che siano dovuti all'esagerare del muoversi e non ad una "perdita di concentrazione" o ad un pensare "mi sono mossa troppo...prima sentivo dolore" e quindi risenti delle fitte?

    In ogni caso credo che parlarne con il tuo medico sia la soluzione migliore, soprattutto vista la tua particolare impossibilità di mangiare certi cibi che potrebbe aver provocato degli squilibri interni in termini di produzione di calcio vitamine ecc, cosa che provoca dolori alle ossa ed ai muscoli mica da scherzare!

    Fatti coraggio e parlane con il medico, fammi sapere!

    In tal caso è meglio se "smetti di non sentire" e vai dal medico e gli dici bene che tipo di dolore hai, riesci a non distaccarti e percepire il dolore che provi per poi riferirlo al medico? :( Magari è banale dolore osseo da influenza, ma magari hai qualche infiammazione in corso :((

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