Il lato oscuro della mente, come fare per portarlo alla luce?

Violenze subite e taciute, repressione, dogmi, inibizioni sono il suo nutrimento. E se cresce troppo prende il sopravvento.

Che l'illuminazione di cui parlava il Buddha non sia questo, illuminare la nostra parte oscura ed uscire dal tunnel buio e violento dell'infelicita' umana?

Grazie a tutti.

9 risposte

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  • Anonimo
    9 anni fa
    Risposta preferita

    Il dilemma della condizione umana è nell’essere afflitti da tormenti e tribolazioni generati da una mente incapace di restare tranquilla.

    La soluzione non è nell’attitudine del pensiero, nelle idee, che più spesso sono la causa del dilemma, e nemmeno in una condizione fisica che ignora il malessere mentale.

    C’è bisogno di una pratica che sappia risolvere il conflitto fra la mente e la realtà, il pensiero e il corpo, l’individuo e l’ambiente, la vita e la morte, insomma la soluzione di ogni dualismo.

    Infine ecco l’illuminazione immediata secondo l’insegnamento dello Zen.

    L’illuminazione è l’esperienza della percezione dell’identità delle contraddizioni.

    Il dualismo è soltanto un’idea della mente, la realtà è l’unità dei fenomeni dell’universo.

    Chi riconosce il carattere illusorio del conflitto, si emancipa dai ceppi che impediscono alla mente di vedere il carattere autentico del quotidiano.

    La mente dell’illuminazione è la mente che vive in accordo con la realtà del sé e delle cose, libera da attaccamenti e condizionamenti.

    La mente oscura non è in contrapposizione alla mente chiara, ognuno di noi ha la sua storia con i suoi lati più o meno oscuri, ma è solo andandone oltre non permettendo a questi lati oscuri di crescere alimentandoli con la nostra fantasia negativa, che possiamo emanciparcene.

    Dunque non dovremmo portarli psicanaliticamente alla luce, ma considerarli come conflitti illusori e lasciarli dove si trovano.

    D'altronde lo Zen insegna che il discriminare dualistico è la malattia della mente.

    @ Nume:

    Finché parliamo da due punti di vista diversi, tu dal superamento di una malattia mentale e io dal superamento della condizione illusoria dell'essere umano, non potremmo mai capirci.

    Prima si superano le malattie mentali, una volta superate quelle ci si potrà poi incamminare sulla strada per l'illuminazione.

    Lo Zen non è fatto per uscire dalle malattie mentali, per quello ci sono gli psichiatri!

    Se poi vuoi cimentarti su una discussione prettamente psicologica, ho studiato abbastanza per poter interagire con te su quella, ma dovremmo spostarci nella sezione psicologia, e non su quella della spiritualità, rischiando di prendere mele per pere.

    @:

    "Ho letto considerazioni circa la patologie mentali ,molto "romantiche"

    Mi piacerebbe che tu linkassi una domanda da dove hai letto queste considerazioni, così, tanto per capirti di più!

  • @Alba@
    Lv 6
    9 anni fa

    Perdonami Marco ma guarda queste foto, in parte sono ( almeno è quello che si evince nel leggere la notizia) conseguenza di violenze taciute ...

    http://it.notizie.yahoo.com/foto/donna-vampiro-sli...

    Ci rifletto e torno, fallo anche tu se ti va

    Ciao

    Alba

  • 9 anni fa

    Il Budda ( Illuminato) possiede tutti i mondi o stati che precedono quello della Buddità, in quanto gioisce, soffre, si emoziona e si dispera essendo un comune mortale.

    Questo intende che non vi è separazione tra Budda e comune mortale, ma esiste una continua compenetrazione tra le varie forme vitali.

    E' vero che in ogni essere ci sono una o al massimo due tendenze di base che dirigono la vita ( riferendoci ai mondi di Inferno, Avidità, Animalità, Umanità, Cielo, Apprendimento, Illuminazione parziale, Bodhisattva e Buddità) e che tali tendenze possono trovarsi tra i mondi più bassi o oscuri ( per citarti ), ma essi sono indispensabili per creare karma positivo e per dare un senso ed un significato al percorso umano non sempre gioioso e felice.

    Lo stesso mondo d' inferno, lo stato più basso ed oscuro, ci permette di comprendere le sofferenze nostre ed altrui e, illuminato dal mondo di Buddità, di far sgorgare la compassione... che altrimenti rimarrebbe estranea dalla realtà delle vite comuni.

    Divenendo un Budda non si eliminano le otto sofferenze, nè si perde la propria identità umana immersa nei mondi più bassi, ma si illumina il " lato oscuro", si trasforma il dolore in esperienza e saggezza fino a farlo divenire comprensione e compassione, assumendo la propria possibilità di potere " tramutare ogni veleno in medicina".

    " La Buddità è la più difficile da dimostrare. Ma dal momento che possiedi gli altri dieci mondi, devi credere di possedere anche la Buddità " ( da Il Vero Oggetto di Culto)

  • Guarda dove sono le tue paure,

    e risali al momento della loro nascita: a ciò che provavi e come si sono generate, o per colpa di chi.

    In quel momento stai già portando Luce in quell'anfratto dimenticato e recondito.

    Buona giornata.

    Stefi

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  • Anonimo
    9 anni fa

    Per me la pratica Buddhista può essere un buon rimedio contro l'egocentrismo e la violenza molto adatta per operare un dialogo interreligioso e interscientifico o olistico. Dubito abbia gli strumenti per fare luce sul lato oscuro della mente.

    Non disdegno per quello, la psicologia ,che pur prendendo a volte delle cantonate ,ha anche messo a punto delle metodologie per rendere più consapevole l'individuo.

    Ho letto in questa sezione dei post che inneggiavano all'inesistenza delle patologie psichiche spacciandole per libere espressioni della personalità .Sono persone che non sanno quel che dicono. La Religione non e' in grado di curare il lato buio della psiche ,così come sarebbe inefficiente nel porre rimedio a problemi di salute.Sono idee stantie retaggio del sessantotto e di rivoluzioni culturali che hanno rivelato la loro sconfitta.

    Inoltre spesso proprio le sette e gli pseudo movimenti spirituali si avvalgono di queste "vittime",a causa della loro fragilità ,rendendoli ancora più schiavi delle loro insicurezze.

    Illuminazione e' un termine utopistico e per alcuni versi ambiguo.Nell'economia del Nirvana bisogna tenere conto che difficilmente l'uomo riesce ad andare oltre la soglia di se stesso cessando di nutrirsi del proprio ego.Di conseguenza un individuo può credere di aver raggiunto tale stato e in realtà essere ancora immerso nelle tenebre.

    Credo in una commistione di spiritualità e scienze sociali e nel dialogo tra scienza e spiritualità.

    Sopratutto credo che l'uomo debba prima emanciparsi dalle false idee attraverso una diffusione capillare della cultura e in seguito accostarsi alle religioni quali il buddhismo.Fino a che si vive di pregiudizi vecchi e nuovi (che sono ancora peggiori) non si può nemmeno sperare in un illuminazione.

    @ credere che sia sufficiente ricordare i propri traumi infantili per superarli (mai sentito parlare di fenomeno della rimozione?) e' una favola per dare la buonanotte ai bambini.E non ho mai visto nessuna persona sofferente guarire facendo meditazione Zen.Bisognerebbe imparare la vera umità.Non solo quella delle" apparenze".Essere consci di quale competenze si hanno e quali no.Sarebbe già un passo in avanti per uscire dal proprio lato oscuro,almeno essere nella penombra...questo per tutti ,anche per me.

    Pur non essendo uno psicologo,ho lavorato come educatore in contesti con bambini che a causa di abusi subiti hanno sviluppato forme di personalità multipla e schizofrenia.Pensate veramente che solo ricordando o sedendosi su uno zafu,avrebbero risolto i loro problemi solo perché il dualismo che per alcuni non esiste ha previsto che venissero maltrattati?

    lasciamo perdere...

    @folle dello zen: mi e' chiaro il tuo ragionamento. Mi era parso che in altri contesti si paventassero delle possibilità irrealistiche...del resto psiche e spiritualità ,sono elementi che inevitabilmente interagiscono tra loro.Ho letto considerazioni circa la patologie mentali ,molto "romantiche".Per questo ho voluto chiarire le mie posizioni.

  • Lumi
    Lv 7
    9 anni fa

    Penso sia importante aprire gli occhi su ciò che di se stessi non si vede chiaramente, ma altrettanto importante è saper gestire e soprattutto sforzarsi di superare questa parte. Questa è secondo me la distinzione tra psicologia e spiritualità... la spiritualità è la capacità di superare certi limiti attraverso la consapevolezza di essi e soprattutto di ciò che c'è oltre. Altrimenti invece di scoprire la serenità, si resta soltanto vittime di se stessi.

    È un argomento complesso, spero solo di essere riuscito a spiegare il mio punto di vista.

  • Adriel
    Lv 7
    9 anni fa

    secondo la bibbia nutrire il lato oscuro non è poi così salutare.... e a quanto pare l' essere umano non è che abbia poi una parte " buona " il cuore dell' uomo è ingannevole e insanabilmente maligno... solo Dio può trasformare questo cuore e renderlo retto, unico, e non più spezzettato.... la parte oscura sarà irradiata

  • è impossibile portare alla luce la nostra parte oscura.

    ricorda che il bene e il male sono uniti.

    ricorda lo Yin e lo Yang il buio e la luce uniti.

    l'uno non può sopravvivere se l'altro sopravvive.

    dovresti saperlo.

    ora pensa alle ingiustizie che ti sono state buttate addosso. tu inconsapevolmente o consapevolmente hai mai buttato ingiustizie addosso agli altri? non dire di no è impossibile. è normale farli. l'uomo (in generale uomini e donne) è una bestia. agisce come un lupo ferito.

    prova per una settimana a non reagiread una sfida, trattali come fratelli, non essere mai scortese nemmeno con il tuo più acerrimo nemico.

    vedrai che ti risulterà impossibile perché la tua e la nostra natura ti spingerà a fare tutto il contrario.

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