Quanta spiritualita' in questi versi?

"Quando io trapassero', lavatemi col vino,

insufflatemi nell'orecchio parole del liquore e della coppa.

Volete ritrovarmi il giorno del giudizio?

Cercatemi nella terra sulla soglia della taverna.

dal Rubaiyyàt - Omar Khayyàm

XD

(scienziato persiano del XIII sec. filosofo, astronomo, matematico, teologo)

7 risposte

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  • 9 anni fa
    Risposta preferita

    " O tu che non bevi vino, non biasimare quelli che si ubbriacano.

    Fra l’orgoglio e l’impostura perché voler tranciare senza fine?

    Tu non bevi, e con ciò? Non esser fiero della tua astinenza

    e guarda dentro di te: i tuoi peccati sono peggiori del vino."

    Credo che questi pochi versi dicano molto della sua spiritualità, la quale non è sinonimo di ascetismo serietà e privazione, anzi il sapere essere a contatto con ogni genere di persona da pari a pari è un ottimo modo per poter comprendere gli altri e per comprendere noi stessi fino in fondo.

  • 9 anni fa

    Spiritualità o "alcolicità"? XD

    Battute "spiritose" a parte, stranamente concordo con Erchemperto.

  • 9 anni fa

    Nella Tavola dell'infinito non c'è che il Nulla

    Ma è un Nulla che può Tutto

    Da lì, ecco, una consapevolezza, poi un'altra

    e un'altra ancora,

    come stelle che appaiono nel cielo

    E il vuoto si riempie, la tavola d'improvviso si colora

    Era silenzio e adesso è musica...

    Un concerto di anime

    uno stelo d'erba ed un angelo prendono parte all'Esistenza

    ognuno con il suo timbro sonoro e il suo colore

    ma da una unica Sostanza

    di una Notte immensa.

    Eh si, Nurettin, ci sei anche tu

    ci sono tutti,

    forme di luce e di amore,

    pioggia di segni ...

    ma non stare lì, già che ci sei

    muoviti, opera, fai

    in questa pace!

    N.Nurettin

    I sufi non temono la morte perché si dice che ne conoscano il giorno, non temono Dio perché ne conoscono l'Amore infinito, temono l'uomo perché ne conoscono la superbia.

    Omar Khayyàm era un matematico e un astronomo, inoltre ha partecipato alla riforma del calendario

    nell'undicesimo secolo, era un dotto che, come tutti i sufi, sapeva avvicinarsi a Dio lasciando la materia agli uomini.

    Ciao Marco, belle domande.

  • 9 anni fa

    Ma il vino, nuovo, non il vecchio inacidito, è la conoscenza di Dio!

    Il vino è bevanda iniziatica dai mille simbolismi...

    Così il rapporto erotico...

    Basta leggere il Cantico dei Cantici....I più li leggono come canti nuziali, ma gli iniziati vi vedono molto di più...

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  • Anonimo
    9 anni fa

    Beh, quello era un Sufi, mica noccioline!

    È quasi più difficile da capire che un Koan Zen, eppure la sua forza è nella semplicità!

  • mi sa che con la scusa di essere un sufi si faceva servire gratis all'osteria.... :)

  • Anonimo
    9 anni fa

    Solo a leggere questa frase mi sento ubriaco

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