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Piccole sintesi sulle dittature del 900..?

Come dal titolo vi chiedo gentilmente delle piccole ricerche/sintesi sulle dittature del 900..

Grazie :)

4 risposte

Classificazione
  • 9 anni fa
    Risposta preferita

    Allora io sono un ragazzo di 3 media ti dico quello che sto studiando di più non so ;).

    La Russia dopo la rivoluzione da parte dei Zar sale Stalin che crea il Stanilismo che conquista tutti i paesi baltici e altri, che da cui il partito si concentrava sulla Russificazione, che li portarono nei Gulag, in Siberia.

    In Germania una potenza economica mondiale dopo l'uscita dal primo conflitto mondiale sconfitta non si diede per vinta e rimasse insieme a Gran Bretagna e Francia le principali potenze economiche europee. Nel 1933 sale Adolf Hitler che fonda il nazismo che instaura sempre una dittatura e sostituisce la bandiera della Repubblica del Weimar con la Svastica, e il suo scopo era la persecuzione sugli Ebrei ed essere la maggior potenza mondiale.

    In Italia un paese che si puo definire uno stato colonizzato da i suoi problemi. Sale Benito Mussolini che era uno di sinistra che poi passo al partito di destra che fonda il Fascismo sarebbe il fascio dei romani. Il suo scopo era un partito concentrato sul rafforzamento militare, e di fare un impero vasto come l'impero romano.

    Senti Giulio giusto che ti senti il maestrino vorresti darmi lezioni? Ma statti zitto ognuno esprime la sua opinione te fatti i ***** tuoi. F R O C I O

  • 9 anni fa

    Ahahah Paolo che ridere XD Tranquillo, non è colpa tua, ma della scuola che, forse, per il basso livello (alle medie non si studiano le cose molto a fondo), ti ha dato nozioni estremamente banali.

    In Russia è il partito bolscevico che, guidato da Lenin, vince la rivoluzione d'ottobre e trasforma la Russia zarista in quella sovietica, alla sua morte anziché Trockij -come voleva lo stesso Lenin- salì Stalin.

    In Germania il partito dei lavoratori tedeschi (DAP) esisteva già, anche prima che Hitler vi si iscrivesse, poi aggiunse al nome "Nazionalsocialista" divenendo NSDAP che ha come simbolo la croce uncinata, simbolo del Sole largamente diffuso in molte culture orientali da dove il popolo indoeuropeo si suppone provenga. Hitler instaura la dittatura e, sì, sostituisce la bandiera del NSDAP a quella della repubblica di Weimar, ma non mi sembra un fatto fondamentale. Per quanto riguarda la persecuzione degli ebrei questa non era uno degli obiettivi del partito (cioé non s'è fatto eleggere per farli fuori), anzi furono prima gli ebrei a dichiarare guerra alla Germania il 24 marzo del 1933, ben prima delle leggi razziali. Quanto alla maggior potenza mondiale? Quale statista non vorrebbe realizzare questo obiettivo?

    Quanto alll'Italia: Mussolini era di Sinistra ed è rimasto di Sinistra, il Fascismo E' un'ideologia tendenzialmente di Sinistra, basta leggere il manifesto di San Sepolcro. La confusione nasce dal carattere estremamente nazionalista che assunse e dal fatto che per governare dovette trovare l'appoggio dei grandi imprenditori, della Monarchia e della Chiesa, assumendo così caratteri relativamente reazionari tipicamente di Destra. "Fascismo" è un termine che si rifà al termine "fascio" con cui si denominavano molte organizzazioni di sinistra fino ad allora. Poi il fatto che assunse come simbolo il fascio littorio, originariamente etrusco poi ripreso dai romani come emblema di potere, giustizia ed unità, è un altro discorso.

    Posso farti un discorso generale Bordonaro: la prima guerra mondiale aveva determinato una forte sfiducia delle popolazioni, e in alcuni casi anche proprio il crollo, dei sistemi liberali-parlamentari-democratici i quali avevano dimostrato la loro inadeguatezza nel far fronte alle necessità delle nazioni. Il malcontento generatosi aveva determinato la formazione e l'ascesa di partiti di carattere rivoluzionario e nazionalista (anche in Russia, benché il marxismo sia esplicitamente internazionalista, la rivoluzione aveva assunto caratteri nazionalistici) che aveva portato alla fine dei suddetti sistemi. Le dittature assumono un carattere tendenzialmente totalizzante, cioè il regime vuole radicalmente entrare nella vita dei cittadini, controllarli, eliminare qualsiasi opposizione ed educarli al culto del regime per creare un uomo nuovo e devoto al regime stesso. Dico tendenzialmente perché uno studio minimamente approfondito basta ad esulare il caso italiano che, fermo restando il controllo generale, non ha sottomesso la Monarchia, l'esercito (ad essa fedele) e la Chiesa, rimanendo quindi a metà strada con l'autoritarismo. Anche nel caso Tedesco e Russo comunque la totalizzazione rimase incompleta. La fine generalmente è da ricondursi o a sconfitte militari, o al crollo totale del sistema (vedi la Russia sovietica) o ancora ad un'attenuazione del regime come nel caso Cinese.

  • ?
    Lv 6
    9 anni fa

    LE DITTATURE DEL NOVECENTO. Questa evoluzione riflette la centralità acquisita dal problema della dittatura nella storia politica del Novecento e resa manifesta dal moltiplicarsi delle figure dittatoriali, da Hitler a Mussolini, da Franco a Salazar, da Stalin a vari leader rivoluzionari del Terzo mondo. Per dittatura si in tende oggi, forse con accezione troppo estesa, qualsiasi forma di governo non rispondente ai canoni della democrazia rappresentativa e dello stato di diritto. La diffusione e la varietà dei regimi dittatoriali ha stimolato gli studiosi a elaborare classificazioni tipologiche fondate su criteri differenti, quali la capacità coercitiva dispiegata, la natura dei ceti di governo e le loro finalità economiche e sociali: nel primo caso si distinguono dittature autoritarie, cesaristiche e totalitarie; nel secondo dittature politiche, militari e burocratiche; nel terzo dittature rivoluzionarie, modernizzanti e reazionarie. A questo approccio politologico-comparativo la ricerca storica ha aggiunto l'approfondimento dei casi nazionali, con particolare attenzione a quelli di Germania, Italia e Russia.

  • 9 anni fa

    una piccola sintesi richiederebbe molto spazio per rispondere.

    guarda cosa dice "giulio". egli ci ha provato

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