Racconto di Guy de Maupassant ...10 PUNTI!!!?

Non ricordo il titolo del racconto in cui si parla di morti che risvegliandosi escono dalle loro tombe e leggono quello ch'è scritto sulle loro lapidi. Restando sconcertate dalla falsità che alle volte viene trasmessa ai posteri ...

Non ricordo se sia proprio esattamente così, comunque il nocciolo della questione è quello.

Se qualcuno potrebbe anche aiutarmi ad avere non solo il titolo ma anche il testo del racconto gliene sarei grata ...

OVVIAMENTE 10 PUNTI GARANTITI ALLA RISPOSTA PIU' ESAUSTIVA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

GRAZIE GRAZIE GRAZIE

1 risposta

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  • 8 anni fa
    Migliore risposta

    La morta di Guy de Maupassant

    "L'avevo amata alla follia. Perchè amiamo? Non è strano che per qualcuno esista al mondo un solo altro essere, un solo pensiero, un solo desiderio? E che sulla sua bocca ci sia un nome solo: un nome che viene di continuo alle labbra, un nome che ne prorompe come l'acqua da una sorgente, che sale dalle profondità dell'anima e vien detto, ripetuto, mormorato ininterrottamente, dovunque, come una preghiera?

    Non racconterò qui la nostra storia. L'amore ne ha una solamente, sempre la stessa. L'avevo conosciuta e me n'ero innamorato, tutto qui. E avevo vissuto un anno nella sua tenerezza, tra le sue braccia, nelle sue carezze, nel suo sguardo, nelle sue vesti, nelle sue parole, avviluppato, legato, incatenato in tutto quanto veniva da lei, così completamente che non sapevo più se fosse giorno o notte, se ero vivo o morto, se ero sulla terra o altrove.

    E un giorno ella morì. Come? Non so, non so più. In una sera di pioggia fece ritorno a casa tutta bagnata, e il giorno dopo tossiva. Tossì un'intera settimana, poi si mise a letto. (...)

    Quando morì ricordo il suo sospiro lieve, quel lieve sospiro tanto debole: l'ultimo. (...)

    Sono uscito e mio malgrado senza rendermene conto, senza volerlo minimamente fare, sono andato verso il cimitero. Ho ritrovato la semplice tomba di lei, una croce di marmo che reca incise queste brevi parole:

    AMO',

    FU AMATA

    E MORI'.

    E lei è la sotto, imputridita. Che orrore!

    Singhiozzavo, la fronte sulla lapide.

    Mi sono trattenuto a lungo, molto a lungo. Poi mi sono accorto che giungeva il tramonto. Allora un desiderio particolare, un desiderio folle, un desiderio degno d'un amante disperato s'è impadronito di me. Ho voluto passare la notte vicino a lei, un'ultima notte, a piangere sulla tomba. (...)

    Quando fu notte piena, notte fonda, lasciai il mio rifugio e mi misi a camminare tranquillamente, ma senza far rumore, su quel suolo popolato da morti. Errai a lungo, a lungo, a lungo. Non mi riusciva di rintracciarla. (...) Tombe, tombe, tombe! Sempre tombe! A destra, a sinistra, davanti e me, intorno a me, dovunque tombe! Mi sedetti su una di esse, poichè non potevo più camminare, dato che le ginocchia mi si piegavano per la stanchezza. (...)

    Quanto tempo sono rimasto là? Non lo so. Ero paralizzato dal terrore, ebbro di spavento, sul punto di urlare, sul punto di morire.

    E d'improvviso mi parve che la lastra di marmo su cui ero seduto cominciasse a muoversi. Si muoveva come se qualcuno la stesse sollevando! D'un balzo mi spostai sulla tomba vicina e vidi - sì! - vidi alzarsi verticalmente la lastra che avevo appena lasciato e il morto apparire, uno scheletro ignudo che la sollevava con le spalle curve. Lo vedevo, lo vedevo con chiarezza, benchè quella fosse una notte tenebrosa. Potei leggere sulla croce:

    QUI RIPOSA JACQUES OLIVANT,

    DECEDUTO IN ETà DI ANNI 51.

    AMAVA LA FAMIGLIA,

    ERA BUONO E ONESTO.

    MORI' NELLA PACE DEL SIGNORE.

    Anche il morto leggeva le frasi scritte sulla sua tomba. Poi raccolse un sasso sul sentiero, un sasso aguzzo, e cominciò a cancellare, grattandole via, tutte quelle parole. Le cancellò completamente, con lentezza, fissando con le occhiaie vuote il punto dove prima erano incise. Poi la punta dell'osso che era stato il suo indice, scrisse in lettere fosforescenti come quelle che si traciano sui muri con i fiammiferi:

    QUI RIPOSA JACQUES OLIVANT,

    DECEDUTO IN ETà D'ANNI 51.

    CON CATTIVERIA AFFRETTO' LA MORTE DEL PADRE

    DAL QUALE DESIDERAVA EREDITARE,

    TORMENTO' LA MOGLIE E I FIGLI,

    IMBROGLIO' I VICINI DI CASA

    E RUBO' QUANTO GLI FU POSSIBILE.

    MORI' MISERABILE.

    Quand'ebbe finito di scrivere, il mostro rimase immobile a contemplare l'opera sua. Mi volsi indietro e m'acorsi che tutte le tombe s'erano scoperchiate, che tutti i cadaveri ne erano usciti e tutti avevano cancellato le menzogne scritte dai parenti sulle lapidi. Tutti avevano ristabilito la verità. (...)

    Sulla soglia della loro dimora eterna, adesso avevano scritto tutti la crudele, la terribile, la santa verità che tutti ignorano o fingono d'ignorare su questa terra. Mi venne in mente che anche la donna amata aveva dovuto tracciarla sulla sua tomba. E senza paura, oramai correndo fra i loculi semiaperti, tra cadaveri e scheletri, andavo verso di lei, sicuro che questa volta l'avrei rintracciata. La riconobbi da lontano, anche senza vederne il volto che era ancora avvolto nel sudario.

    E sulla croce di marmo dove poco prima avevo letto:

    "Amò, fu amata e morì", scorsi:

    USCI' DI CASA PER TRADIRE IL SUO AMANTE,

    PRESE FREDDO SOTTO LA PIOGGIA E MORI'.

    http://www.youtube.com/watch?v=CwrNZd_o9V0

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