Francy ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 9 anni fa

Cosa ne pensate di questo mio racconto?

È il primo capitolo del libro che sto scrivendo.

La schiena era pervasa dal bruciore, un dolore pulsante affliggeva il fianco destro. La corda, legata intorno ai polsi, sfregava la pelle.

Fottuti bastard. Con un gemito, Sloan si rigirò nel giaciglio di paglia e stracci. Il lezzo di sudore ed escrementi lo soffocava.

Passi risuonarono nel corridoio di pietra, Sloan si irrigidì. I passi si fermarono di fronte alla sua cella. Socchiuse gli occhi; il carceriere, in una pozza di luce, lo guardava. Con la mano destra prese il mazzo di chiavi appeso alla cintura e aprì la cella. «Muoviti maiale».

Sloan tese i muscoli. Il colpo arrivò allo stomaco, un rantolo gli uscì dalle labbra.

«Mettiti in piedi, sacco di merd!».

Sloan si inginocchiò e si alzò barcollando; fissò il carceriere, le labbra tese in un sorriso. Sarai il primo a morire. Strisciò i piedi verso di lui.

L’uomo arretrò. «Sbrigati, stronz».

Percorsero il corridoio, il suono dei loro passi che rimbombava. Gemiti, singhiozzi e conati di vomito provenivano dalle celle.

«Aiuto…».

Il carceriere si fermò e si voltò verso la cella da cui era provenuta la voce flebile. Alzò la lanterna e illuminò il viso del prigioniero; l’uomo abbassò lo sguardo e si ritrasse nell’ombra.

«Parla ancora e ti mozzerò la lingua». Diede un calcio alla sbarre.

Sloan strinse gli occhi. Vi libererò.

Arrivarono alla fine del corridoio e il carceriere aprì la porta. Sbatté Sloan contro il tavolo in mezzo alla stanza e lo colpì alla nuca con la lanterna. Le ginocchia crollarono, la vista si annebbiò. Il carceriere lo afferrò e lo sospinse sopra il ripiano di legno. Sloan chiuse gli occhi e li riaprì: l’uomo era davanti al camino e attizzava il fuoco, il viso sorridente. «Che ne pensi se ti marchio, eh?». Il carceriere alzò lo sguardo e si bloccò; spalancò gli occhi e con un tonfo si accasciò sul pavimento.

Una donna comparve davanti a Sloan. Era avvolta in un mantello nero e i capelli bianchi le sfioravano il collo.

Sloan batté le palpebre. «Chi sei?». La vista ondeggiò.

Occhi azzurri si posarono su di lui. «Un’amica che è venuta a salvarti». Tirò su la manica del mantello e mostrò l’avambraccio sinistro. Una spirale blu, impressa nella pelle raggrinzita, lo avvolgeva.

Sloan digrignò i denti. «Sei una strega! Avete aiutato i traditori».

La vecchia fece una smorfia. «Non tutte le sacerdotesse ti sono nemiche». Si fermò a un passo da lui e gli posò le mani sulla fronte. «Sono la tua unica speranza di salvezza, fidati di me».

Un brivido corse lungo la schiena di Sloan. Il dolore pulsante e il bruciore scomparirono, insieme alla fame e alla stanchezza; la vista ritornò come prima, le corde intorno ai polsi si tagliarono.

«Andiamo». La sacerdotessa si voltò e uscì dalla porta da cui era entrato, seguita da un globo di luce sospeso a mezz’aria.

Sloan si alzò e si fermò a fissare il carceriere steso a terra, le mani chiuse a pugno. Il cuore gli premeva contro il petto; immaginò di afferrargli i capelli brizzolati e di sbattergli la testa contro la pietra, le ossa che scricchiolavano, il sangue che schizzava…

Una mano si posò sulla sua spalla, Sloan sobbalzò.

«Verrà il momento di fare giustizia. Non ora, però, e non qui». La sacerdotessa. «Vieni, il tempo è scarso».

Giustizia, non vendetta. Sloan scosse il capo e la seguì nel corridoio.

«Ti prego, principe…». La stessa voce flebile.

Sloan si immobilizzò. «Sacerdotessa, liberali».

La donna continuò a camminare. «Non posso liberare e guarire tutti, mi stancherei troppo».

«Sacerdotessa, questo è un ordine!».

La sacerdotessa si voltò verso di lui e posò le mani sui fianchi, gli occhi di ghiaccio. «Usa il cervello! Se mi stanco non potrò portarti in salvo e questi uomini saranno condannati per sempre».

Delle urla arrivarono attutite.

La sacerdotessa sospirò. «Ci hanno scoperto». Nella mano destra le si materializzò una spada di luce. «Tieni». Sloan strinse l’elsa.

Corsero lungo il corridoio, la sacerdotessa spalancò la porta e si trovarono sotto il cielo stellato. Aria calda avvolse Sloan, l’odore di salsedine gli riempì le narici; alle orecchie gli giunse il suono dell’oceano che si infrangeva contro gli scogli.

«Sii pronto a saltare quando te lo dico» disse la sacerdotessa. Il globo di luce scomparve.

«Eccoli!». Dei soldati erano in cima alla torre di fronte a loro. Scesero le scale e corsero lungo il ponte di pietra. Un boato, il pavimento tremò. Il ponte crollò e i soldati caddero urlando nel vuoto.

La spada nella mano di Sloan scomparve.

«Sono stanca». La donna barcollò. «Sono vecchia. Sai nuotare, vero? Ti raggiungerò tra poco». La voce era affannata.

Sloan scosse il capo. «Non ti lascio qui».

La porta dietro di loro si aprì, una donna vestita di bianco e dai corti capelli castani si stagliò sull’uscio. La sacerdotessa si librò in aria. «Salta, principe! Vattene!».

La donna in bianco lo guardò e impallidì.

Sloan corse e salì sopra la merlatura.

Aggiornamento:

Sloan corse e salì sopra la merlatura. Abbassò lo sguardo: l’oscurità avvolgeva la torre. La sacerdotessa, alle sue spalle, strillò.

Il cuore batteva all’impazzata; chiuse gli occhi, prese fiato e saltò.

L’aria gli sferzò la pelle, i capelli e le brache si alzarono. L’acqua fredda lo inghiottì; mosse le gambe e le braccia, con un brivido riemerse. Un’onda lo trascinò contro gli scogli, si aggrappò alla roccia viscida e si tirò su. Si sedette sopra una sporgenza.

Abbassò lo sguardo e afferrò la testa tra le mani: le grida giungevano dalla cima della torre. Salvati sacerdotessa, ti prego, salvati.

Potete trovare il seguito qui: http://ilvascellodegliscrittori.forumfree.it/ :)

5 risposte

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  • Lyanna
    Lv 6
    9 anni fa
    Risposta preferita

    È bello trovare in questa sezione qualcuno che sa scrivere come il sacro Manuale richiede. L'unico appunto che mi sento di farti è che io avrei aggiunto qualche dettaglio in più dall'interno del personaggio, non so se mi spiego bene. Cioè, il punto di vista è fisso e va benissimo, ma le poche "sensazioni" mi hanno dato un'idea di freddezza, di poca empatia con il personaggio.

    E, seconda, cosa, secondo me non serve ripetere il nome ogni tre secondi. In alcuni punti è comunque sottinteso.

    In ogni caso, molto buono, scritto bene e coinvolgente. Appena ho un po' più di tempo libero vado a cercare come continua.

  • Anonimo
    9 anni fa

    Mi piace molto... un consiglio? qualcuno potrebbe fregartela...quindi meglio se la prossima volta eviti di scriverla qui.Comunque se vuoi aggiungimi tra i tuoi contatti per farci una bella chiacchierata e darci dei consigli,anche a me piace scrivere.

  • 4 anni fa

    Se cerchi una cura per l'iperidrosi ti onsiglio questa http://miracoloperiperidrosi.latis.info/?52m5

    Gli individui affetti da sudorazione eccessiva tendono a produrre grandi quantità di sudore nelle aree interessate (ad esempio, sudorazione del palmo delle mani), e ad avere indumenti costantemente umidi. Questo può causare imbarazzo nelle attività lavorative e nella vita sociale, anche se la sudorazione eccessiva non è, di per se stessa, causa di cattivo odore.

  • Ojama_
    Lv 5
    9 anni fa

    se vuoi puoi pubblicarlo anche qui, se sei interessata leggi bene alla sezioni 'invia un'opera'

    http://thebestminds.altervista.org/

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  • 9 anni fa

    mi sono addormentato al secondo rigo!!!

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