Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaArte e cultura - Altro · 9 anni fa

Apollo e Dafne di Bernini ?

Qual'e il significato della frase posta sul basamento:

"Il Piacer dopo il quale corriamo o non si giunge mai, o quando si giunga ci riesce amaro nel gustarlo"

1 risposta

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  • Anonimo
    9 anni fa
    Risposta preferita

    La scena è spettacolare e terribile al tempo stesso. Rincorsa da Apollo Dafne si protende in avanti, la sua metamorfosi si compie ed è visibile nelle mani che prendono la forma di rami e di foglie, i capelli e le gambe si trasformano in tronco e i piedi in radici; Apollo la guarda incredulo, ma trattandosi di un Dio razionale, rimane impassibile, invece lo sguardo della Ninfa è al contempo sbigottito e pieno di terrore.

    Il confronto con il testo letterario e con il valore evocativo della parola scritta costringeva Bernini ad inventare una figurazione inedita per creare un effetto di spettacolarità e verosimiglianza, una prova che supera brillantemente. Il Mito ha naturalmente un risvolto moraleggiante, interpretabile anche in chiave cristiana, è per questo motivo che poteva tranquillamente essere esposto nella casa di un cardinale, l'interpretazione allegorica, non è particolarmente difficile, ma per comprenderlo meglio si possono usare le parole del distico di Maffeo Barberini scritto per essere esposto sul basamento:

    "Il Piacer dopo il quale corriamo o non si giunge mai, o quando si giunga ci riesce amaro nel gustarlo"

    In realtà l'iscrizione recita: "Qisquis amans sequitur fugitivae gaudia formae fronde manus implet baccas seu carpit amaras" Che significa: "Chi amando insegue le gioie della bellezza che fugge riempie la mano di fronde e coglie bacche amare"

    Nell'ottica cristiana il significato è quello della difesa della virtù della donna che sfugge alle insidie del piacere fino alle estreme conseguenze e la delusione amara per l'amante che ha inseguito un piacere effimero.

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