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Perché tanti atei e agnostici subiscono la benedizione pasquale del parroco...?

... oppure fingono di non essere in casa, anziché dire chiaramente al prete: "No, grazie, non sono credente" ?

Mi riferisco ovviamente a coloro che abitano per conto proprio o con altri non credenti.

Io penso che sia importante farlo, affinché la Chiesa cominci a rendersi conto che i non credenti sono in aumento e che non si fanno più intimorire da una tonaca simbolo di tradizioni considerate "intoccabili".

Si sente sempre parlare di dialogo interreligioso e di apertura verso le altre religioni, ma di atei non si parla quasi mai, come se non esistessero. E far finta che una realtà non esista è il modo migliore per mantenere un tabù.

Non credete che la colpa sia anche dei tanti, tantissimi non credenti che continuano a osservare rituali a cui non credono e non hanno il coraggio di manifestare apertamente il loro "orgoglio ateo"?

Aggiornamento:

@tramonto blu: troppo abituati a mettere il becco ovunque voi credenti, vero? Chi ti ha chiesto niente? La mia domanda è motivata anche e soprattutto dalla vostra arroganza. E per fortuna che il vostro leader elogiava i mansueti e gli umili!

Aggiornamento 2:

@- : certo che non è una guerra. Anch'io gli ho dato la mano e ci siamo fatti gli auguri, ma trovo da vili non avere il coraggio di dire no alla benedizione. E un sacco di gente non ha il coraggio di farlo.

Aggiornamento 3:

@Erchemperto: un corteo di orgoglio ateo lo hanno organizzato alla grande negli Stati Uniti, la settimana scorsa. E' il "Reason Rally" o Raduno della Ragione. E questo in un paese dove un ateo non avrebbe la minima possibilità di diventare presidente e dove il creazionismo sta conoscendo un inquietante revival. In Italia esiste il UAAR, Unione Atei e Agnostici Razionalisti, che incoraggia gli sbattezzi e che ha elogiato il Reason Rally. Ma gli italiani che hanno il coraggio di dichiararsi atei sono ancora pochi e la mia domanda nasce proprio da questa realtà. Se tu pensi che tanti sedicenti atei siano in realtà credenti, io penso esattamente il contrario. Che la maggioranza dei sedicenti credenti non creda a una parola di quanto sente dire a messa, tanto che poi giurano il falso quando si sposano (che non useranno contraccettivi ad esempio) e nella loro vita quotidiana fanno quello che gli pare. Se credessero davvero nel giudizio divino, dovrebbero avere una paura tremend

Aggiornamento 4:

(continua) ... dovrebbero avere una paura tremenda dell'inferno, non credi?

Aggiornamento 5:

@john doe: già, ma a forza di essere tolleranti i preti continuano a non pagare le tasse, mentre parte delle tue imposte vanno nelle tasche del Vaticano, anche se hai destinato il tuo 8 per mille allo stato. A forza di essere tolleranti, nel nostro paese non è ammessa l'eutanasia, nè il suicidio assistito, la ricerca sulle staminali e sugli embrioni è soggetta a mille limitazioni e perfino il diritto di aborto viene troppo spesso messo in discussione (l'80% dei medici sono obiettori di coscienza e ci sono donne che hanno dovuto attraversare mezzo paese per poter esercitare il loro diritto all'aborto).

Chi è allora che non rispetta chi? Se la tolleranza limita la mia libertà di pensiero e i miei diritti, allora mi sento in dovere di essere intollerante.

13 risposte

Classificazione
  • 9 anni fa
    Risposta preferita

    La tua domanda mi è piaciuta molto, personalmente sono 2 anni che vivo da solo e quando passa qui il prete io sono a lavorare.

    Penso che mi comporterei come tu stessa dici che sarebbe meglio non comportarsi, farei finta di non essere a casa (avendo il videocitofono non mi sfugge :-D). Il perchè sinceramente non lo so, credo che eviterei discussioni o per lo meno il giudizio altrui (prete, vicini di casa ecc....). Mi rendo conto che è un comportamento apparentemente insensato ma che comunque non ha a che vedere con la religione ma con il giudizio sociale. E' altresì vero che a me la vita, egoisticamente, non cambia sia se gli dico che non gradisco la benedizione e sia che io faccia finta di non esserci, direi proprio che è una scelta di comodo la mia.

    Dove il dichiarare il mio ateismo è servito l'ho fatto.

  • Anonimo
    9 anni fa

    io l'ho fatto entrare, si chiama ospitalità.

    ci siamo presi un caffè insieme e abbiamo parlato del più e del meno..quando mi ha chiesto riguardo la benedizione gli ho detto di non credere con educazione e ha apprezzato

    non è una guerra..

  • Anonimo
    9 anni fa

    La mia famiglia non è cattolica; quando è venuto il prete per benedire la casa gli ho detto che non eravamo cattolici, ma che avremmo certamente apprezzato una benedizione fatta da lui.

    Non ci vedo nulla di male: è un augurio di bene, se è fatto sinceramente. Perché innescare "litigi freddi" su queste cose?

  • 9 anni fa

    Io se non sono in casa (perchè il prete passa quando sono al lavoro) lascio sempre un biglietto attaccato lalla porta spiegando che, poichè noi non siamo cristiani, la sua benedizione non è richiesta nè necessaria, e di passare oltre in pace.

    Sono un Pagano, perchè dovrei permettere al rappresentante di un'altra religione di fare quello che vuole in casa mia?

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  • 9 anni fa

    Io sono agnostico, anche se più passa il tempo e più la parola "ateo" mi attira a sè.

    Parto da questo presupposto per dire che la laicità di un paese dovrebbe prendere le distanze dall'usanza del prete di benedire la casa.

    Chi vuole la benedizione ne faccia richiesta! E' anche un modo per il prete di ottimizzare il tempo, no?!

    Non parlo di educazione o di ospitalità; per me un prete può anche venire a casa mia per un caffè, ma non deve venire a casa mia per "convertirmi" o per parlarmi di messaggi vari che a me non interessano.

    In quel caso non è benvenuto in quanto mera "visita di lavoro".

    Se poi la domenica mattina è utilizzata dal sottoscritto per dormire dopo aver fatto un pesante turno di notte e arriva la scampanellata del prete...beh, quel sottoscritto non può essere tollerante.

  • 9 anni fa

    Touché!

    Hai centrato la bontà della coerenza di gran parte di atei che sono dei religiosi ai quali certi vincoli di coerenza del cristianesimo non andavano bene...

    Meglio non affrontare direttamente le argomentazioni di un parroco che li conosce...

    In fondo, se uno percorre seriamente un cammino che lo porta a delle conclusioni che non gli permettoni di affermare l'esistenza di Dio, non ha nessun problema ad affrontare discussioni essendo libero di affermare le proprie convinzioni e libero di ascoltare le altrui convinzioni senza perdere nulla...

    E invece molti atei sono dei religiosi atei, cioè persone che abbracciano l'ateismo per sfuggire ad una coerenza di vita cristiana che gli sta stretta....

    Io con i veri atei ci dialogo pur essendo cattolico...

    In questa sezione è impossibile con presunti atei discutere paritariamente...

    Inconsapevolmente assumono il fanatismo cieco e la militanza ottusa e dogmatica di certe forme di religiosità....Però in ambito virtuale...

    Nella storia di tutti giorni o scappano o subiscono per strane convenenze...

    ANcora, lo sbattezzo....Pochi hanno il coraggio di andare di persona a presentare la domanda di modifica anagrafica e ricorrono alla raccomandata "anonima".....

    Ma se uno è convinto delle proprie idee, dovrebbe essere fiero e sicuro di presentare la domanda....

    E invece solo raccomandate...Sempre che sia vero che le abbiano inviate...

    Non mi risulta, nelle parrocchie che frequento, che vi sia una marea di richieste....

    Eppure leggendo gli interventi in sezione mi sembra che le poste italiane dovrebbero annaspare sotto il numero di richieste di variazione anagrafica dei registri parrocchiali....

    Perché non organizzare cortei di "orgoglio ateo" ?!

    Così potrebbero rinfrancarsi contandosi....

  • Anonimo
    9 anni fa

    Io una volta ho aperto la porta a un prete e sull'uscio gli ho detto "no grazie" e ho tentato di chiudere, ma lui ha infilato un piede per bloccarla.. allora gli ho detto che non sono cristiano.

  • Anonimo
    9 anni fa

    fare qualcosa contro la propria volontà non è indizio di forte personalità e intelligenza. Non tutti gli atei sono così'.

  • 9 anni fa

    Non mi sembra chissà che, semmai un vero cambiamento sarebbe smettere di battezzare i propri figli quando non sono nemmeno coscienti di se stessi.

  • 9 anni fa

    perche' semplicemente e' brutto offendere una persona che profondamente ci crede.

    e poi, devi pensare che per un ateo ora, la chiesa non e' piu' pericolosa come 200 anni fa, non si rischia piu' la pelle a fare l'ateo.

    un vero ateo si sente superiore ad una persona spirituale e tende a guardarli con una certa "sufficienza".

    al mondo ci sono 1.300mil cattolici misto mare

    1.500mil mussulmani

    35mil ebrei

    il resto sono animisti ed interisti, e per fortuna e non hanno mai rotto le palle a nessuno.

    noi siamo tolleranti, loro no.

    Fonte/i: settimana enigmistica.
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