riassunto vita di mandela?

riassunto breve

5 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    9 anni fa
    Risposta preferita

    Nelson Mandela faceva parte di una tribù xhosa della quale suo padre era capo. Gli xhosa erano un popolo fiero con una lingua eufonica e espressiva e una forte credenza nell’importanza delle leggi, dell’istruzione e della cortesia. La tribù xhosa godeva di un ordinamento ordinato e armonioso e ogni abitante di questa tribù apparteneva a un clan . Nelson Mandela era un membro del clan “Madiba”. Nel corso degli anni molte persone hanno detto che Mandela fosse un successore al trono thembu, ma questo non era vero. Il padre invece era un consigliere del re, infatti dopo la morte del re Jongilizwe, fu molto importante per la decisione del successore. Nelson Mandela nacque dalla terza moglie del padre, infatti quest’ultimo aveva quattro mogli. Quando Mandela era ancora molto piccolo, al padre fu tolto il titolo di capo della tribù in seguito ad alcuni contrasti. Successivamente la madre di Nelson si trasferì a Qunu, un villaggio a nord di Mvezo dove essi conducevano una vita modesta. La popolazione di questo villaggio ammonta a circa un centinaio di persone, i quali vivevano in capanne circolari con le pareti di fango e aventi un palo di legno al centro che sosteneva un tetto d’erba. Il pavimento era costituito da formicai frantumati e per tenerlo liscio lo si spalmava con lo sterco di mucca. L’unica apertura per uscire era un porta bassa. Solitamente le capanne erano raggruppate in una zona residenziale lontana dai campi di mais. Non vi erano strade ma pochi sentieri, tracciati da persone che camminavano a piedi nudi. Le donne e i bambini indossavano coperte tribali tinte di ocra. Vi erano persone che vestivano all’occidentale, ma erano molto pochi. Ciò che stava attorno a Qunu erano solo pochi pioppi su una collina sopra il villaggio. Anche la terra era proprietà dello stato, infatti a quei tempi i sudafricani, tranne qualche eccezione, non potevano possedere terre e per avere un apprezzamento di terra dovevano pagare un affitto allo stato. Vi erano solo due scuole elementari molto piccole. I loro alimenti erano maggiormente il mais, il sorgo, i fagioli e le zucche, ma non perché li preferissero ad altri, ma perché non potevano permettersi cibi più vari. I più ricchi invece aggiungevano all’alimentazione cibi più costosi come il caffé e lo zucchero. La vita in questi villaggi era molto dura: l’acqua per coltivare, cucinare e lavare bisognava prenderla con i secchi dalle sorgenti e dai torrenti e questo era un compito delle donne. Nel villaggio si vedevano pochissimi uomini, perché quest’ultimi stavano quasi tutto l’anno impegnati a lavorare, nelle fattorie o nelle miniere d’oro e tornavano a casa massimo due volte l’anno. L’istruzione in questi villaggi era quasi sconosciuta: vi erano solo pochissime persone che sapevano leggere e scrivere. La madre di Nelson Mandela aveva la giurisdizione su tre capanne. Nella cultura africana i figli degli zii o delle zie non erano considerati cugini ma fratelli e sorelle. Durante la sua infanzia Nelson Mandela giocava nel Veld con gli altri bambini. Molti bambini non uscivano a giocare ma stavano con le mamme e questi erano considerati delle femminucce. Quando calava la sera si dividevano i pasti. Mandela all’età di cinque anni cominciò a fare il pastore; gli xhosa sono molto affezionati al bestiame, anche perché credevano che gli animali fossero una benedizione di Dio. In questi anni da pastore, Nelson Mandela imparò svariate cose come colpire gli uccelli con la fionda, raccogliere frutti, mangiare latte appena munto e combattere con il bastone. Nel 1960 il collegio universitario di Fort Hare era l’unico centro d’istruzione superiore a cui potevano accedere i neri del Sudafrica. Fort Hare fu fondato nel 1916 da missionari scozzesi e fu costruito su un basamento di roccia e vicino al fiume Tyumie che lo proteggeva come un fossato. Mandela, divenuto più grande, si iscrisse in questo college.

    Fonte/i: Ecco qua!:-)
  • 7 anni fa

    Il regime tiene Mandela in gattabuia ma è sempre lui il simbolo della lotta e la testa pensante della ribellione. Nel febbraio del 1985, cosciente di questo stato di cose e ben consapevole che ormai non si poteva più toccare un tale simbolo, pena la ribellione di vasti strati dell'opinione internazionale, l'allora presidente sudafricano Botha offre a Mandela la libertà purché rinneghi la guerriglia. Anche la terra era proprietà dello stato, infatti a quei tempi i sudafricani, tranne qualche eccezione, non potevano possedere terre e per avere un apprezzamento di terra dovevano pagare un affitto allo stato. Vi erano solo due scuole elementari molto piccole. I loro alimenti erano maggiormente il mais, il sorgo, i fagioli e le zucche, ma non perché li preferissero ad altri, ma perché non potevano permettersi cibi più vari. I più ricchi invece aggiungevano all’alimentazione cibi più costosi come il caffé e lo zucchero. La vita in questi villaggi era molto dura: l’acqua per coltivare, cucinare e lavare bisognava prenderla con i secchi dalle sorgenti e dai torrenti e questo era un compito delle donne. Nel villaggio si vedevano pochissimi uomini, perché quest’ultimi stavano quasi tutto l’anno impegnati a lavorare, nelle fattorie o nelle miniere d’oro e tornavano a casa massimo due volte l’anno. L’istruzione in questi villaggi era quasi sconosciuta: vi erano solo pochissime persone che sapevano leggere e scrivere. La madre di Nelson Mandela aveva la giurisdizione su tre capanne. Nella cultura africana i figli degli zii o delle zie non erano considerati cugini ma fratelli e sorelle. Durante la sua infanzia Nelson Mandela giocava nel Veld con gli altri bambini. Molti bambini non uscivano a giocare ma stavano con le mamme e questi erano considerati delle femminucce.

  • Anonimo
    7 anni fa

    Nelson Mandela(madiba è il suo nome all’interno del clan di appartenenza dell’etnia) è stato il primo presidente ad essere eletto dopo la fine dell’ apartheid nel suo paese e ad ricevere il premio nobel per la pace nel 1993.

    Fu uno dei leader del movimento anti-apartheid ed ebbe un ruolo nella caduta di tale regime,

    pur passando in carcere 25 anni.

    All’inizio degli anni ’9o,venne eletto presidente nel 1994,nelle prime elezioni multirazziali del sudafrica rimanendo in carica fino al 1999,il suo partito è rimasto da allora initerrottamente al governo del paese.

    All’età di 22 anni mosse i primi passi verso la conquista della libertà degli uomini nel 1941.

    Da giovane studente di legge,mandela fu coinvolto nell’opposizione al minoritario remìgime sudafricano,che negava i diritti politici,sociali,civili alla maggioranza nera sudafricana.

    Unitosi all’african National congress(a.n.c.)nel 1942,due anni dopo fondò l’associazione giovanile youth league.

    Dopo la vittoria elettorale del 1948 da parte del partito nazionale,attore di una politica pro-apartheid di segregazione razziale,Mandela si distinse nella campagna di resistenza del 1952 organizzata dalla a.n.c,ed ebbe un ruolo importante nell’assemblea popolare del 1955,la cui adozione della carta della libertà satabilì il fondamentale programma della causa anti-apartheid.

    Coinvolto nella battaglia di massa,fu arrestato insieme ad altre 150 persone il 5 dicembre 1956,e accusato di tradimento.

    Seguì un aggressivo processo durato dal 1956 al 1961 al termine del quale tutti furono assolti.

    La vita in carcere

    Il regime tiene Mandela in gattabuia ma è sempre lui il simbolo della lotta e la testa pensante della ribellione. Nel febbraio del 1985, cosciente di questo stato di cose e ben consapevole che ormai non si poteva più toccare un tale simbolo, pena la ribellione di vasti strati dell'opinione internazionale, l'allora presidente sudafricano Botha offre a Mandela la libertà purché rinneghi la guerriglia. In realtà, l'accusa di sovversione armata, l'accenno alla guerriglia appunto, è solo un modo per gettare discredito sulla figura di Mandela, prospettando il fatto che fosse di base un personaggio predisposto alla violenza. Ad ogni modo Mandela rifiuta l'offerta, decidendo di restare in carcere. Nel 1990 su pressioni internazionali e in seguito al mancato appoggio degli Stati Uniti al regime segregazionista, Nelson Mandela viene liberato.

  • Che ne pensi delle risposte? Puoi accedere per votare la risposta.
  • Anonimo
    9 anni fa

    bella vita.

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.