Qual è il vero senso di "non abbiamo scelta" perchè siamo come una canna di bambù vuota e l' esistenza si?

serve di noi come di un flauto, suonando attraverso di noi la sua melodia?

Grazie a tutti e buona domenica

Alba

Aggiornamento:

@ PER TUTTI

E' davvero un' impresa scegliere una sola miglior risposta. Difficile davvero. Per questo voglio ringraziarvi personalmente uno per uno, perchè tutti mi avete donato pensieri stupendi e ulteriori riflessioni importanti. Il mio grazie di cuore ad Universitaria e al suo pensiero che condivido, a Fulmine che scrive spesso piccole perle di saggezza, a Phanter che mi ha dato una riflessione in più. Ad Allison dolcissima, Tabish prezioso collaboratore, Zeus realista e romantico un kiss anche a te di cuore. Karma, Mid Night, Ursus tutti pensieri bellissimi e validi per riflettere, Stella di mare dona una profonda verità e Steo preziose parole scritte di cuore.

Ma l' illusionista è colui che amo con tutta l' anima e il suo pensiero è dentro di me, in ogni cellula del mio corpo. Ma se lo sceglierò, non sarà solo per amore ma perchè quello che scrive è poesia per me.

Grazie a tutti di cuore

Alba

13 risposte

Classificazione
  • 9 anni fa
    Risposta preferita

    Bella domanda. Credo che si possa spiegare ciò che dici con il concetto di "necessità" di Simone Weil. Qualcosa si pone come "necessaria", "scelta obbligata" allora quella necessità, non voluta da noi, ci indica il cammino per il quale si è chiamati, e in senso più lato, la Volontà divina.

    "Non posso non farlo", questo è il concetto di necessità. Però la libertà è mantenuta. Ad esempio il "non poter non aiutare" qualcuno rimane una questione di sensibilità personale e dunque di scelta.

    C'è chi passa accanto a gente che sta malissimo ed è indifferente, e chi trova "necessario" prestare aiuto. In questo modo si delinea un cammino, più sei sensibile e più ti sensibilizzi, meno ti presti e meno ti presterai perchè ti allontani semprer più dalla dimensione che eviti di prendere in considerazione. Ciao!

  • Anonimo
    9 anni fa

    Beati quelli che capiscono le tue domande :’D

    Io non ne ho mai capita una. :-))

  • Anonimo
    9 anni fa

    L'esistenza è come un fiume in piena, non possiamo fare altro che lasciarci andare e attendere che la piena passi.

    Kiss Alba

  • Effettivamente quello della scelta è un cruccio che non mi da pace. Attualmente sono in una fase in cui sono convinto di scegliere fra non scelte. Come se mi si parasse di fronte un campionario di opzioni ed eventualità fra cui posso si scegliere, ma che parte da una condizione patologica della libertà di scelta stessa, ed è quella per la quale non scelgo fra cosa scegliere.

    Conoscendo le conseguenze del mio operato posso evitare di fare determinate scelte o farne altre, ma non sono io che stabilisco le "regole" del gioco. Hai presente i giochi ? Le loro regole e quant' altro...ecco sono una sorta di pedina del gioco piuttosto che il giocatore, mosso dalla mano della necessità..non quella ordinaria che ci si potrebbe immaginare, ma quella che fa di me ciò che sono e che per tanto non mi rendo libero di non poter essere ad esempio.

    Fino ad ora ho smesso di essere tante cose, per liberarmi da più vincoli possibili: ho smesso di essere credente, poi ho smesso di essere ateo, ho smesso di ascoltare un determinato genere di musica e poi quello successivo, ho smesso con un sacco di attività sportive e con un sacco di persone, ma ancora non riesco a smettere di essere...è il vizio più difficile da levare, anzi è l'unico da cui non si guarisce. Non abbiamo scelta vuol dire proprio questo, non potersi sottrare in alcun modo all' essere, ma forse questa stessa tendenza al nichelismo è il sintomo di una visione del mondo e di me dentro ad esso che non va. Per fortuna ho trovato dei rimedi contro i piagnistei egoici, e un po' rassegnato continuo ad elimosinare me stesso all' esistenza, giusto per tirare avanti un altro giorno ancora.

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  • 9 anni fa

    Buona domenica a te,

    per quanto riduttivo possa sembrare il pensare che noi nn siamo affatto padroni del nostro destino, ma siamo appunto canne vuote mosse dal vento della casualità, bisogna considerare che ciò risponde al vero al 90% dei casi. Veniamo al mondo nudi, sporchi e in lacrime, e da lì in poi le cose nn fanno che peggiorare. Non scegliamo che aspetto avere, chi siano i nostri genitori, che lingua parlare, in che periodo storico nascere...

    Per citare Patton, non siamo altro che "schegge galleggianti sul fiume del destino".

    In un certo senso, nn siamo nemmeno responsabili del nostro carattere, dato che quest'ultimo nn è un qualcosa di "innato" (innate semmai possono essere le inclinazioni, i talenti), ma è frutto a sua volta di un processo di apprendimento e di socializzazione che ha per agenti principali i nostri genitori. La personalità di base, nn a caso, si forma nel corso dei primi dieci anni di vita. Quindi...

    Detto questo, tutto quello che possiamo fare, secondo me, è fare del nostro meglio con i mezzi che ci sn stati dati, belli o cattivi che siano.

    Il fatto di essere dei "deterministi" però nn significa la negazione radicale di ogni possibilità, il libero arbitrio esiste ancora. Non si tratta di essere dei fatalisti. Come insegna Kierkegaard: io nn posso scegliere tra l'essere me stesso e il nn essere me stesso, ma ciò (questo lo aggiungo io) nn mi impedisce di dare il mio meglio e di affrontare i mille problemi che la quotidianità mi impone.

    Volendo correggere il tiro, nn è che noi "nn abbiamo scelta", è più un "possiamo scegliere all'interno di un insieme finito di possibilità", come a dire: ognuno di noi ha a disposizione, fin dalla nascita, un ventaglio "limitato" di scelte, a seconda di quelle che sn le nostre attitudini, del contesto socio-economico e persino di quello che chiamiamo "carattere".

    Destino e carattere, d'altronde, sono i due nomi d'un medesimo concetto.

    Fonte/i: Riflessioni personali
  • Tabish
    Lv 7
    9 anni fa

    Il dire "non abbiamo scelta" rispetto a qualcosa che l'esistenza ci pone davanti è, in realtà, una scelta come un'altra.

    Noi abbiamo SEMPRE la possibilità di scegliere, anzi siamo sempre costretti a scegliere e persino il non scegliere E' una scelta.

    Noi facciamo la melodia e la suoniamo in accordo o in disaccordo con le melodie altrui.

  • 9 anni fa

    Se hai molto valore qualunque cosa esiga, te la danno, vedendoti come quercia secolare. Chi non ha tanto coraggio si fa flato dei forti. In parole povere, i mediocri dicono: la quercia mi sovrasta e mai la supero. Vivrò da canna, e penserò e dirò come i miei capi. E' vile e bugiardo, come ragionamento, ma è il più diffuso. Ciao.

  • Il vero senso sta nell'interpretazione che è soltanto soggettiva, infatti il senso è dato da come ognuno di noi interpreta quella melodia che varia continuamente in funzione di come l'esistenza si manifesta in infinite melodie, ma non abbiamo scelta proprio perché sarà solo la melodia capace di entrare in sintonia con la nostra intima melodia che verrà percepita come sentita e vera, e questo proprio perché non siamo capaci noi di accordarci alla giusta melodia mentre dovremmo cercare di farlo magari anche cercando di modificare le intime convinzioni .

  • 9 anni fa

    il vero senso non lo so, ma il mio senso è che è vero che non abbiamo scelta; non possiamo non scegliere,la vita è una continua scelta e quindi non abbiamo scelta: dobbiamo scegliere e possiamos cegliere se essere canna vuota al vento o no.

  • Abbandonarsi alla vita, lasciare che essa fluisca liberamente dentro di noi. Interpreto così la tua domanda.

    :)

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