dove potrei acquistare olio di semi scaduto(ovviamente a basso costo)?

premetto che non mi serve per uso alimentare, quindi vorrei sapere che fine fanno tutte le bottiglie scadute nei supermercati e se si possono reperire a basso costo in qualche discount...grazie

p.s:solo risposte serie

2 risposte

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  • 9 anni fa
    Risposta preferita

    1) cos’ è l’ olio di colza?

    L’ olio di colza è ricavato dai semi della brassica napus oleifera, una pianta erbacea della famiglia delle brassicaceae dai fiori giallo intenso o bianchi a seconda delle varietà. La sua coltivazione è diffusa soprattutto nei paesi temperati e nordici e il principale produttore è oggi la cina con circa 36 milioni di ton. Nel 2003. Segue subito dopo l’ unione europea con circa 9,5 milioni di ton..

    Dai residui solidi dell’ estrazione dell’ olio si ottiene un panello solido che viene usato spesso qui in europa per l’ alimentazione del bestiame come alternativa alla soia che dobbiamo ancora importare dagli stati uniti.

    L’ olio di colza non è utilizzabile puro a fini alimentari per il suo alto contenuto di acido erucico (c22h42o2), un acido grasso monoinsaturo a 22 atomi di carbonio che è tossico per l’ uomo. Il suo uso è quindi vietato in concentrazioni > 5% di acido erucico nelle margarine e negli oli di semi vari a scopo alimentare, dove è comunque presente.

    2) uso come carburante diesel

    e’ sempre più urgente, negli ultimi anni, la necessità di sostituire il gasolio per autotrazione e riscaldamento ricavato dal petrolio con altre fonti di energia. Un’ alternativa possibile sembrano essere gli oli vegetali che hanno una combustione più pulita perchè bruciano meglio senza aumentare il contenuto di anidride carbonica nell’ atmosfera come gas serra e non contengono zolfo.

    L’ olio di colza è uno dei più diffusi a questo scopo ma, come per tutti gli altri oli vegetali, non può essere usato come tale nei motori diesel moderni, dotati di iniezione elettronica come il sistema “common rail”; la sua viscosità creerebbe infatti occlusioni e la combustione incrostazioni carboniose che rovinerebbero presto l’ intero sistema di iniezione e i filtri del gasolio.

    Solo i vecchi motori diesel possono usare l’ olio di colza come tale e si pensa pertanto di usarlo soprattutto per macchine e motori agricoli.

    Queste gravi controindicazioni sono state già autorevolmente illustrate da quettroruote già il 15/3/2005. Per funzionare bene, quest’ olio deve essere filtrato e raffinato chimicamente mediante transesterificazione, cioè trattandolo con metanolo per sostituire la glicerina (g-oh) nell’ estere glicerico di quest’ olio con gruppi metilici (-ch3) legati agli acidi gassi r-cooh, secondo la reazione generica seguente: r-coo-(g) + ch3-oh —-> r-coo-ch3 + (g-oh)

    Gli esteri metilici così ottenuti sono più fluidi e danno una combustione molto migliore, adatta a tutti i motori diesel con solo leggeri aggiustamenti. Questo è il cosiddetto “biodiesel”, già utilizzato in piccola parte per i veicoli diesel nei paesi europei perchè ancora troppo costoso e oggi aggiunto spesso al normale carburante diesel al 5-7% come additivo per ottenere migliori proprietà lubrificanti.

    Si tratta comunque di una reazione che va fatta in ambiente industriale per dare al biodiesel caratteri ben precisi e costanti (stabilite dalla norma europea en 14214), non certo col fai-da-te casalingo, come alcuni hanno cercato di fare anche in italia. I motori diesel, infatti, devono essere tarati per il carburante che usano per non avere problemi nel breve o medio termine o richiedere una manutenzione troppo frequente e costosa.

    Inoltre, questo biodiesel prodotto in casa con l’ olio di colza non potrebbe certo essere sottoposto ad imposte come previsto dalla legge per qualsiasi carburante e si commetterebbe pertanto una chiara evasione fiscale totale.

    Del resto, anche il poco biodiesel venduto come tale in italia viene gravato da tasse non meno del gasolio “classico” da petrolio e questo non lo rende certo più competitivo.

    3) scarsa produzione

    il problema principale, però, è che la produzione di colza e relativo olio per autotrazione sarà sempre di gran lunga insufficiente per coprire il fabbisogno di tutte auto e dei veicoli diesel europei e del mondo; la coldiretti ha evidenziato che in italia, per esempio, se tutti i 34 milioni veicoli che intasano le nostre strade avessero motori diesel, occorrerebbero ben 40 milioni di ha di superficie coltivata a colza per soddisfare tutto questo consumo, ma la nostra superficie agricola totale è di solo 13 milioni di ha!

    Fonte/i: Situazioni simili si ritrovano in tutti gli altri paesi del mondo dove si può coltivare la colza; quindi solo una minima parte delle auto, dei pullman e dei camion potrebbero usare biodiesel ottenuto dalla colza. Dovremmo morire di fame in tutto il mondo per poter guidare solo una parte dei nostri veicoli. Stessa situazione anche per il biodiesel ricavato da altri oli che però hanno un uso alimentare del quale non possiamo fare sicuramente a meno. Già ora, l’ uso di vaste superfici agricole per coltivare colza, girasole ed altri semi per biocarburanti sta destabilizzando e limitando il mercato dei cereali e dei semi per uso alimentare con aumenti dei prezzi di questi ultimi sempre più intollerabili per le popolazioni di tutto il mondo.
  • Anonimo
    9 anni fa

    ti si rovina il motore... lascia perde

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