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Una ricerca al diritto alla vita, i diritti umani... e l'abolizione della pena di morte negli usa

grz

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  • 9 anni fa
    Risposta preferita

    Togliere la vita a qualcuno è un atto che è stato duramente condannato dalla maggior parte delle religioni e filosofie del mondo nel corso degli anni. La legge internazionale sui diritti umani ha a sua volta cercato di rivendicare in vari trattati questo diritto, il più sacrosanto di tutti. La vita di un individuo è senza dubbio protetta dal poter essere arbitrariamente confiscata dallo stato.

    Il diritto alla vita non è tuttavia così inviolabile come può sembrare a prima vista. Ci sono alcune situazioni in cui gli stati possono privare gli individui della propria vita, e per i quali la legge internazionale sui diritti umani non fa alcuna obiezione. L'uso della pena di morte è uno di questi esempi. La legge sui diritti umani non proibisce l"uso della pena di morte come punizione di reati, ma ne incoraggia l’abolizione e cerca di limitarne l’uso. L’utilizzo della violenza come difesa personale giace alla base di altre giustificazioni per la presa della vita umana. Uccidere è lecito nei periodi di guerra, ad eccezione dell’uccisione di civili e prigionieri di guerra. La legge sui diritti umani cerca pertanto di rispondere alla miriade di dilemmi etici sollevati dal diritto alla vita, stabilendo una gamma di proibizioni e di ammonizioni.

    Riferimento: Centro d’Informazione sulla Pena di Morte

     

     

    Diritti in Gioco

    Ciascun essere umano ha l’inerente diritto alla vita, e tale diritto deve essere protetto dalla giustizia. Tuttavia, questo diritto non è poi così sacrosanto e inviolabile come sembra. Il principio fondamentale della legge sui diritti umani è che nessuno può essere arbitrariamente privato della vita, il che significa che gli stati possono togliere la vita a qualcuno ammesso che ne rispettino leggi e procedure. Ci sono varie situazioni in cui uno stato ha la facoltà di privare le persone della vita senza violare la legge sui diritti internazionali. In alcuni casi, queste eccezioni sono basate su premesse del tipo che la violenza usata come arma di difesa personale è giustificata. Esempi includono:

    - imposizione della pena di morte;

    - ammesso che sia il risultato di un processo giuridico e non contravvenga a certe minime salvaguardie imposte dalla legge sui diritti umani (vedi di seguito);

    - le morti che risultano la conseguenza di guerra legittima es. la guerra che incontra i criteri della legge umanitaria internazionale e non abbia come obbiettivo individui appartenenti a categorie protette, es. civili e prigionieri di guerra;

    - alcuni documenti sui diritti umani (la Convenzione Europea per la salvaguardia dei Diritti Umani, per esempio) riportano altre situazioni in cui sopprimere una vita non contravviene alla convenzione. La privazione della vita che sia il risultato dell’uso della forza che non sia assolutamente necessaria: (a) in difesa di qualsiasi persona da violenza illegale; (b) per eseguire un lecito arresto o impedire la fuga ad una persona detenuta dalla legge; (c) nell’azione legale presa allo scopo di soffocare un’insurrezione o una sommossa.

    La legge sui diritti umani tace su altre aree controversiali che riguardano il diritto alla vita, come l’aborto, il diritto del feto e l’eutanasia.

    La Pena di Morte

    La pena di morte o punizione capitale come è altrimenti conosciuta, continua ad essere legale e praticata in un certo numero di stati del mondo. Alcuni stati hanno abolito la pena di morte ad eccezione di casi più estremi, es. per reati commessi durante la guerra. Altri stati invece, anche se non hanno abolito ufficialmente la pena di morte, sono abolizionisti in pratica, poiché non emettono sentenze di morte. Alcuni tra i primi attivisti per i diritti umani, per esempio, Amnesty International, si occupano di proteggere i prigionieri politici affinché non siano sentenziati a morte a causa delle proprie ideologie politiche.

    La pena di morte sembra costituire una violazione del diritto alla vita ma la legge dei diritti umani manca di insistere che lo sia; lascia agli stati la scelta di imporre la pena di morte, ma li incoraggia a orientarsi verso l’abolizione, e pone anche alcuni limiti nel modo in cui la pena di morte deve essere usata.  La punizione capitale:

    - può essere messa in pratica solo per i reati più gravi, in seguito ad un giudizio finale emanato da una corte, e ammesso che non sia contrario ai provvedimenti della legge sui diritti umani, es. non deve essere un reato di genocidio.

    - chiunque venga sentenziato a morte ha il diritto di chiedere la grazia o la commutazione della sentenza;

    - la sentenza di morte non può essere imposta su persone di età inferiore a 18 anni o conseguita su donne in stato interessante.

    Anche per gli stati che hanno acconsentito ad abolire la pena di morte, la legge sui diritti umani sembra ambigua, poiché consente loro di fare eccezione in alcune circostanze, mantenendo il diritto di avvalersi della pena di morte in tempi di guerra, per esempio. Allo stesso tempo, l’utilizzo della pena di morte è assolutamente p

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