Possiamo chiamare democratico uno stato dove ricchezza, potere e privilegi si concentrano nelle mani di pochi?

Secondo l'Ocse siamo il sesto paese al mondo per divario ricchi-poveri; e bankitalia ci dice che il 10% degli italiani concentra nelle proprie mani circa la metà della ricchezza privata. Un paese dove diversi milioni di lavoratori sono destinati a una pensione tardiva e da fame mentre mantengono con le proprie... visualizza altro Secondo l'Ocse siamo il sesto paese al mondo per divario ricchi-poveri; e bankitalia ci dice che il 10% degli italiani concentra nelle proprie mani circa la metà della ricchezza privata. Un paese dove diversi milioni di lavoratori sono destinati a una pensione tardiva e da fame mentre mantengono con le proprie tasse, doppie e triple pensioni e stipendi d'oro; un paese dove sempre più persone conoscono il dramma della disoccupazione e della povertà mentre spuntano fuori sempre più auto di lusso e SUV, sempre più mastodontici e roboanti, che fanno ingoiare ai primi la frustrazione e i loro gas di scarico; un paese dove il ristoratore guadagna meno dei suoi camerieri, dove esistono 200mila barche a registro navale, contro 30mila benestanti dichiarati, dove l'economia crolla mentre il mercato del lusso non conosce crisi. E potrei continuare e mi domando: la concetrazione di potere e ricchezza, unita al divario ricchi-poveri sono o meno l'indicatore rilevante di deficit reale di democrazia, si o no? E perchè?
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