Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 8 anni fa

Vorrei scrivere un libro... com'è come inizio?

Questo sarebbe l'inizio del mio romanzo che ho ancora tutto in testa... accetto tutto, critiche ecc, potete anche dirmi che fa schifo xD

12 Dicembre 1952.

Quella sera era insolita. Come del resto lo erano tutte quelle che ricadevano in quella brutta data. Era quasi mezzanotte. Isabel era stesa sul letto, sul fianco destro, di spalle alla porta; con una mano asciugava le tante lacrime che le sporcavano il viso e con l’altra manteneva il cuscino fresco sulla bocca, in modo tale che sua mamma non potesse sentire quelle grida che ricordavano il giorno in cui i Tedeschi portarono via suo padre.

Isabel aveva cinque anni quando vide per la prima volta suo padre indossare una divisa nazista; una di quelle giacche verdacce ricoperte sul lato destro da medaglie bronzee e opache. Ettore, così si chiamava, aveva un aspetto forte e un po’ aggressivo, ma dentro era valoroso e di animo buono. Era diventato l’aiutante dell’ ufficiale, affianco ad Hitler. Isabel era orgogliosa nel vedere suo padre indossare una giacca nuova e pulita, a differenza di quelle sciatte e maleodoranti che utilizzava prima, quando era un semplice militare in servizio. Isabel era matura per la sua età, era al corrente che donne, mogli, figli, non avrebbero mai più rivisto i loro uomini. Lei sapeva... che era in corso la più grande guerra mai vista e per questo era soddisfatta nel vedere che suo padre poteva aiutare milioni di persone a tornare a casa, insieme alle loro famiglie. Ogni sera aspettava con ansia, insieme a sua madre Irene, che la porta d’ingresso si aprisse, e vi fosse Ettore sulla soglia della porta, ad esclamare : “Come stanno le mie due principesse?!” . A quella domanda ricorrente le due gli correvano incontro e, con le lacrime agli occhi, abbracciandolo, sussurravano : “Se tu stai bene, noi lo siamo con te”.

Be'.. ora tocca a voi.. datemi qualche dritta :S

5 risposte

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  • 8 anni fa
    Risposta preferita

    Infatti, bisogna stare attenti quando si scrive qualcosa su fatti realmente accaduti. Ettore è un nome italiano, dove l'hai ambientata la storia in Italia? In Italia c'era il fascismo. L'aiutante di quale ufficiale? Hitler aveva ufficiali tedeschi.... al suo fianco, difficile per un italiano lavorarci assieme.

    Hai raccontato molto, dovresti seguire lo " show, don't tell ", usa pochi aggettivi.

    Cerca su google i consigli per scrivere, ecc..

    http://animadicarta.blogspot.it/2009/11/consigli-d...

  • ANGY
    Lv 5
    8 anni fa

    L'idea non è male ma trovo che ci siano un po' troppe ripetizioni e qualche errore "affianco ad Hitler" si scrive "a fianco di Hitler". Poi credo che dovresti fare qualche ricerca se proprio vuoi scrivere di quel periodo. Ad esempio, i nazisti portavano giacche nere, non verdi.

    Il mio consiglio spassionato è che tu prima decida che cosa vuoi comunicare ed a chi. Poi fai le ricerche necessarie per sapere tutto di ciò su cui stai scrivendo. A questo punto scrivere sarà la cosa più semplice. Una volta scritto, lascia riposare il tutto e rileggilo con occhio critico dopo un po' per raffinare quello che hai scritto. Infine fallo leggere a qualcun altro...

    In bocca al lupo!

  • 8 anni fa

    Beh che posso dire,a me piaciuto molto,mi è venuta voglia di sapere il seguito! xD

    Non sono un gran che nelle critiche,ma posso solo dire che è scritto bene,scorrevole.

    Per quanto riguarda il tema poi,è bello poter percepire i sentimenti di questa ragazza nei confronti della guerra e del ruolo che ha suo padre.

    Davvero bello complimenti :)

  • Anonimo
    8 anni fa

    Belloo *.*

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  • 8 anni fa

    Fa schifo.... No scherzo :) l'inizio è molto intrigante! l'unica cosa che penso è che da "Isabel era matura per la sua età, era al corrente che donne, mogli, figli, non avrebbero mai più rivisto i loro uomini. Lei sapeva... che era in corso la più grande guerra mai vista e per questo era soddisfatta nel vedere che suo padre poteva aiutare milioni di persone a tornare a casa, insieme alle loro famiglie. Ogni sera aspettava con ansia, insieme a sua madre Irene, che la porta d’ingresso si aprisse, e vi fosse Ettore sulla soglia della porta, ad esclamare : “Come stanno le mie due principesse?!” . A quella domanda ricorrente le due gli correvano incontro e, con le lacrime agli occhi, abbracciandolo, sussurravano : “Se tu stai bene, noi lo siamo con te”." è come se si perdesse quella certa magia che riesci a dare all'inizio xò è solo un consiglio di un ragazzo :) sei tu l'artista ;)

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