Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaStoria · 9 anni fa

Struttura politica dell'umanesimo in italia?

devo fare una presentazione sull'umanesimo ed ho bisogno della struttura politica che c'era in quel periodo e dell'economia e delle classi sociali ed in più la figura dell'intellettuale-cittadino ,il cortigiano e il chierico. Mi aiutate ? dove posso trovare un po' di informazioni riguardo a tutto ciò??? Grazie in anticipo

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    9 anni fa
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    La formazione delle Signorie contribuisce allo sviluppo dell'Umanesimo, perché:

    • organismi territoriali molto estesi, dotati di un complesso apparato burocratico-amministrativo e diplomatico, di corti culturali e politiche, portavano ad aumentare la richiesta di personale qualificato; la nascita di nuove scuole private e accademie presso le corti;

    • I Comuni aveva favorito l'autonomia economica e sociale dei ceti borghesi e commerciali, ma non un modello filosofico-morale. E' appunto dal mondo antico che l'Italia umanistica delle Signorie trarrà gli spunti e gli esempi più significativi di virtù civili, di gloria militare, di autocontrollo delle passioni, di raffinato gusto estetico, che le serviranno per confermare la propria diversità dal Medioevo.

    La nascita dell’ Umanesimo in Italia fu dovuta anche alla situazione favorevole per i commerci. Infatti importanti furono i traffici con l'Oriente , in particolare Cina e India, che rappresentavano non solo un punto di passaggio obbligato per la penisola italica, ma consentivano di mettere in contatto gli intellettuali italiani con gli intellettuali orientali, che portarono alla diffusione di idee che non erano più legate al modo di vedere dominante all'epoca in Europa. Quindi l'Italia nel XIV era assolutamente uno dei paesi europei più importanti e fiorenti e le materie prime erano abbondanti (nell'artigianato e nell'agricoltura), grazie sia a raccolti notevoli sia all'emancipazione dei lavoratori nelle industrie. Nel ‘300 a far crollare l’economia dell’Italia fu lo scoppiò di grande crisi. Alla crisi del '300 i contadini reagirono con molte e sanguinose rivolte. La maggiore è quella dei Ciompi a Firenze (operai tessili).

    Alla fine del '400 l’ Italia era divisa in differenti Stati: a Milano i duchi della famiglia Sforza; a Venezia l'oligarchia commerciale; a Firenze i Medici; nell'Italia centrale lo Stato della chiesa e a sud il Regno di Napoli, governato dalla dinastia spagnola degli Aragona. Lo Stato della chiesa e il Meridione erano praticamente sottosviluppati: il papato, oltre ad ostacolare fortemente l'unificazione della penisola, spesso chiamava in Italia i conquistatori stranieri allo scopo di consolidare il proprio prestigio (famosa fu la rivolta a Roma di Cola di Rienzo nel 1347). La mancanza di un unico mercato nazionale fu il motivo principale della decadenza economica dell'Italia. Il Mediterraneo perse d'importanza per le città italiane anche a causa dell'occupazione di Costantinopoli nel 1453, infatti i mercanti italiani per riavere i diritti commerciali di un tempo, dovevano pagare forti tasse. La situazione peggiorò nel 1492 quando venne scoperta l'America e venne spostato il traffico commerciale sulle coste dell'Atlantico. L'Italia perse maggiormente la sua importanza nel commercio mondiale e ritornò al sistema feudale. Inoltre il frazionamento politico rese l'Italia facile da invadere dagli Stati vicini, Francia e Spagna, che avevano già ultimato la loro unificazione alla fine del '400 mediante forti monarchie centralizzate. Il primo ad invadere l’ Italia fu nel 1494 Carlo VIII, re di Francia,chiamato da Ludovico il Moro di Milano per combattere Ferdinando I, re spagnolo a Napoli e con il suo arrivo si conclude l'Umanesimo in Italia.

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