Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scienze socialiStudi di genere · 8 anni fa

Chi secondo voi e' escluso dalla societa' d'oggi?

Studiando il Werther di Goethe mi sono venute in mente delle domande che vorrei porre per aprire spunti di riflessione, tra cui: Chi secondo voi e' escluso dalla societa' d'oggi?

La domanda e' sorta osservando la situazione del giovane Werther che cade nella depressione e si uccide non solo per l'amore impossibile ma anche perche' non riesce a trovare un posto nella societa'.

7 risposte

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  • Anonimo
    8 anni fa
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    è tutta una questione di livello evolutivo, c'è chi viene escluso e non è ben accetto, un pò come nel medioevo venivano escluse e perseguitate le streghe dai capelli rossi, mentre c'è chi partendo dal presupposto che sprecherebbe solo tempo prezioso ad allinearsi alle scimmie insane e arteriosclerotiche, poichè nel corso dei suoi anni passati si è reso conto che ha sprecato fin troppo tempo solo nel tentativo di tutelarsi dai barbari e dagli stampini umanoidi, preferisce autoescludersi, o meglio non allinearsi completamente, giusto quel tanto che basta per non soccombere, però penso che col tempo ci sarà un aumento energetico-vibrazionale delle coscienze, per cui la diversità non verrà piu temuta e ostaggiata come nella nostra epoca. L'escluso o chi si autoesclude dalla società semplicemente cerca di sopravvivere in un universo predatorio, così come nel mondo animale ognuno cerca di sopravvivere come può. Non è obbligatorio autocommiserarsi e cadere nella depressione, se mai la pressione sociale ci istiga a cadere nel tranello di quello che gli sciamani toltechi definiscono "comandi sintattici" , ovvero modelli comportamentali predefiniti che sovvengono quasi in automatico e sono ben radicati nella psiche collettiva (se ti muore qualcuno devi piangere, se guardi fantozzi devi ridere, ecc.), così facendo alla fine si cerca di programmare le persone a reagire emotivamente in un determinato modo; oramai la gente teme di uscire dai canoni predefiniti di questi modelli di comportamento standardizzati e piuttosto che metterli in discussione e rischiare l'emarginazione, poichè non ha fiducia e teme ciò che non conosce, teme il non-fare, reagisce in maniera isterica e quasi istrionica, quindi il diverso, l'escluso dalla società non è un altro che un riflesso dei limiti che propiniamo ai noi stessi e vedere questi limiti riflessi negli altri può farci reagire nelle maniere piu bizzare e disparate. L'autocommiserazione sociale che sfocia in depressione non è altro che egomania, così come la superbia e la prepotenza tipica del carnefice, il piangersi addosso è soltanto un'oscillazione dualistica, un meccanismo d'ingranaggio stritolatore, un conto è autoescludersi da quegli aspetti del sociale per ragioni strategiche, ad esempio se dovessi deprimermi come il giovane Werther dovrei fare un notevole sforzo, dovrei fare sfoggio delle mie bizzarre capacità istrioniche, non riusco piu' a sentire rancore, ma neanche a deprimermi, ho compreso non intellettualmente ma ad un livello profondo e silenzioso che esiste al pari della forza di gravità, una sorta di tristezza ontologica, qualcosa che nasce dalle profondità del cosmo, un sentimento che solitamente non viene notato, poichè la società è troppo impegnata ad occuparsi del proprio riflesso di sè, ma se ci si sofferma un attimo e si svuota la mente, ci si rende conto che solo il Mu (il nulla) che pervade ogni cosa, ha valenza, i rimanenti sentimenti di stampo umano scaturiscono dall'importanza che attribuiamo a noi stessi, in fin dei conti non siamo altro che bolle di percezione pronte a disgregarsi e tornare nell'oceano, al cospetto del Nulla i nostri piagnistei sono del tutto irrilevanti, il giovane Werther è triste? ok, allora per citare Blade Runner: "e se tutti quei momenti (di tristezza sociale) andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia?", la tristezza sociale è solo una diapositiva istantanea che verrà memorizzata negli archivi olografici dell'universo, la tristezza ontologica che tutto inghiotte come un'aspirapolvere nullificatrice, quella è autentica tristezza. (non so se hai afferrato il succo del mio discorso, ma di sti tempi o si stà in società e si collabora in maniera intelligente senza personalismi di vario tipo, oppure è meglio starsene isolati insieme agli altri eremiti, e darsi all'agricoltura naturale, ricongiungersi alla terra, sinceramente vivere in agglomerati urbani che se ne cadono a pezzi, vuoi per i terremoti, vuoi perchè la nostra civiltà è un fallimento totale sin dall'inizio, non ne vale proprio la pena. Lao Tze sosteneva che le vere società, i veri gruppi sociali possono funzionare e coesistere armonicamente solo nei piccoli villaggi, seguendo il flusso della vita e non quello della suscettibilità umana)

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  • IO mi identifico nel Werther.

    La situazione è peggiorata, ma chi viene escluso dalla società è sempre l'artista, colui che vive pienamente la vita, opponendosi al conformismo borghese, che nella società attuale è più che mai forte, a causa del consumismo e dei media di massa.

    Inoltre, aggiungo che la "categoria" che oggi è più vessata ed esclusa dalla società intera, è più che mai quella dei religiosi, che portano avanti valori e credenze troppo lontane dalla nostra società materialista ed edonista.

    Werther viveva intensamente ogni cosa, cogliendo la straordinarietà della natura e la purezza dei sentimenti;chi è come lui è ancora oggi un escluso, forse più che mai.

    I giovani d'oggi non sanno più amare con passione, come faceva Werther, il sesso stesso, è ormai più paragonabile a uno sport, ad un'imposizione della società, simile ad una moda, più che a un atto pieno di passione, di sentimento.

    Il momento più intenso del romanzo, lo si vive quando Werther ha un contatto fisico con Lotte e capisce che lei lo ama, ma in quel contatto, non c'è lussuria, c'è una fisicità totalmente propagata dalla passione amorosa.

    Aggiungo inoltre, che è un libro pieno di vita, e che la morte di Werther, non è altro che la conseguenza di una vita vissuta troppo intensamente e senza compromessi.

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  • Anonimo
    8 anni fa

    Chi sa il fatto suo...

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  • Anonimo
    8 anni fa

    Coloro che pensano con la loro testa e non si fanno appiattire .

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  • 8 anni fa

    In primo luogo sicuramente le persone di cattivo aspetto sia fisico che mentale

    quindi, gli andicappati di ogni genere, mentali, fisici, menomati ecc.. anche coloro riconosciuti come brutti fisicamente in generale, poichè l'apparenza e la superficialità ormai la fanno da padrone in una società sempre più materialista, di conseguenza la situazione sociale.. un bel lavoro tanti soldi e sei ok, altrimenti ciao

    In fine vengono coloro che non si prefiggono degli scopi nella propria vita, gli insicuri che anno paura a fare qualciasi cosa, chi non aspira ad essre qualcuno..e naturalmente dulcis in fundo qualsiasi immigrato o straniero che sia

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  • Anonimo
    8 anni fa

    siamo tutti esclusi della società al giorno d'oggi.

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  • chi non si sa comportare,

    chi non usa il cervello,

    chi non reagisce,

    chi non si guarde dentro,

    chi non impara dagli errori,

    chi non si ama....

    bella domanda,

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