Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneScuole primarie e secondarie · 9 anni fa

Riassunto/ricerca del jazz per esami terza media?

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  • 9 anni fa
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    Il jazz. Le origini del jazz vanno ricercate nel cuore dell'Africa, nei villaggi delle foreste equatoriali. Le tribù si ritrovavano intorno al fuoco dopo una caccia, una battaglia o un qualsiasi altro evento, e davano libero sfogo alle loro sensazioni con danze e canti al ritmo frenetico dei tamburi. Quando, nel Settecento e nell'Ottocento, dilagò il commercio dei neri, le popolazioni africane vennero trasferite con viaggi disumani negli Stati americani del Sud e impiegati come schiavi nelle piantagioni di cotone e nella costruzione di strade ferrate. Coloro che sopravvissero al trauma del viaggio e del distacco dalla loro terra si ritrovarono in luoghi sconosciuti, sfruttati, analfabeti, privi di ogni mezzo di sostentamento. Fu in questa condizione di profonda sofferenza umana che la nostalgia della perduta libertà si riversò nei canti e nei ritmi della terra natale. Il jazz divenne popolare all'inizio del Novecento a New Orleans, città della Louisiana sul fiume Mississippi, e si ispirò appunto ai canti di lavoro (work songs) delle piantagioni di cotone, agli spirituals (canti religiosi), ai blues (canti accorati e nostalgici) e al ragtime (una vivace musica popolare). Le prime bands, formate da una sezione melodica (cornetta, clarinetto, trombone) e da una sezione ritmica (banjo, chitarra, bassotuba), improvvisavano a orecchio e si esibivano in parate stradali in occasione di matrimoni e funerali. Questo era lo stile hot, ossia il jazz improvvisato. La musica jazz andò progressivamente affermandosi; risalgono al 1913 le prime incisioni di dischi. Verso gli anni Venti il jazz si "trasferì" a Chicago: qui, negli anni Trenta, nacque il boogie-woogie. E qui nacquero anche le grandi orchestre jazz nelle quali si distinguevano per la sezione ritmica il pianoforte, il banjo, la chitarra, il contrabbasso e la batteria; per quella melodica i sassofoni, le trombe, i tromboni, i clarinetti. Emersero i maggiori solisti jazz: Bessie Smith, grande interprete di blues, Louis Armstrong, cornettista-trombettista, Sidney Bechet, clarinettista-sassofonista, il pianista Duke Ellington. Negli anni Trenta predominò un nuovo genere, lo swing, caratterizzato da anticipazioni e ritardi nel ritmo. Nell'era dello swing si costituirono le orchestre per la musica da ballo. La cantante Ella Fitzgerald fu la voce più popolare dello swing, e Benny Goodman divenne il "re dello swing". L'orchestra di Glenn Miller portò il jazz a livello di piacevole consumo e la musica leggera di tutto il mondo assunse il ritmo del jazz. Negli anni Quaranta, con la terribile esperienza bellica, vi fu negli Stati Uniti una nuova presa di coscienza della popolazione nera, e sorse il genere be-bop, un linguaggio musicale di protesta: i massimi rappresentanti di questo periodo furono il sassofonista Charlie Parker e il trombettista Dizzy Gillespie. Con la fine degli anni Quaranta si distinse per potenza ritmica e sonora l'orchestra del vibrafonista Lionel Hampton. Nel primo dopoguerra si impose il cool jazz; con un ritmo più pacato, negli anni Cinquanta, l'hard bop, con sonorità accese e ritmi accentuati, che trovò la sua voce nella tromba di Miles Davis. Alla fine degli anni Cinquanta, negli Usa, vi è una nuova coscienza politica tra la popolazione nero-americana e i problemi razziali sono molto sentiti. Nasce il free jazz (jazz libero) a opera principalmente di Ornette Coleman, dove "libero" significa la volontà di liberarsi delle esperienze jazzistiche precedenti e affermare una cultura nera indipendente dalla cultura bianca; è caratterizzato dalla musica di Max Roach, batterista, e da quella di Charles Mingus, contrabbassista e compositore. Dagli anni Settanta il jazz subisce le influenze del rock e delle nuove tecniche elettroniche.

    Fonte/i: :) spero di essere stata di tuo aiuto
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