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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Matematica e scienzeFisica · 8 anni fa

Chi può aiuarmi?uranio??Tesina?

Non riesco a trovare una spiegazione semplice di cosa sia,è tutto con parole da scenziati,e quello che trovo è troppo lungo..

Spero che potrete aiutarmi ^-^

2 risposte

Classificazione
  • 8 anni fa
    Risposta preferita

    l'uranio è un elemento metallico radioattivo, di simbolo U e numero atomico 92, usato come combustibile nei reattori nucleari. Appartiene alla serie degli attinidi della tavola periodica.

    L'uranio fonde a circa 1132 °C, bolle a 3818 °C, ha densità relativa 19,05 alla temperatura di 25 °C e peso atomico 238,0289. Esiste in tre diverse forme cristalline: in una forma stabile a temperatura ambiente; alla temperatura di 668 °C, in una forma modificata, caratterizzata da una densità leggermente minore e da cristalli tetragonali, duri e fragili. A 774 °C raggiunge la forma cubica a corpo centrato, facilmente lavorabile e plastica, resa stabile mediante l'aggiunta di piccole quantità di molibdeno.L'uranio è solubile nell'acido cloridrico e nell'acido nitrico, ma insolubile negli alcali; reagisce con gli acidi minerali e con le soluzioni dei sali di mercurio, argento, rame, stagno, platino e oro, 'spostando' l'idrogeno. Se polverizzato, brucia all'aria fra i 150 °C e i 175 °C, e alla temperatura di 1000 °C si combina con l'azoto formando un nitruro di colore giallo.L'uranio presenta stato di ossidazione 3, 4, 5 e 6; tra i composti esavalenti, più stabili, si trovano il triossido di uranile (UO3) e il cloruro di uranile (UO2Cl2). Il tetracloruro (UCl4) e il biossido (UO2) di uranio sono esempi di composti tetrapositivi, o uranosi. I composti di uranio sono generalmente instabili e, se esposti all'aria per lungo tempo, ritornano allo stato esapositivo. I sali di uranio, come il cloruro, si decompongono in presenza di luce forte e sostanze organiche.

    In natura l'uranio non si trova allo stato puro, ma solo sotto forma di ossido o sale complesso, in minerali come la pechblenda e la carnotite.

    Il metodo classico di estrazione dell'uranio prevede che la pechblenda venga triturata e mescolata con acido solforico e nitrico. L'uranio si scioglie e forma il solfato di uranile (UO2SO4), mentre il radio e gli altri metalli del minerale vengono precipitati come solfati. Aggiungendo idrossido di sodio, si precipita il diuranato di sodio (Na2U2O7 · 6H2O), noto anche come ossido giallo di uranio. Per ottenere l'uranio dalla carnotite, il minerale viene finemente polverizzato e mescolato con soda e potassa calde, che sciolgono l'uranio, il radio e il vanadio. Dopo aver eliminato le sabbie inutili, il composto viene trattato con acido solforico e cloruro di bario. Una soluzione caustica e alcalina aggiunta al liquido precipita l'uranio e il radio in forma concentrata. Questi metodi classici di estrazione dell'uranio dai suoi minerali sono stati sostituiti da procedure più rapide, che prevedono l'impiego di solventi, lo scambio ionico e diverse tecniche che sfruttano la volatilità. Per i metodi di produzione dell'uranio-233, si veda la voce torio.

    In alcune tipologie di reattori nucleari, la frazione di isotopo fissile 235 presente nella composizione di un campione naturale di uranio non è sufficiente a sostenere la reazione a catena da cui si ricava energia. Così, l’uranio destinato a questo tipo di reattori viene sottoposto a un trattamento preliminare che prende il nome di arricchimento; tale trattamento produce un aumento della concentrazione di uranio 235, prelevato da altri campioni simili. Il materiale di scarto del processo di arricchimento, depauperato dell’isotopo fissile 235, è quello che viene comunemente chiamato “uranio impoverito” (in inglese, Depleted Uranium, DP). L’attività nucleare di questo materiale, pur essendo molto ridotta rispetto a quella dell’elemento naturale, non è nulla: i decadimenti a cui va incontro, infatti, totalizzano un’attività di circa 14,8 mBq/mg (per avere un termine di paragone, si pensi che l’attività del radon 222, a cui si deve il massimo contributo al fondo di radioattività ambientale, è infinitamente più alta, e pari a 8 GBq/mg).

    L’alta densità e il costo relativamente basso dell’uranio impoverito ne motivano l’impiego in alcuni ambiti civili e militari: viene utilizzato, ad esempio, come peso di sfondamento nei pozzi minerari e per diverse strutture in uso nell’industria aerospaziale; in campo militare, per realizzare munizioni anticarro. Il livello di pericolosità di questo materiale è oggetto di controversia; le particelle alfa, infatti, che costituiscono il grosso delle sue emissioni radioattive, non sono tanto penetranti da poter essere considerate altamente dannose: basti pensare che è sufficiente un foglio di carta per schermarle; inoltre, l’attività totale del materiale è molto bassa. Nel caso in cui, tuttavia, dell’uranio impoverito penetri all’interno del corpo umano, ad esempio sotto forma di schegge o di polvere sottile, diventa estremamente pericoloso, in quanto può esercitare direttamente il suo potere ionizzante sui tessuti e produrre gravi danni.

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  • 8 anni fa
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