Ti voglio laureato, raffinato, anticonformista quanto basta, con un forte senso dell'umorismo..?

Ho la sensazione che i miei genitori avrebbero voluto una figlia senza problemi. O meglio, con quei problemi sicuri, tipo l'imbarazzo nell'avere le prime mestruazioni, nel dover scrivere la prima letterina d'amore, nel dover scegliere l'università, e magari pure nello scoprirsi omosessuali, che... visualizza altro Ho la sensazione che i miei genitori avrebbero voluto una figlia senza problemi.
O meglio, con quei problemi sicuri, tipo l'imbarazzo nell'avere le prime mestruazioni, nel dover scrivere la prima letterina d'amore, nel dover scegliere l'università, e magari pure nello scoprirsi omosessuali, che aggiunge quel tocco di originalità alle loro vite, e che comunque loro potranno superare grazie alla loro convinzione di lasciarmi libera, che gli permetterà di lavarsene le mani e aspettare che tutto si risolva da sé.
Quando i miei hanno deciso di avere un figlio si aspettavano dei problemi non problemi. di quei problemi che uno convinto di essere ormai adulto e aver superato tutto il superabile, può guardare con quello sguardo alla Reverendo Camden, perché confida nel corso naturale delle cose, vedendo la vita del proprio figlio come una copia sbiadita della sua, in cui niente potrà mai essere così terribile.

Sapete una cosa? mi fanno schifo spot pubblicitari come quelli in cui un uomo passa la sua vita a lavorare solo per assicurarsi che il proprio figlio si laurei. perché l'unica cosa che mi viene in mente è: e se quel figlio non avesse voluto laurearsi? avrebbe dovuto vivere con il senso di colpa che suo padre ha vissuto solo per quello? mi spiegate dov'è quel maledetto confine tra ciò che viene fatto "per te" e ciò che viene fatto per "fare qualcosa di te" ?
mi spiegate quanto ho il diritto di soffrire per la sensazione che i miei problemi sono "troppo problemi" per essere accettati? perché sembra che io, per come sono fatta, sia troppo problematica, troppo rispetto a quello che ci si aspettava da me.

Ma come ci si può ritenere pronti a risolvere qualunque problema, prima che il problema si sia verificato? E come si può reagire con tanta sorpresa davanti al problema, che non ha nessuna colpa se non quello di essere se stesso, e cioè: uno stracàzzo di problema?

Pensateci un attimo e ditemi, quanto di ciò che siete stati e che siete, è stato fatto per voi e quanto per essere quello che in fondo sentivate di dover essere?
Da Queer quali siamo tutti noi, siamo riusciti con il tempo a lottare per sorridere di noi stessi, tanti hanno dovuto imparare a sorridere pur vedendo i propri genitori piangere.

Ma questa stessa lotta la facciamo anche per tutto il resto? Anche per tutte le altre parti di noi? anche per la nostra confusione, per il nostro egoismo, per la nostra pigrizia, per il nostro essere disordinati, indecisi, esitanti, spaventati, ansiosi, depressi, svogliati, poco curiosi, cattivi, inappropriati, ingrati, disattenti, umani?

Immagino di organizzare un Self Pride. per manifestare il mio diritto a essere me, e trovare nell'unione la stessa sensazione di "uguaglianza nella diversità" che le istituzioni non ci danno. solo che invece che trovarci in quanto lgbt, ci troviamo in quanto persone, per rivendicare il diritto ad avere dei Signori Problemi.
chi viene?
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