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Lo spirito critico nella scuola italiana?

Premetto che ho terminato il secondo anno dl calssico, la Quinta Ginnasio.

Dovrebbe essere la scuola che più di tutte s'impegni non solo a formare dei lettori-robot perfettamente consapevoli e capaci di mandare a memoria le varie tecniche e strutture narrative ma anche a sviluppare uno SPICCATO SENSO CRITICO indispensabile più che mai in un mondo bombardato dalla pubblicità e da notizie spesso inaffidabili, pilotate, al servizio dei potenti; dovrebbe impegnarsi nella costruzione di uno zoccolo duro di persone colte, dotate dei mezzi per difendersi dalla propaganda, per ribellarsi al modello di feroce consumismo che schiaccia i popoli e solleva i portafogli delle elite ; accanto alla cura della memoria e della logica ( pur troppo spesso trascurata in favore dello sterile pappagallare) dovrebbe spiccare l'educazione alla DEMOCRAZIA ( parola greca che spesso incontriamo nei libri ma che nessuno dei professori si cura di trattare nel profondo, alla luce soprattutto degli avvenimenti del presente; dovrebbe fornirci dei mezzi necessari alla diffusione delle notizie, alla condivisione delle nostre idee.

Sono uno studente del classico e mi trovo a fare tutti i giorni quattro ore di compiti senza capirne il vero perché. I miei compagni inseguono i voti, imparano a memoria, ingoiano tutto ciò che leggono nei libri senza il minimo spirito critico, declinano, coniugano e in questo lento processi imparano a FISSARE ciò che viene detto loro,a non metterlo in dubbio. Fagocitano tutto, tutto per un misero 8 a richiesta del professore lo espongono col sorriso sulla bocca al pari di uno sorta di Robot, soddisfatti, realizzati. Che si faccia tutto ciò così da farci meglio ingoiare la pubblicità, le notizie dei telegiornarli, il calcio, e le altre innumerevoli distrazioni di massa? E' questa la cultura? Sapere, ricordare, ripetere? E' questo che ci renderà realizzati nella vita? Forse sì: il posto fisso, una penna in mano e duemila euro al mese è tutto ciò che c'hanno inculcato di dover desiderare. Insieme alla bella auto e alla bella casa, un paglio di tette ed una donna senza cervello.

Aggiornamento:

Sign. Gattorso,

@gattorso

Le do del Lei dato che deve aver frequentato una scuola pre 68. Scusi la sfacciataggine di 16enne ma Lei mi sembra annoverabile in quella categoria di frustati che godono nel correggere gli altri dall'alto della loro erudizione: son ben lungi dal raggiungere le cime tanto alte delle scibile su cui lei siede beato e le chiedo venia per il mio errore, dettato più che altro dalla sufficienza con cui spesso si scrive su internet. Quel "s'impegni" è un congiuntivo all'interno della relativa che non ritengo essere un errore dato che rende un'opportuna sfumatura consecutiva. Resto nella mia ferrea convinzione che la scuola debba educare allo SPIRITO CRITICO: se la sua generazione ne avesse realmente goduto indipendentemente dal ruolo della scuola, come lei suggerisce, non saremmo a questo punto, in una situazione tanto schifosa di sottomissione e sofferenza. Un dato su tutti: C'è gente che muore di tumore per via delle onde emesse dalle

1 risposta

Classificazione
  • 8 anni fa
    Risposta preferita

    Un paio di tette e non un paglio di tette, prima di tutto!

    Poi dovrebbe essere la scuola che più di tutte s'impegna e non "s'impegni".

    Per quanto riguarda lo spiccato senso critico, non lo si insegna: fa parte del sistema di convinzioni personali. Ho fatto il liceo classico molti anni orsono, sono uscito con una buona media (tra i primi 5 della mia classe), e non ho avuto bisogno di farmi insegnare il senso critico. Quando è stato il caso, non ho avuto alcun timore di contraddire i docenti in aula, davanti a tutti, sia al liceo che all'università.

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