Come viene vista e vissuta l'illuminazione "satori" nello Zen Soto?

Da cosa si discosta questa scuola da quella Rinzai? Ad esempio so che in quest'ultima il Satori arriva improvvisamente e inaspettatamente, nel Soto invece come si presenta?

ps:non prendete nulla da Wikipedia

Grazie! =D

Aggiornamento:

@IlFolle: Ti ringrazio =)

Ho capito, quindi nel Rinzai c'è questo incoraggiamento nel perseguire il raggiungimento del Satori, nel Soto invece il solo sedersi è già di per sè l'illuminazione, però in tal caso "e correggimi se sbaglio", gradualmente ci si può avvicinare e raggiungere, senza spirito di profitto, ho detto bene? =)

Aggiornamento 2:

Però se il già sedersi rappresenta l'illuminazione, quest'ultima può essere raggiunta anche gradualmente, come dicevamo prima, no? Quindi se ho ben capito, il semplicmente sedersi manifesta la tua natura di Buddha "quindi illumina", però con la pratica si può sempre progredire "gradualmente", dico bene?

Comunque si, capisco il tuo punto di vista, a me personalmente è piaciuta più la scuola Soto, "Shikantaza" questo sedersi semplicemente, non essere pervaso dall'idea dell'illuminazione o quant'altro, ma essere solamente con tutto il cuore qui ed ora, sedersi e risvegliare la natura di Buddha. Però le tue motivazioni sono davvero molto interessanti, ora capisco cosa in Giappone o in qualsiasi parte del mondo spinga uomini ad andare o in questa o quella direzione... =) Pratico Zazen da un anno, ma da autodidatta, qui in abruzzo non ci sono maestri, a breve vorrei visitare Fudenji, per iniziare un percorso più o meno seriamente qu

Aggiornamento 3:

quante volte bisognerebbe recarcisi?

Aggiornamento 4:

@illusionist: Ti ringrazio per la risposta, è davvero molto interessante il tuo punto di vista, penso però che sia altamente soggettivo, "Un metodo può insegnare un non metodo" è uno dei tanti paradossi dello Zen, ci sono inoltre molti monaci che vivono davvero intensamente la loro vita e riescono ad essere liberi e spontanei, come hai ben detto però non dovremmo lasciar prostituire la nostra mente, rendendola schiava, chiusa in dottrine e etichette, gli insegnamenti dovrebbero renderci liberi e non imprigionarci.

Aggiornamento 5:

@Ilfolle: Ancora grazie =) Appena possibile provvederò ad informarmi su questo Dojo teramano.

Comunque sono uno studente universitario e non mi sarà affatto possibile frequentare Fudenji quotidianamente xD

Però ho intenzione di andarci fra un mesetto circa, per vedere e farmi un idea, con un pò di sacrifici sarei disposto a fare ritiri di una settimana anche durante l'anno e so che potrà sembrarti una domanda stupida, ma per affrontare seriamente un eventuale percorso, quante volte quindi almeno dovrei recarmici, quindi quanti ritiri almeno in un anno? Perchè ho sentito di maestri Zen che lavoravano e abitavano in altre regioni e periodicamente ci si recavano, però forse molto frequentemente... =D

Aggiornamento 6:

@ilfolle: Ti ringrazio tanto, sei davvero molto gentile e disponibile, il tuo blog è interessante e il prima possibile mi dedicherò allo studio dei sutra, colmando questa mia lacuna.

Per la frequenza chiedevo perchè mi piacerebbe davvero intraprendere questo percorso e mi chiedevo in che modo potessi un giorno condividere con gli altri tutto ciò, portare qui lo Zen, sempre che sia in grado di farlo, una settimana all'anno basterebbe quindi?

2 risposte

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  • Anonimo
    7 anni fa
    Migliore risposta

    Nel Soto l'illuminazione si intende graduale, ovvero pulendo ogni giorno lo specchio della nostra mente per non lasciare che vi si depositi la polvere, ma Hui Neng il sesto patriarca dello Zen disse che dal momento che tutto è vuoto non esiste specchio né sostegno per esso, e dunque dove mai potrebbe depositarsi la polvere.

    C'è da dire comunque che anche se l'illuminazione si presenta improvvisamente e inaspettatamente, è sempre frutto di un precedente lavoro interiore, non è che il mio salumiere che non si è mai interessato di Zen o di altre pratiche rivolte all'illuminazione, mentre taglia delle fette di prosciutto improvvisamente gli arrivi l'illuminazione.

    La scuola Rinzai è più indirizzata ad usare dei Koan come mezzo spirituale (oltre che lo Zazen (meditazione seduta)), mentre la scuola Soto fa dello Zazen il suo unico mezzo attraverso il quale raggiungere il Kenso (illuminazione).

    La scuola Soto ha come suo massimo rappresentante il suo fondatore Dogen, mentre la scuola Rinzai lo ha nel suo fondatore Rinzai, da cui prende il nome.

    Scegliere l'una o l'altra scuola dipende dal carattere del ricercatore spirituale, io ad esempio sono più attratto dalla scuola Rinzai, ma per mancanza di una sua rappresentanza a Milano, avendo ai miei tempi una sola sede in Scaramuccia (Umbria) mi sono adattato a seguire e a meditare in un Dojo Zen Soto a Milano.

    Se hai altre domande chiedi pure, sarò ben contento di risponderti.

    @ Hai detto benissimo, però il problema sta nell'accettare che il solo sedersi in Zazen sia già illuminazione, io penso che per poter accettare una simile definizione si debba essere già illuminati, altrimenti che senso avrebbe sedersi e pensare che l'illuminazione sia già nell'atto di sedersi?

    Non penso che questo sia alla portata di chiunque, l'auto-convincimento (personalmente) lo reputo un ostacolo alla vera illuminazione.

    Un conto è essere illuminati, sedersi ed espletare la propria illuminazione, e un altro conto è sedersi e immaginarsi di essere illuminati.

    Anche se alla fin fine è la verità, questa verità dobbiamo percepirla con tutto il nostro essere, e il ritenersi già illuminati secondo me impedisce che maturino i processi naturali che portano all'illuminazione.

    È una mia considerazione opinabile, non un dogma.

    @:

    Scusa se è passato del tempo, ma ho letto il tuo commento solo adesso.

    Per quanto riguarda il quante volte andare a Fudenji, l'ideale sarebbe andarci tutti i giorni, ma visto che non ti sarà possibile per ovvi motivi di distanza, so che fanno delle sesshin di una settimana l'una nel periodo estivo, ti converrebbe farne almeno una.

    Questo è il link delle sesshin estive che vanno dal 31 Luglio al 28 Agosto:

    http://www.fudenji.it/sesshin_estate_capodanno.php

    Questo è un indirizzo di un dojo di Teramo:

    Castelli, Teramo

    Nongluck e Amedeo, 0861.979251 panam@teletu.it

    L'unico che ho trovato in Abruzzo.

    @ Mah, io penso che anche un solo ritiro di una settimana all'anno possa bastare, e da quello che impari lì puoi praticare anche da solo durante il resto dell'anno.

    Non c'è uno schema ben preciso, dipende da individuo ad individuo.

    Non farne diventare un'ossessione, piuttosto leggi, studia e cerca di comprendere i Sutra dello Zen, ad esempio "Il Sutra della Terrazza" di Hui Neng, "Il Lankavatara Sutra", "Il Sutra del Cuore", "Il Sutra del Diamante".

    Secondo me bisogna sapere quello che si fa, e questi Sutra ti daranno le basi per continuare con cognizione di causa e non alla cieca.

    Li puoi trovare facilmente su internet, basta che scrivi il titolo sulla barra degli indirizzi, altrimenti chiedimelo e te li linko io, anzi, adesso che mi viene in mente, nel mio sito c'è parecchio materiale che penso che ti interesserà, Sutra compresi.

    http://follezen.blogspot.it/

    @ Questa sarà una cosa che dovrai giudicare tu dopo la sesshin di una settimana.

    Può variare da individuo ad individuo, ma non basare le tue aspettative sulla quantità di sesshin che farai, potrebbe bastarne una e potrebbero non bastarne mille, lo Zen non lo si acquisisce coi ritiri intensivi, tutto è utile e tutto è inutile, dipenderà sempre dalla tua predisposizione, c'è chi si illumina sentendo recitare il Sutra del Diamante tra le vie di un mercato come fece Hui Neng il sesto Patriarca, e c'è chi non gli basterà una vita per ottenere l'illuminazione, quella non la si può forzare, quando arriva arriva se arriva.

  • Anonimo
    7 anni fa

    satori non era quello dei beehive?

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