Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 8 anni fa

MI AIUTATE PER FAVORE CON QUESTI TEMA? 10 PUNTI E 5 STELLE GRAZIE <3?

mi aiutate per favore con questi due tema?? vi do le tracce:

A) il viaggio può rappresentare una ricerca di scoperta, ma anche di fuga o di distacco sofferto. spesso si vorrebbe ritornare, ma poi si desidera ripartire.

B) commenta tale affermazione: "i veri amici vedono i tuoi errori e ti avvertono, i falsi amici vedono allo stesso modo i tuoi errori e li fanno notare agli altri.

LI DEVO FARE ENTRAMBI, CHI MI AIUTA 10 PUNTI E 5 STELLE.. GRAZIE :)

2 risposte

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  • 8 anni fa
    Risposta preferita

    Titolo: Il viaggio – condanna e benedizione dell’uomo

    Dal pellegrinaggio medioevale o le esplorazioni iniziate nel XV secolo, al turismo moderno, comodo e di massa: nel tempo il viaggio ha cambiato il proprio volto, ma ciò che resta immutabile è l’arricchimento, la felicità che il viaggio porta a chi lo compie.

    In Viaggio in Portogallo di J. Saramago, si legge: “La felicità […] ha molte facce. Viaggiare, probabilmente, è una di queste.” Si potrebbe osare dire invece, che la felicità sta già nell’attesa: il viaggiatore, sente l’euforia dell’avventura che lo aspetta ancora prima che il viaggio abbia inizio.. A tale proposito, infatti, P. Citati afferma nell’articolo Le guide delle meraviglie pubblicato nel LA REPUBBLICA il 28 dicembre 2004 che “[…] quando viaggiamo, compiamo sempre due viaggi. […] I due viaggi, quello fantastico e quello reale, quello delle guide e quelle del mondo, ora si accordano, ora si combattono.” Sembra infatti che oggi i turisti abbiano riscoperto, grazie a internet e mass-media, l’emozione di fantasticare sul futuro viaggio, di scegliere e immaginare i posti, di provare a indovinare i profumi e i gusti caratteristici delle zone che si andranno a visitare, per poi confrontarsi con la realtà e lasciare spazio alle sorprese, ma niente spazio alle scomodità. Tra le mete più quotate, i posti esotici, i paesi poco esplorati del terzo mondo, le città d’arte, ed il tutto all’insegna del confort degli hotel e lontano dai propri problemi ma soprattutto dai problemi degli altri. A pochi viaggiatori che soggiornano alle Seychelles, importa dei bambini che soffrono la fame in Africa. È più facile far finta di aver confuso un mendicante ai piedi del tempio di Machu Pichu con una statua millenaria che riflettere sulla sua condizione, magari facendo anche un esame della propria coscienza.

    Viaggiare, invece, significa anche rapportarsi a realtà e situazioni diverse. Ogni meta non è composta solo di paesaggi e luoghi di culto, ma anche di tradizioni e persone. Spesso questo si trascura poiché come osserva T. Todorov nel libro Noi e gli altri: “l’assenza di incontri con soggetti differenti è molto riposante, poiché non mette mai in discussione la nostra identità; è meno pericoloso osservare cammelli che uomini”. Viaggiare infatti, non significa solo vedere ma anche mettersi in gioco e provare a superare i propri limiti. Purtroppo, oppressi dai ritmi della vita, dalle responsabilità e dalle impossibilità economiche, i “turisti frettolosi” di oggi difficilmente riescono a godere pienamente l’esperienza del viaggio, la quale viene spesso resa meno ricca anche volontariamente: sono pochi “gli esploratori” che hanno l’audacia di dedicare i pochi giorni retribuiti di vacanza alla scoperta di se stessi attraverso la conoscenza degli altri. Inoltre come ricorda T. Todorov nello stesso libro, Chateaubriand sosteneva che “la conoscenza dei costumi umani richiede tempo”. Richiede tempo l’analisi di coscienza e la scoperta di culture completamente diverse dalla propria, richiede invece solo buon senso viaggiare in modo rispettoso. È vero i capitali importati dai viaggiatori occidentali in alcuni paesi rappresentano anche il 30% dell’utile totale statale, ma è anche vero che spesso questi paesi devono affrontare problemi come la proliferazione della prostituzione alimentata dai turisti, la distruzione di interi ecosistemi e patrimoni culturali a causa del turismo di massa e alla globalizzazione.

    Con loro, i viaggiatori agiati portano anche illusioni: per la popolazione locale, in tanti casi straziata da guerre, povertà e fame, l’occidente diventa la terra promessa ed ecco che anche loro intraprendono un viaggio: verso la speranza! Per gli emigrati il viaggio equivale a sofferenza: nonostante il paese che gli accoglie rappresenti per loro un’opportunità economica, quest’ultima li costa troppo, in quanto la sofferenza per la lontananza li lacera. Lo scrittore Soldati, a questo proposito, afferma che “La lontananza è in noi, vera condizione umana…Laggiù si sognava la patria come dalla patria si sogna l’estero”.

    Infatti, non ce posto che l’uomo abbia visitato che non gli resti nel cuore: se poi uno di questi posti è il proprio “borgo natio”, il richiamo come l’eco continuerà a risuonare. Nel libro Viaggio in Portogallo, J. Saramago scrive: “è il destino delle pietre, sempre nello stesso posto, a meno che non venga il pittore e se le porti nel cuore”, ogni viaggiatore è quindi un pittore che si imprime nel ricordo e si porta con se l’esperienza del proprio viaggio e cito ancora Saramago: “Nessun viaggio è definitivo.”, perché il ricordo che il viaggiatore si porta dentro, è anche un continuo tormento, un continuo richiamo a ricominciare nuovi percorsi. Coscientemente o no, il viaggiatore risponde comunque al richiamo, perché dal primo attimo della vita, intraprendendo qualsiasi strada, si viaggia!

    Fonte/i: E' un saggio breve che io ho svolto come compito in classe. (ho preso anche un voto abbastanza bello), in bocca al lupo.
  • 8 anni fa

    Viaggiando per il mondo si scoprono mille cose: dalle abitudini della varie popolazioni alla tradizione e cultura. Poi durante un viaggio si scopre anke se stessi ad esempio ti trovi davanti delle situazioni e tu procedi in un modo ke in un altro, poi il viaggio è anke un modo x sfuggire alla routine della vita quotidiana o da alcune cose o persone ke ci hanno fatto soffrire.Dopo un po viene anke la nostalgia e la voglia di tornare a casa e quando si arriva si nostalgia del viaggio e un cosi via vai di emozioni.

    I veri amici sono leali e fedeli e non ti tradirano mai, e sono quelle persone ke sono nel momento del bisogno. I falsi amici godono quando stai male, ti criticano e ti odiano, insomma vogliono il tuo male.

    Spero di essere stata di aiuto! ;)

    Taoooo!!!

    Fonte/i: La mia mente ;)
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