Anonimo
Anonimo ha chiesto in Politica e governoPolitica e governo - Altro · 8 anni fa

Disoccupazione al 13% in Puglia. I governanti volendo chiudere l'Ilva dimostrano che se ne fottono...?

I dati istat dicono che a Giugno 2012 il tasso di disoccupazione ha raggiunto il record del 10.8% !

Nel 2009 era dell'8.5%, di cui intorno al 5% al Nord e al 12% al Sud(13.3% in Sicilia, 10.8% in Puglia).

Quindi se consideriamo un aumento del tasso di disoccupazione in Puglia del 2%, dal 2009 ad oggi, possiamo dire che in Puglia il tasso di disoccupazione oggi sia complessivamente del 13%.

Con un tasso di disoccupazione al 13% i governanti, che si dovrebbero preoccupare di incentivare l'occupazione..., hanno il coraggio di lasciare senza stipendio altri 20 mila operai creando ulteriori disavanzi erariali!

Cioè questi dei disoccupati se ne fottono?...

p.s. x gli ambientalisti meridionali.... Non vogliono risolvere i problemi ambientali, vogliono solo chiudere!...

La soluzione potrebbe esserci nello spostare man mano i reparti incriminati in zone disabitate, e obbligando gli operai a mettere le MASCHERE di protezione...

I soldi arriverebbero dalle stesse tasse che verrebbero fuori dall'azienda e dai salari degli operai che verrebbero a mancare all'erario in caso di chiusura...

Provate infatti solo a conteggiare l'irpef ANNUO di 20 mila operai...

7 risposte

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  • Anonimo
    8 anni fa
    Risposta preferita

    Evidentemente ti sei perso le logike della politica degli ultimi 20 anni.

    1- l'Unione europea esplicitamente vieta agli ex Stati al suo interno di mantenere aperte aziende allo scopo mero di creare o salvare occupazione ovvero vieta di applicare le politiche occupazionali di assunzione in massa che resero benestante l'Italia prima che cedesse la sua sovranità all'Europa.

    2-....preferisco vedere 200.000 persone senza lavoro (tanto un lavoro poi lo raffazzonano, e c'è sempre aperta la via dell'emigrazione che persistete testardamente a non riconsiderare) ke vedere devastato altro ambiente come dici tu, "disabitato".

    3-...anche volendo spostare un'industria ha costi colossali incompatibili con una sana gestione economica.

    4-il settore dell'Ilva è in crisi da 30 anni, e lo Stato fa bene a chiudere acciaierie e simili. Anche la Thyssen Krupp presto chiuderà i conti con Terni, a Piombino le acciaierie sono in fase di dismissione esse pure. Nessuna nazione occidentale investe più nell'industria pesante.

    5-tenere aperti questi carrozzoni ancora in parte gestiti dallo Stato costa più dell'irpef che rendono le tasse sugli stipendi, infine affari non ne fanno più.

    Insomma, avete salutato il crollo del Muro festeggiando. Poi avete salutato la fine della 1^repubblica tirando monetine a quel poveraccio di Bettino. Avete inneggiato al "nuovismo" anni '90: ma le ascoltavate o no le programmatiche di questi riformatori? Adesso tutto ormai si sta concretizzando, da anni ed anni. Cosa volete adesso? Resuscitare la cara buona prima repubblica? Peccato, non si può.

    La Puglia investa sul turismo, come tutto il Sud. Supermercati aperti giorno e notte tutto l'anno, locali, ristoranti. Anche la Fiat chiuderà un altro impianto oltre a Termini Im.se, è la logica del capitalismo che VOI tutti avete voluto dal 1992 in poi.

    In Germania come saprai hanno chiuso l'ultima miniera di carbone, in GB lo fece la vecchia babbiona oltre 20 anni fa. L'europa d'acciao e di Strauss, come la chiarono i Pooh in una canzone degli anni 80, scompare dinanzi all'europa del byte e dei servizi.

    La mia previsione è ke in ItaGlia entro il 2030 non esisterà più un'industria, il lavoro sarà nel turismo, nei servizi alla persona, con orari, metodologie, del tutto alieni al nostro attuale modo di vedere. E scomparirà anche conseguentemente il "modo di vivere all'italiana". Domineranno: commercio (super-iper mercati, aperti tutto l'anno senza sosta), società private di previdenza e servizi alla famiglia ed alla persona (...badanti, servizio sanitario a domicilio, accompagnamento disabili...) in quanto lo Stato non solo non può garantire questi servizi ma nemmeno deve in nome della logica delle liberalizzazioni che vi piacciono tanto e per alleggerire anche se stesso dai troppi dipendenti a carico, settore assicurativo\bancario che gestirà man mano al posto dello Stato anche svariate forme pensionistiche. Non ci sarà più una ciminiera fumante: la ns industria l'avete voluta in Cina, ora lasciate che vada laggiù.

  • Cars
    Lv 7
    8 anni fa

    ....la gente deve sapere...

    Povera gente...tutti quanti!

  • ?
    Lv 7
    8 anni fa

    Peppino Corisi è uno dei morti invisibili, l’ennesimo. La sua storia è apparsa sulla Gazzetta del Mezzogiorno il 7 aprile del 2012. Peppino Corisi è morto l’8 marzo di cancro al polmone, aveva 64 anni. Per trent’anni ha lavorato all’ILVA. Lascia una moglie e due figlie. Un operaio come tanti che ha affidato ad una targa la sua amara denuncia. Peppino ha infatti chiesto alle sue figlie, prima di morire, di attaccare una targa alla finestra di via De Vincentis:

    Mettetela sotto il balcone, la gente deve sapere - ha detto.

    La lapide recita: "Ennesimo decesso per neoplasia polmonare".

  • Anonimo
    8 anni fa

    É un grosso problema,pero credo che se un 'azienda nuoce alla salute dei cittadini per legge debba essere chiusa.la causa é di chi avrebbe dovuto provvedere prima all'adeguamento,credo che anche i sindacati abbiano le loro colpe.avrebbero dovuto organizzare scioperi per costringere la ditta a mettersi a posto.Vendola non ha pensato di fare nulla?

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  • 8 anni fa

    Guarda che è la magistratura a volerla chiudere:la politica lì non c'entra nulla.

  • Anonimo
    8 anni fa

    Veramente noon hai capito un grandissimo caxxo!!

    Non sono i governanti ma la mgistratura a voler chiudere l'ILVA!!

    Informati almeno prima di parlare!!

  • onox
    Lv 7
    8 anni fa

    direi di evitare di banalizzare il problema dell?ILVA come fai tu, dimostrando una grande superficialità.

    In Italia per lavoro abbiamo avuto i casi della piana di seveso;

    I lavoratori ed abitanti delle zone in area porto marghera distrutti dall'inquinamento prodotto dal complesso chimico di porto marghera;

    Il recente caso della azienda eternit dove l'azienda condannata a pagare per i lavoratori morti nella produzione di amianto;

    e abbiamo numerosi altri casi di aziende che uccidono.

    L'Ilva di taranto erano anni che era sotto indagine ma c'era l'impasse che nessuno poteva far nulla pena il crearsi del problema di diecine di migliaia di lavoratori a spasso.

    Lo stato in questa vicenda entra solo perchè al solito ha mancato di eseguire i controlli e permesso che i privati attuali proprietari dell'ilva facessero profitto alle spese della città e i lavoratori.

    Tu conteggi irpef, io conteggio le richieste di risarcimento che i familiari dei lavoratori morti tra qualche anno faranno all'ilva, come i danni che prima o poi qualcuno dovrà pagare per le condizioni di inquinamento in cui è ridotta taranto.

    Quì c'è solo da obbligare la proprietà dell'ILVA e non lo stato a pagare i costi di adeguamento degli impianti e rimettere in condizioni vivibili quell'impianto industriale.

    Magari lo stato può garantire dei mutui di favore per la ristrutturazione con controlli reali per evitare che i proprietari attuali prendano i soldi e scappino via.

  • ?
    Lv 7
    8 anni fa

    Succede dovunque. Le cretinerie ambientaliste stanno distruggendo migliaia di posti di lavoro. Senza contare il suicidio antinuclearista. In Sicilia erano attivissime 6 Cementerie. Oggi ce ne sono solo 4 e lavorano al 30 %. Questo odio immotivato per il cemento è costato 200.000 posti di lavoro. Costringendo migliaia di ottimi e validi Carpentieri ad andarsene in Francia, Belgio, Germania..

    La follia di cretini sedicenti salvatori dell'ambiente , alla quale si è aggiunta l'altra pazzia sedicente antimafia ,rischia di costare carissima.

    Ci vorrebbe Ronald Reagan. Almeno per 8 anni. Non di più.!!!

    Ciao.

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