Solo per medici e Trans?

Ciao a tutti un mio amico vuole cambiare sesso che dieta deve fare per aumentare gli estrogeni e diminuire del 90% il testosterone? in più ci sono compresse da prendere per velocizzare la cosa?

Aggiornamento:

P.S. Il mio amico si vergogna un pò ma accetta chiamate tramite skype e msn

Aggiornamento 2:

Raga ma in quanto a pericoli scherzate? tutte ste pillole non le ho mai sentito ho letto di una pillola agli estrogeni e wikipedia (non so se è attendibile ma io credo di si) sostiene che sia la pillola + sicura al mondo poi io pensavo a fargli fare una dieta di cibi contenenti questi estrogeni che anche se ci mettiamo 6 mesi invece di 3 ci sta + che bene

5 risposte

Classificazione
  • 8 anni fa
    Risposta preferita

    La fase del percorso psicologico prevede colloqui psicologici e test finalizzati a raccogliere la storia della persona e a delinearne il profilo psicologico. La relazione risultante dall’elaborazione dei dati derivanti dalle consultazioni, dagli accertamenti di laboratorio e dai test psicologici è oggetto di valutazione interdisciplinare di eleggibilità nell’iter psicofisiologico di adeguamento e viene consegnata all’utente con il quale si concorda un percorso individualizzato che corrisponda alle sue effettive esigenze.

    Il cambiamento può avvenire già in precedenza, in parte anche mediante la terapia endocrinologica (somministrazione di ormoni) per la quale, come ribadito dal Tribunale ordinario di Torino (sentenza n.6673 - 06/10/1997), non è necessaria l’autorizzazione. La terapia ormonale deve avvenire comunque secondo le procedure previste dagli Standard per il percorso di adeguamento di sesso adottati dall’Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere. Gli effetti della terapia ormonale da una parte possono procurare sollievo e dall’altra possono, però, procurare scompensi anche gravi negli organi deputati al loro metabolismo (ad esempio, al fegato). D’altra parte i cambiamenti somatici, pur tanto desiderati, non creano quel benessere immaginato se la persona non è sostenuta in un processo di elaborazione e assimilazione profonda non solo dei cambiamenti stessi, ma anche del nuovo stile di vita che inevitabilmente essi comportano. Nell’adeguamento Femmina-Maschio (FtM) entrambi gli obiettivi possono essere ottenuti con l’uso del solo ormone mascolinizzante (testosterone), mentre nell’adeguamento Maschio-Femmina (MtF) è quasi sempre necessario unire agli estrogeni femminilizzanti almeno un farmaco antiandroginico.

    L’iter consiste, secondo le linee guida dell’ONIG, nella sorveglianza per 6 mesi dell’individuo (facoltativo in altri paesi), durante il quale dovrà sottoporsi a colloqui di indagine psichiatrica ed indagini ormonali. L’indagine psichiatrica serve per la valutazione dell’assenza o dell’eventuale presenza di patologie psichiatriche. A questi seguirà un anno di “test di vitra reale” , così definita, durante il quale vengono somministrati gli ormoni. Va specificato che anche se si inizia il percorso sancito dalla legge, il Servizio Sanitario Nazionale non dispensa i suddetti farmaci. Qualora saranno ritenuti necessari dal giudice istruttore, saranno richiesti anche la perizia, del consulente tecnico d’ufficio e del consulente tecnico di parte.

    Percorso medico chirurgico

    L’iter chirurgico maschio-femmina(MtF) consiste in vari interventi chirurgici iniziando, in genere, da una mammoplastica additiva.

    Quest’intervento può essere effettuato per integrare l’azione della terapia ormonale molto spesso insoddisfacente in quanto quest’ultima, pur influenzandone il volume, non permette di ottenere un aumento della dimensione della mammella soddisfacente per la persona.

    La mammoplastica additiva è un intervento che prevede l’introduzione di una protesi (in genere un involucro che contiene un gel di silicone) attraverso un’incisione effettuata nella piega sottomammaria o nella zona periareolare o nella zona ascellare, nei punti dove si nota meno la cicatrice che è, di solito, di 3 o 4 centimetri. Attraverso questa incisione, la protesi viene introdotta dietro la ghiandola mammaria o alcune volte, se necessario, dietro il muscolo pettorale.

    Segue, in genere, la vaginoplastica che consta di due fasi: demolitiva e ricostruttiva . La fase demolitiva prevede l’asportazione degli organi genitali originari (castrazione): *********, epididimo e funicolo, corpi cavernosi, uretra peniena. Nella fase ricostruttiva la pelle del pene viene introflessa a "dito di guanto" per foderare una neo-cavità ricavata tra retto e vescica. Una porzione del glande viene conservata per costruire un clitoride che conservi sensibilità erogena specifica e permetta nel 70-80 % dei casi di avere una buona sensibilità erotica durante i rapporti sessuali. Per questo scopo, la piccola parte del glande viene isolata mantenendo il collegamento con i nervi, le arterie e le vene che assicurano sensibilità e nutrimento. Si effettua anche l’asportazione della parte distale dell’uretra e del corpo spongioso che l’avvolge perché quest’ultimo non crei disturbo durante i rapporti sessuali. Per ultimo si modella la vulva, le grandi e piccole labbra e il monte di venere per ottenere una forma più simile possibile al corrispondente organo femminile. Questo modellamento della parte esterna è possibile, in questa prima fase, solo parzialmente per non compromettere la vitalità dei lembi. Seguono in genere altri brevi interventi di modellamento che spesso vengono effettuati in un secondo tempo in ambulatorio in anestesia locale. L’intervento di vaginoplastica dura solitamente quattro/cinque ore e richiede una degenza media di dieci, quindici giorni.

    Fonte/i: Alla fine dell’intervento viene introdotto un conformatore vaginale elastico (o tutor) a forma di palloncino o di fallo che deve essere tenuto in sede con molta attenzione quasi continuamente per i primi 15 giorni e, poi per circa sei mesi, durante la notte e per mezz’ora, due o tre volte al giorno.L’uso può variare caso per caso, ma è indispensabile osservare scrupolosamente le prescrizioni per evitare la tendenza naturale dei tessuti a ridurre il diametro e la profondità della neo-cavità. I rapporti sessuali possono essere ripresi mediamente dopo due mesi. In genere sono soddisfacenti, se non si sono verificate complicanze rilevanti e nel 70-80% dei casi permettono il raggiungimento dell’orgasmo.Ulteriori interventi consistono nella riduzione del pomo d’adamo ed eliminazione della barba con elettrolisi (ago) o Laser. Ancora, si può ricorrere anche all’asportazione delle ultime due costole per donare una forma più sinuosa al giro vita.
  • 1 menomale che tu sei un amico...come minimo dovresti parlare di lei al femminile -.-

    2 gli ORMONI sono prodotti dal corpo umano= non è con la dieta che cambi radicalmente le cose

    3 dovrebbe rivolgersi in un centro che si occupa di transizione, ce ne sono diversi sparsi per l'Italia e lì farsi seguire da SPECIALISTI che possono somministrargli antiandrogeni per bloccare il testosterone ed estrogeni che sono ormoni femminili.

    io per questioni serie ho i messaggi privati aperti.

    ________

    preciso che non fa bene giocare con gli ormoni, sono una cosa seria e già così, nonostante ci siano endocrinolgi etc la terapia ormonale crea squilibri ( principalmente a livello emotivo, ma anche a livello di ematocrito etc)

    Fonte/i: ftm esperienze personali.
  • prendi un corpo, bombardalo di ormoni scriteriatamente ed otterrai tumori, e parte di riconversione degli estrogeni in testosterone e viceversa.

    se non fosse necessario un endocrinologo nessun trans farebbe la transizione come proposta dalla nostra società, non credi?

  • Anonimo
    8 anni fa

    Io credo che questo sia un discorso molto delicato che si possa affrontare incontrando di persona un medico, non altrimenti.

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  • 8 anni fa

    Se non è già sotto terapia, esistono i Fitoestrogeni, però come scritto:

    "il fatto che siano di provenienza vegetale, non esclude che si possano avere effetti collaterali anche seri.

    Sarebbe sempre opportuno quanto indispensabile chiedere prima un parere medico. "

    Su queste cose non si scherza, per avere fretta si rischia grosso, dal dover sospendere la terapia fin'anche alla morte... se non l'ha già fatto deve rivolgersi alla struttura idonea più vicina, in modo da cominciare il percorso di transizione.

    Comunque eccoti il link, io ad ogni modo sconsiglio tale pratica:

    http://transtravfashion.blogspot.it/2012/03/fitoes...

    P.s. per il suo bene, sarebbe il caso che cominciassi ad usare il femminile quando ne parli. :)

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