Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaPoesia · 8 anni fa

differenza tra allegoria,antonomasia, metafora e perifrasi?

COMINCIO A PENSARE CHE LE DEFINIZIONI DELLE FIGURE RETORICHE SIANO ESCLUSIVAMENTE UNA PRESA IN GIRO. NON E' POSSIBILE FARE UN TEST E RISPONDERE IN MANIERA UNIVOCA!!! LE DEFINIZIONI SONO COMPLETAMENTE AMBIGUE!

Nell'inferno di Dante è presente un punto nel quale usa " 'l verno " al posto di vecchiaia.

Questa è una allegoria, una metafora, una perifrasi(sebbene sia alquanto corta) o una antonomasia (in effetti sappiamo tutti che la vecchiaia è l'inverno della nostra vita)

NON VOGLIO DEFINIZIONI CHE HO LETTO GIA' ABBASTANZA. SOLO SPIEGAZIONI DELL'ESEMPIO

E ancora: "avere fegato" è una metonimia (il concreto per l'astratto), una allegoria (con un concetto concreto esprimere qualcosa di astratto), una metafora o una perifrasi (per quanto può essere corta è sempre un giro di parole....)

GRAZIE

1 risposta

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  • 8 anni fa
    Risposta preferita

    Allora, premettiamo che le prime tre sono dei simboli, e ancora non c'è una definizione univoca di simbolo, se non il legame da due concetti, contenuti, immagini (possono essere reali o non reali, concrete o astratte ecc...). Di sicuro il simbolo è il collegamento tra due realtà diverse, è ciò che le lega (da syn, che significa "con" in greco). L'allegoria è un insieme di simboli (non uno solo, se vogliamo essere precisi) ed è stata utilizzata moltissimo nella letteratura medievale, quando si doveva comunicare al lettore verità trascendentali, di fede, e non era possibile farlo prendendo spunto dalla realtà oggettiva e più quotidiana. Esiste tutta una letteratura religiosa allegorica, come appunto il poema allegorico-didascalico usato da Dante, la Divina Commedia. Quindi se io dico che Dante si trova nella selva oscura e incontra la lupa, il leone e la lonza, sto raccontando una allegoria del suo percorso di peccato e degli ostacoli che incontra sulla sua strada, cioè i vari vizi. Caratteristica dell'allegoria è che il suo significato era comprensibile e condiviso da chi leggeva (lo dice Umberto Eco in Opera Aperta), mentre i poeti moderni usano simboli che sono interpretabili dal lettore nei modi più vari, nelle loro varie sfaccettature, quindi più soggettivi. Questi simboli moderni sono le metafore. Chiamiamo metafora in generale, qualsiasi simbolo moderno che ha le caratteristiche di soggettività che ho detto (un sinonimo è il termine "analogia" per esempio, nella poesia di Ungaretti e altri autori del Novecento). Quindi "inverno" al posto di vecchiaia è un simbolo che fa parte di una allegoria, ma si può dire direttamente allegoria. "Avere fegato" non è un giro di parole, perchè non è la sua caratteristica principale, ma una metonimia, perchè c'è tra i due termini del simbolo un rapporto di affinità concettuale, in quanto il fegato era le sede della forza e del coraggio per gi antichi.

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