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Bisogni infermieristici per emoraggia subaracnoidea?

Qualcuno mi consiglia un corretto piano assistenziale per un pz affetto da emorragia sub aracnoidea in seguito ad una caduta? Giusto qualcosa per iniziare il mio progetto, a grandi linee insomma.

Alcuni dati: 65 anni, lucido, autosuff. Norton: 12, Schmid: 2.

Fino ad ora ho evidenziato quest problemi:

PC: Rischio di lesione cerebrale in seguito a ESA

PC:Rischio di polmonite ab ingestis correlato a vomito

PC: Rischio di malnutrizione correlata a vomito persistente

I farmaci:

Farmaci assunti:

Ringer acetato: idratante parenterale

Nimotop: anti ischemico

Claritromicina: Previene le infezioni batteriche

Sodio bicarbonato: contrasta l’acidosi sanguigna

Lasix: diuretico

Rocefin: Previene le infezioni batteriche

Perfalgan: antidolorifico (al bisogno)

Clexane: anticoagulante

Fluimucil: mucolitico

Periven: nutrizione parenterale

Grazie mille a tutti

1 risposta

Classificazione
  • 9 anni fa
    Risposta preferita

    Assistenza infermieristica pre-operatoria

    All’arrivo del paziente in unità operativa:

    • Accoglienza del paziente in U.O. e sistemazione in camera subintensiva. All’arrivo dei familiari si danno loro le indicazioni per un corretto accesso in questa stanza; fondamentale è il lavaggio delle mani con il gel alcolico, presente in ciascuna unità.

    • Monitorizzazione del paziente, rilevazione parametri vitali e posizionamento di un accesso venoso di buon calibro. La rilevazione dei parametri vitali è fondamentale per valutare lo stato endocranico e in questo tipo di paziente va fatta ogni due ore, anche più spesso se necessario. L’ aumento della pressione sistolica e la bradicardia sono segni di un aumento della pressione endocranica e possono rappresentare i primi segnali d’allarme di eventuali complicanze. Risulta importante mantenere e stabilire un’ adeguata respirazione poiché il cervello è estremamente vulnerabile all’ipossia, fondamentale è quindi il controllo frequente di frequenza cardiaca, respiratoria e saturazione.

    • Raccolta dati e compilazione della scheda infermieristica

    • Esami di laboratorio su indicazione medica

    • Elettrocardiogramma refertato

    • Radiografia del torace se necessaria

    • Valutazione dello stato neurologico: cosa e come valutare?

    1. stato di vigilanza: occhi aperti o chiusi? Apre gli occhi allo stimolo verbale o non c’è nessuna apertura degli occhi?

    2. analisi pupillare : le pupille sono isocoriche? Reagiscono entrambe alla luce? L’eventuale comparsa di anisocoria (pupille di diametro diverso) è un segno di grave sofferenza cerebrale.

    3. stato di collaborazione: risponde a domanda elementari? Esegue ordini semplici?

    4. orientamento spazio-temporale: è in grado di dire dove si trova e in quale giorno, mese, anno siamo?

    5. deficit focali: muove i 4 arti? Ha una paresi di un arto o di un lato del corpo?

    6. è fondamentale valutare la capacità del paziente di parlare e la sua qualità espressiva. Comprende le nostre parole? Riesce ad esprimersi? La difficoltà di linguaggio, nella parola viene definita afasia espressiva. Un’eventuale difficoltà nel comprendere ciò che noi diciamo o chiediamo viene definita afasia di comprensione. Esistono delle scale di classificazione neurologiche tra cui la Glasgow Coma Scale che valuta l’apertura degli occhi, risposta motoria e risposta verbale. Tramite l’assegnazione di un punteggio a questi tre parametri e alla loro somma finale inquadriamo lo stato di coscienza del paziente.

    È all’infermiere che spetta il vero controllo del paziente che dovrebbe essere continuo. Questa continuità di osservazione attenta che ci permette di riconoscere eventuali peggioramenti, complicanze, anomalie. Il paziente può cambiare in breve tempo, da vigile e collaborante può divenire assopito, soporoso , fino all’insorgenza del vero e proprio coma. La nostra scheda infermieristica è composta di una parte che riguarda proprio lo stato neurologico del singolo paziente e in questo caso va utilizzata. • Eventuale posizionamento di catetere vescicale o sondino naso-gastrico in base allo stato neurologico del paziente.

    • Posizionamento delle calze elastiche.

    • Eventuale somministrazione su prescrizione medica del protocollo Tranex ( profilassi per la prevenzione del risanguinamento precoce).

    • Somministrazione, su prescrizione medica di calcioantagonisti per prevenire il vasospasmo. Il farmaco utilizzato nella nostra U.O. è la Nimodipina per via orale o in infusione continua venosa se il paziente è portatore di catetere venoso centrale. Prima della somministrazione della nimodipina è fondamentale controllare i valori della pressione arteriosa perché essa può provocare ipotensione.

    Fonte/i: Avrei voluto scrivere di più, ma poi non me la fa pubblicare! Queste cose provengono dai manuali di medicina d'urgenza
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